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	<title>Autotutela &#187; Ministro del Turismo</title>
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		<title>TABAPITANGA &amp; AIR ITALY</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando siamo stati informati dalla direzione dell’operatore Tabapitanga di quanto stava accadendo in Brasile, ai danni di diversi turisti italiani loro clienti, erano le 17:00 di venerdì scorso. Il resoconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/tabapitanga1.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1409" title="tabapitanga" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/tabapitanga1-150x80.gif" alt="" width="150" height="80" /></a><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Air-Italy-logo-150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1410" title="Air Italy logo 150" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Air-Italy-logo-150.jpg" alt="" width="150" height="50" /></a>Quando siamo stati informati dalla direzione dell’operatore <strong>Tabapitanga </strong>di quanto stava accadendo in Brasile, ai danni di diversi turisti italiani loro clienti, erano le 17:00 di venerdì scorso. Il resoconto dell’operatore, peraltro corredato da copiosa documentazione, evidenziava chiaramente come fosse in corso una sorta di braccio di ferro tra questo e la compagnia aerea <strong>Air Italy</strong>, una prova di forza scaturita da un contenzioso di carattere contrattuale.<span id="more-1408"></span></p>
<p>Abbiamo evitato – volutamente – di fornire un nostro parere all’operatore, lasciando che fossero i suoi legali a sbrogliare la matassa di una contesa dove individuare il torto e la ragione sarebbe stato, per noi, sia difficile che inutile.  Abbiamo successivamente deciso di scrivere quello che è stato l’articolo pubblicato ieri per ribadire un solo concetto che, aldilà delle ragioni di chiunque, dovrebbe guidare le decisioni di ogni operatore del settore: <strong>il passeggero non si tocca.</strong></p>
<p>Non mettiamo in dubbio le ragioni di <strong>Tabapitanga</strong>, che giustifica la propria posizione adducendo ipotetiche violazioni contrattuali da parte della compagnia. Nemmeno dubitiamo di quanto asserisce <strong>Air Italy</strong> in merito al credito maturato nei confronti dell’operatore. Avranno certamente ragioni e torti che sarà compito di Tribunali e Giudici stabilire.</p>
<p>Dal canto nostro, invece, ci poniamo nei panni degli <strong>agenti di viaggio</strong> che hanno venduto i servizi offerti da <strong>Tabapitanga</strong> e <strong>Air Italy</strong>, e – soprattutto – <strong>ci mettiamo in quelli dei loro clienti che, dopo aver pagato, sono rimasti a piedi.</strong></p>
<p>Vogliamo raccontare loro che è giusto sia accaduto tutto questo perché qualcuno ha disatteso un contratto o perché tra due imprese è nato un dissidio a causa di soldi?  Diciamoglielo pure, ma è bene tutti sappiano che stiamo – tutti – dicendo un mucchio di fesserie. E, inoltre, <strong>stiamo agendo da disonesti.</strong></p>
<p>Ricordiamoci bene che un viaggiatore che abbia tra le mani un biglietto aereo, da lui pagato al vettore o ad un soggetto che all’atto dell’emissione era autorizzato ad emetterlo, <strong>ha il pieno diritto di usufruirne senza che gli vengano poste in capo limitazioni o privazioni dovute a situazioni a lui estranee</strong>. E questo lo insegna la IATA, lo insegna il Diritto e lo insegna il buon senso.</p>
<p><strong>Da condannare la condotta dell’operatore</strong>, che non ha pagato nei modi e nei tempi stabiliti quanto dovuto al vettore. E non ci interessa sapere perché ha ritenuto di non dover pagare. <strong>Da condannare la condotta del vettore</strong> che, pur avendo in mano i soldi necessari a far rientrare i passeggeri, ha preferito restituirli all’operatore lasciando i passeggeri a terra. E non ci interessa sapere per quale motivo ha adottato tale decisione.</p>
<p>Ciò che ci interessa è che, per l’ennesima volta, <strong>il consumatore è diventato il capro espiatorio di cose a lui estranee</strong>, diventando vittima di situazioni sempre più di ordinaria amministrazione ma, non per questo, meno condannabili.  Ed è proprio perché siamo stufi di vedere che il conto viene sempre pagato dall’unico soggetto che – con i suoi quattrini – fa mangiare tutti noi che nel turismo lavoriamo, che <strong>abbiamo deciso di porre la questione all’attenzione dell’ENAC, del Ministro del Turismo on.le Michela Vittoria Brambilla, del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti on.le Altero Matteoli, e della Commissione Europea.</strong></p>
<p>Per capire se un contratto violato può ragionevolmente creare un così forte disagio a chi, della questione, è certamente incolpevole. <strong>E se è giusto che tutto ciò diventi motivo di vergogna per un’intera categoria professionale.</strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/infonews/tabapitanga-air-italy/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/infonews/tabapitanga-air-italy/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SCEMO E PIU&#8217; SCEMO!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agosto è iniziato da soli due giorni e già ci troviamo deliziati da un incredibile quantità e varietà di piccole – e non – follie d’estate, quelle scemate che solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1355" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Agosto è iniziato da soli due giorni e già ci troviamo deliziati da un incredibile quantità e varietà di piccole – e non – follie d’estate, quelle <strong>scemate</strong> che solo una dose eccessiva di caldo e di sole o un ancor maggiore <strong>menefreghismo</strong> ci regalano ogni qual volta la stagione estiva si presenta.  Raccontatecele e sarà per noi un piacevole sostitutivo delle vacanze il renderle pubbliche.</p>
<p><span id="more-1354"></span></p>
<p>Non passa giorno che la televisione non ci incanti con le immagini del nostro Bel Paese <strong>accompagnate dalla voce suadente del nostro Premier</strong> che, nel tentativo di abbassare l’esportazione di valuta accrescendo il “peso” delle vacanze nostrane, <strong>ci invita appunto a restare in Italia</strong> per meglio apprezzarne le innumerevoli qualità.  Ovviamente, se il gallo canta la gallina fa l’uovo, e lo stesso invito, ritenuto da lei encomiabile, <strong>è stato ripreso dal nostro “rosso” Ministro del Turismo – la Michela Vittoria Brambilla nazionale –</strong> subito prima della sua partenza per le meritate ferie.  Dove? In <strong>Costa Azzurra</strong>, dove si è trasferita con armi, bagagli, famiglia e cani nel suo lussuoso appartamento prospiciente il lungomare, <strong>dimostrando una coerenza ed una vicinanza all’Italia</strong> e agli italiani veramente da premiare. Ma andiamo avanti.</p>
<p>E qui, se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere… <strong>Importante T.O. milanese</strong> specializzato nel lungo raggio operato con voli di linea. Prenotazione di un’agenzia di viaggio del mese di marzo con destinazione <strong>USA + Polinesia</strong>. Arriva l’estratto conto e <strong>l’ADV paga il regolare 25% richiesto dall’operatore</strong>.  Pagato anche il saldo – un ragguardevole 9.000 euro – e <strong>in attesa di documenti</strong>, l’agente si vede invece richiedere un <strong>aumento dovuto alla mancata emissione della biglietteria aerea al previsto time limit</strong>. Perché? Perché <strong>l’acconto non era sufficiente</strong>. Bisognava mandare di più, ben oltre il 25% d’acconto – che è <strong>il massimo</strong> di quanto si può richiedere al cliente a titolo di acconto – fregandosene delle regole. E quando uno dei ns. legali tenta di spiegare all’accanita operatrice che <strong>il viaggiatore non può essere spremuto oltre il giusto</strong>, si sente candidamente rispondere… <strong>“Mai noi lo scriviamo anche sul nostro sito!”.</strong>  Invito agli operatori: <strong>mandate a scuola</strong> i vostri addetti poiché imparare le regole non fa male neppure a loro e <strong>mandate al diavolo</strong> i vostri avvocati, se sono questi a consigliarvi!  Comunque sarà materiale in più per l’AGCM.</p>
<p>Rechiamoci, infine,  a Milano Linate. <strong>Mercoledì 28 luglio</strong>. Interprete della scenetta, che potremo intitolare <strong>“L’aereo è mio e me lo gestisco io!”</strong> il Capo Scalo di Servizio <strong>Alitalia</strong>. In procinto di partire per le classiche “vacanze studio” a Londra vi sono molti ragazzi – minorenni -, parecchi dei quali risultano <strong>privi della dichiarazione d’affido, </strong> ma sulla cui situazione il nostro Capo Scalo applica <strong>- in maniera autonoma -</strong> una personale “deregolamentazione”, facendoli ugualmente imbarcare.  Una decisione presa certamente per evitare che agli imbarchi si verifichino le solite scene piuttosto accese tra operatori spesso insofferenti e clienti spesso poco informati. Comunque, per farla breve, <strong>ad un ragazzo</strong> <strong>l’imbarco viene comunque negato</strong>, nonostante sul medesimo volo ne siano stati imbarcati altri nella stessa condizione. Motivo del rifiuto? <strong>Al Capo Scalo non piaceva il tono di</strong> <strong>voce dei genitori…</strong> E questo radioso esempio di gallonata permalosità lo scrive anche nella sua relazione di servizio! <em><strong>“Nonostante avessi già imbarcato diversi ragazzi in</strong> <strong>deregolamentazione all’obbligo di dichiarazione d’affido, quello non l’ho fatto salire a bordo perché il tono dei genitori era aggressivo”</strong>.</em>  Mi piacerebbe sapere se questo “capo scalo” batteva anche i piedini per terra, tutto arrabbiato perché qualcuno gli si era rivolto in modo poco consono. Forse non aveva mai sentito il tono dei suoi colleghi in altre circostanze…</p>
<p>E siamo solo al giorno 2 di un agosto che si prospetta ricco di sit-com di questo genere! Tutte da non perdere…</p>
<p><strong><em>Il Grillo S..parlante</em></strong> by Autotutela</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/il-grillo-sparlante/scemo-e-piu-scemo/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/il-grillo-sparlante/scemo-e-piu-scemo/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>CRACK PER I VIAGGI DEL VENTAGLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 05:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cratere ampio 200 milioni di euro, e perdite cumulate per oltre 100 milioni. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1302" title="ventaglio" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg" alt="" width="122" height="60" /></a>Un cratere ampio <strong>200 milioni</strong> di euro, e perdite cumulate per oltre <strong>100 milioni</strong>. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato di fallimento per <strong>I VIAGGI DEL VENTAGLIO</strong>, ex colosso del turismo che per 34 anni ha portato milioni di italiani sulle più belle spiagge del mondo, nei suoi villaggi ritenuti “i migliori”. Un colosso, oggi, <strong>dichiarato fallito</strong>.</p>
<p><span id="more-1303"></span></p>
<p>Scompare, così, un altro pezzo della nostra storia turistica, con il vecchio leone <strong>Bruno Colombo</strong> chiamato a chiarire i retroscena di quello che si annuncia come un crack dalle <strong>proporzioni e conseguenze enormi</strong>. Il Tribunale di Milano dovrà infatti verificare se sussistano gli elementi per chiedere l’imputazione degli amministratori per <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, ipotesi che – allo stato attuale – nessuno si sente di scartare.</p>
<p>Il <strong>fallimento </strong>de <strong>I Viaggi del Ventaglio</strong> porta con se, oltre all’incubo delle revocatorie che metterebbero in discussione tutti i pagamenti effettuati nel corso degli ultimi due anni, anche il dubbio sulla sorte dei tanti marchi importanti già patrimonio del gruppo quali <strong>Columbus</strong>, <strong>Best Tours</strong> e <strong>Ventaclub</strong>, questi già oggetto di procedure separate ma potenzialmente trascinabili all’interno del fallimento dichiarato ieri.</p>
<p>Il PM Luigi Orsi, che ha avanzato la richiesta accolta del Giudice, ha visto così soddisfatte le aspettative di chi vedeva impossibile il realizzarsi di altre ipotesi e soprattutto dell’ultima, del tentativo di salvataggio operato dai liquidatori pilotati da <strong>Franco Tatò</strong>. Un tentativo che non ha fatto altro che ritardare l’inevitabile per un anno circa <strong>peggiorando, addirittura, lo stato dei conti.</strong></p>
<p><strong>Ora sono a rischio tutti i pacchetti viaggio venduti ai clienti</strong>, tanti in procinto di partire, e tramontano definitivamente le speranze dei soci di <strong>Vacanze nel Mondo</strong> di recuperare parte dei quattrini spesi. Questi erano stati tra i primi a mobilitarsi quando i loro voucher avevano iniziato ad essere respinti dalle <strong>agenzie di viaggio</strong>, consapevoli che IVV era un malato terminale al quale qualcuno avrebbe, prima o poi, staccato la spina.</p>
<p>Ora vi sono numerose <strong>Asso Consumo</strong> che si preparano ad avviare <strong>inutili class action</strong> nei confronti della società fallita: inutili in quanto ciò che risultava vendibile, come i tanti villaggi turistici sparsi per il mondo e la compagnia aerea <strong>Livingston</strong>, era già stato ceduto nel corso del tempo, nel tentativo di salvare il gruppo. Inutile quindi sperare che le azioni legali portino a risultati positivi: il curatore dovrà innanzitutto far chiarezza su anni di cattiva gestione, sul mistero dei derivati del quale tutti sanno ma nessuno parla, sulle procedure alquanto dubbie del tentativo di ammissione al concordato respinto all’inizio di luglio dal commissario Giudiziale Giuseppe Verna.</p>
<p>Il settore del turismo viene quindi colpito dall’ennesima legnata che giunge in un momento in cui le vendite (a maggio 2010 circa <strong>– 8%</strong> rispetto allo stesso mese del 2009) denotano uno stato di sofferenza delle tasche dei cittadini ed una tendenza al risparmio da effettuarsi soprattutto su quella che, tra le c.d. necessità, risulta essere la meno pressante.</p>
<p>E si aggiunge un altro chiodo – pesantissimo – alla cassa di legno già contenente i miseri resti di <strong>Teorema</strong>, <strong>Todomondo</strong>, <strong>Rallo (ovviamente parliamo della vecchia gestione&#8230;)</strong>, <strong>Eurotravel</strong>, ecc. ecc.: il <strong>Fondo di Garanzia</strong>.</p>
<p>Ci chiediamo infatti se non sia giunto il momento, per la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> e per il <strong>Ministro del Turismo</strong>, di considerare questo elemento di Legge nato per dare tutele e diventato una vera e propria presa per i fondelli.  Il Fondo di Garanzia, così com’è, non ha ragione di esistere. Necessita di <strong>modifiche strutturali</strong> che devono per forza passare da un principio di base: <strong>la filiera del turismo è lunga e vede numerosi attori che, alla fin fine, partecipano agli utili ma non mettono mano al portafoglio</strong>. Il fondo è infatti alimentato solo da operatori turistici e agenzie di viaggio ma non dai vettori aerei – che neppure dispongono di un fondo proprio in grado di far fronte ai sempre numerosi fallimenti di quel preciso comparto – dai vettori marittimi o su gomma, dagli esercizi alberghieri e ricettivi in generale e dalle mille altre società di servizi che rientrano, a pieno diritto, tra gli <strong>operatori del turismo.</strong></p>
<p>E’ necessario che tutte le categorie si facciano portatrici d’acqua a quel bacino che dovrebbe, nelle aspettative, dar sollievo ai viaggiatori vittime di queste situazioni. In caso contrario, ovvero quando si volesse continuare a considerare solo le prime due categorie, si andrebbe incontro ad un’azione del Governo che non potrebbe far altro che alimentare il fondo con <strong>stanziamenti straordinari</strong> anche se non previsti. Il tutto con buona pace delle tasse dei cittadini, pagate per ottenere una miglior qualità di vita e, forse, destinate in parte a ripagare vacanze non godute. Amen.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/infonews/1303/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/infonews/1303/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>PROTEZIONISMO O BUON SENSO?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Roberto Corbella, presidente ASTOI, scrive al Ministro del Turismo Michela Brambilla lamentandosi del premier Silvio Berlusconi, reo di aver dato voce allo spot televisivo “Magic Italy” invitando gli italiani a consumare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/italia.png"></a></p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/bandiera-italiana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1293" title="bandiera italiana" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/bandiera-italiana.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a><strong>Roberto Corbella</strong>, presidente <strong>ASTOI</strong>, scrive al <strong>Ministro del Turismo Michela Brambilla</strong> lamentandosi del premier <strong>Silvio Berlusconi</strong>, reo di aver dato voce allo spot televisivo “<strong>Magic Italy</strong>” invitando gli italiani a consumare le vacanze in Italia.  Una settantina di anni fa si chiamava autarchia, <strong>oggi si chiama buon senso</strong>. Abbiamo un paese che soffre gli effetti di una crisi che ha visto salire solo il livello di disoccupazione, il ricorso agli ammortizzatori sociali e gli aiuti di stato: non ci pare dunque così fuori posto <strong>un appello a spendere i quattrini all’interno dei patri confini</strong>.  </p>
<p><span id="more-1290"></span>Soprattutto tenendo conto del fatto che molti dei tanti turisti che ogni anno affollano le spiagge di Varadero o Sharm El Sheikh non hanno neppure la cognizione di vivere in un Paese che rappresenta il massimo mondiale in quanto ad arte e cultura. E scusate se è poco…</p>
<p>Inoltre possiamo aggiungere che con un anno di vacanze italiane ridurremmo – probabilmente e seppure per una sola stagione – lo stillicidio rappresentato dallo <strong>scontento</strong> (prima) e dal <strong>contenzioso</strong> (poi) che i viaggi all’estero venduti da <strong>diversi tour operator</strong> recano con loro, colpevoli gli <strong>adeguamenti privi di trasparenza, la pubblicità ingannevole, i servizi</strong> <strong>spesso ben diversi</strong> da quelli prospettati.</p>
<p>Per gli agenti di viaggio sarebbe una boccata d’ossigeno, per le casse dello stato pure. Per gli italiani sarebbe forse la scoperta – o riscoperta – del nostro territorio, dalle <strong>qualità uniche</strong> <strong>e imparagonabili</strong> con quelle di qualsiasi altra destinazione. Infatti, aldilà dello scontento degli operatori che puntano sull’estero – che comunque non rimarranno senza clienti per via dello spot presidenziale – è bene ricordare che <strong>ogni nostra regione rappresenta un turismo capace di soddisfare i palati più esigenti</strong> sia per quanto riguarda la vacanza mare, in Italia sempre di buona se non ottima qualità, che per quella di chi ricerca cultura, tradizione, cucina o natura.</p>
<p>In quanto all’ipotesi di un effetto “boomerang”, che potrebbe colpirci a causa di un ridotto turismo straniero provocato da una ripicca commerciale, è forse bene ricordare che <strong>non esiste paese al mondo </strong>che non esalti le proprie virtù stimolando un turismo “di casa”.</p>
<p>Quindi, almeno per una volta, lasciamo stare <strong>Berlusconi</strong> e la <strong>Brambilla</strong>… Piuttosto chiediamo loro di preoccuparsi di varare <strong>norme più severe nei confronti degli abusivi del turismo</strong>, per nulla differenti dai “<em>vu cumprà</em>” che vendono borse o magliette taroccate recando <strong>danni gravissimi</strong> – in questo caso si – alle nostre imprese e al made in Italy; <strong>chiediamo di adeguare gli studi di settore</strong> alla reale condizione di un comparto ridotto alla canna del gas, com’è il nostro; <strong>chiediamo di emanare norme più rigorose nei confronti dei truffatori</strong>, altro cancro del nostro ma anche di altri settori, che assicuri loro non l’impunità ma la galera.</p>
<p>Ecco, queste sarebbero cose da chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro del Turismo.</p>
<p>Infine chiediamo al presidente Roberto Corbella se non si sia accorto che un conto è “proteggere” gli interessi del Paese, altro è quello di “proteggere” gli interessi di una parte, e solo di una, di un settore produttivo.</p>
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		<title>SI TORNA A &#8220;SPIA &amp; SPIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 12:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro delle Finanze, on. Giulio Tremonti, ha anticipato qualche punto fondamentale della prossima manovra finanziaria del valore di ben 25 miliardi di euro: nel mirino del Governo ci saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/05/tremonti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1147" title="Giulio Tremonti" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/05/tremonti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong>Ministro delle Finanze</strong>, on. <strong>Giulio Tremonti</strong>, ha anticipato qualche punto fondamentale della prossima manovra finanziaria del valore di ben 25 miliardi di euro: nel mirino del <strong>Governo</strong> ci saranno soprattutto i falsi invalidi e gli evasori fiscali, categoria contro cui si anticipano misure alquanto pesanti e drastiche. Purtroppo, mentre la lotta alle false invalidità sarà un lavoro puramente investigativo, per colpire gli evasori – totali o parziali – si torna a parlare del <strong>redditometro</strong>, strumento che – strano… – torna a bastonare con i suoi effetti anche la nostra categoria.</p>
<p><span id="more-1146"></span></p>
<p>L’ <strong>Agenzia delle Entrate</strong> si prepara quindi ad aggiornare i parametri del redditometro inserendo, tra questi, i viaggi all’estero e le <strong>SpA</strong> (non le società per azioni&#8230;), considerati – unitamente alle vetture ci cilindrata oltre i 2.000 cc, all’iscrizione dei figli a scuole private, all’iscrizione a circoli nautici o ippici, alle barche, ecc. ecc. – evidenti segni di benessere.</p>
<p>Nessuna è ancora a conoscenza delle modalità attuative del decreto né per quanto alla tipologia di viaggio – chi andrà in Kenya con un last minute da 800,00 euro, sarà considerato un potenziale <strong>evasore</strong>? E chi, invece, si reca con la sua vettura a Positano, rientrerà nei parametri dell’italiano medio? – né per quanto al prezzo.</p>
<p>Non sarà considerato “benestante” chi acquisterà una barca al di sotto degli X metri, anche se, per tenerla ormeggiata alla banchina del porticciolo di Santo Stefano di Imperia, spenderà in un anno l’equivalente delle vacanze di tre anni (comode) ai tropici per due persone. Non sarà ricco chi acquisterà un camper da 60/70.000,00 euro ma potrebbe risultare tale chi deciderà di andare una settimana al “Ti Rifacciamo Nuovo &amp; SPA” di Ischia.</p>
<p>Tempi duri, dunque. Anzi… Tempi ancor più duri per chi, come tutti gli <strong>agenti di viaggio</strong>, sta ancora tentando di smaltire gli effetti di tutta la ricchezza che gli gira intorno! Già, ora potreste essere costretti (già lo eravamo, ma nessuno prendeva la cosa sul serio…) a trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei vostri clienti “danarosissimi”, quelli che spendono e spandono per quelle vacanze che, chiaramente, <strong>hanno reso ricchi anche noi.</strong></p>
<p>E se state per chiedervi <strong>“Ma la Brambilla, davanti a questa emerita caz…., cosa farà?”</strong> Beh, evitate di farlo: il <strong>Ministro al Turismo</strong> si è detta felice di questa nuova caccia all’evasore e ha deciso di contribuire mettendo a disposizione una sorta di “<em>guardia scelta</em>” dei Promotori della Libertà, dei quali – come sapete – è a capo.</p>
<p>Chiaramente oggi verrà scritta una nuova lettera di protesta che, siamo certi, verrà letta da qualche solerte segretaria che ci ringrazierà per la collaborazione. Punto.</p>
<p>Voi, intanto, preparatevi a redigere le liste di proscrizione, quelle stesse liste intrise di delazione e di privazione della libertà che erano tanto care a quei personaggi che, nel secolo scorso, hanno deliziato il mondo con le loro idee.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/05/istituzioni/si-torna-a-spia-spione/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/05/istituzioni/si-torna-a-spia-spione/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SUL FONDO DI GARANZIA&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come palesemente evidenziato dalla trasmissione televisiva “Mi Manda Rai3” andata in onda venerdì scorso, il ruolo della televisione si riafferma quando è necessario denunciare fatti e situazioni che, senza questo mezzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/04/fondo-di-garanzia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-987" title="fondo di garanzia" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/04/fondo-di-garanzia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Come palesemente evidenziato dalla trasmissione televisiva “<strong>Mi Manda Rai3</strong>” andata in onda venerdì scorso, il ruolo della televisione si riafferma quando è necessario denunciare fatti e situazioni che, senza questo mezzo, correrebbero il rischio di non essere neppure conosciuti dai più. E, dopo la denuncia, è la perfetta sede per l’approfondimento, per una migliore e più chiara comprensione. Ma, questo è chiaro, non è in televisione che si devono cercare le soluzioni.</p>
<p>Venerdì 9 aprile gli studi Rai di via Teulada sono affollatissimi. Molti i partecipanti, legati a casi strazianti, curiosi, rabbiosi. La confusione è enorme, i redattori si inseguono e inseguono per mantenere il palinsesto della trasmissione legato allo scandirsi dei secondi. Alla fine, alle 23:00, tocca ai <strong>truffati</strong> di <strong>Todomondo</strong> tornare a narrare della loro sfortuna nell’essere incappati nella <strong>Scotti &amp; Scotti &amp; Co</strong>.</p>
<p><span id="more-986"></span></p>
<p>Poche parole, poche battute. L’intervento – trenta secondi – della rappresentanza degli ADV, un tempo di pochi secondi più lungo ad una validissima giornalista ed ecco conclusa la trasmissione. Fine, si torna a casa.</p>
<p>Inutile? No, quelle poche parole hanno ricordato ad un <strong>Ministro del Turismo</strong> forse troppo impegnato che ci sono qualche migliaio di persone che non hanno intenzione di chiudere la questione con un nulla di fatto. E, soprattutto, che il tanto sbandierato <strong>Fondo di Garanzia</strong> non può più rimanere argomento “privato” ma dev’essere, come giusto, reso trasparente e visibile a chiunque, in quanto parte della cosa pubblica.</p>
<p>Proprio sul <strong>Fondo di Garanzia</strong>. Quello del Turismo è l’unico settore in grado di vantare una tutela per le vittime di eventi particolari e, addirittura, per le vittime delle insolvenze degli operatori professionali del turismo. Uno strumento importantissimo nonché <strong>obbligatorio</strong>, in quanto discende da ben precise normative Europee che non si possono ignorare (vedi le norme su <a href="http://www.autotutela.it">www.autotutela.it</a> ).</p>
<p>Il Fondo è stato definito, appunto in sede Europea, nel 1990, e recepito quale obbligo per l’Italia nel 1995. Oggi, a quindici anni di distanza, se ne prendono le distanze dicendo che “<em>una situazione simile era imprevedibile</em>”. Non è vero, diciamo noi, si poteva prevedere benissimo. Sarebbe bastato che chi doveva vigilare l’avesse fatto per evitare un danno così grande, sia economico che d’immagine.</p>
<p>Oggi dobbiamo correre ai ripari. Le somme che il Fondo di Garanzia introita annualmente (circa 200.000 – 250.000 euro) grazie alla percentuale “dragata” dalle polizze di RC pagate da agenti di viaggio e tour operator, <strong>non sono sufficienti</strong>. E neppure si può pensare di elevare la percentuale in quanto si penalizzerebbero i soliti due soggetti sui quali, da sempre e per qualsiasi caso, ricade l’onere di “<em>far fronte</em>”.</p>
<p>Il “Turismo” dei pacchetti <strong>non è solo agenzia di viaggio, non è solo tour operator</strong>. Il pacchetto sono tanti servizi, primari e non, e tanti soggetti. Tutti ugualmente responsabili del buon andamento delle vacanze dei consumatori e del benessere dell’intero settore. E questo potrebbe anche voler dire che, a responsabilità, si dovrebbe sommare altra responsabilità, magari individuabili nel chiedere anche ad altri di partecipare ad uno sforzo necessario per garantire un miglior risultato ed un corretto adempimento dei nostri obblighi.</p>
<p>Ci auguriamo che il <strong>Ministro del Turismo</strong> abbia la compiacenza di leggere con attenzione la nostra proposta per la completa rivisitazione del Fondo di Garanzia, sia nella parte dedicata ai soggetti in grado di alimentarlo, sia – maggiormente – a quella dedicata ai potenziali utilizzatori.</p>
<p>E ci auguriamo, nel frattempo, che gli Enti preposti alla vigilanza facciano il loro lavoro: <strong>Todomondo</strong>, si poteva evitare, <strong>Teorema</strong> si poteva evitare. Tanti altri casi si sarebbero potuti evitare, inclusi quelli che hanno visto quali protagonisti <strong>tanti abusivi, ancora più letali per il consumatore</strong> in quanto privi di ogni attenzione verso i loro diritti.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/04/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia-2/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/04/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia-2/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>TODOMONDO: il Tribunale di Genova chiude il fallimento. Non ci sono soldi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 09:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale di Genova seppellisce ogni speranza dei creditori del fallimento di TODOMONDO con un decreto di sole tre paginette ma, nonostante ciò, pesante come un macigno: il buco causato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/03/todomondo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-911" title="Logo Todomondo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/03/todomondo.gif" alt="" width="142" height="110" /></a>Il Tribunale di Genova <strong>seppellisce ogni speranza</strong> dei creditori del fallimento di <strong>TODOMONDO</strong> con un decreto di sole tre paginette ma, nonostante ciò, pesante come un macigno: il buco causato da <strong>Alessandro SCOTTI</strong> &amp; Co. è troppo grande, e non si vedono crediti all’orizzonte. Inutile insistere, quindi. <strong>Ma, allora, chi pagherà?</strong></p>
<p><span id="more-910"></span><strong></strong></p>
<p>Ce  l’aspettavamo, e non l’avevamo mai nascosto: il caso <strong>TODOMONDO </strong>non era solo cattiva gestione ma una <strong>truffa </strong>congegnata da tempo e con incredibile efficienza (vedi precedenti articoli sul nostro sito <a href="http://www.autotutela.it/">www.autotutela.it</a> ).  Il <strong>Tribunale di Genova</strong>, con l’emanazione del decreto ex art. 102 della Legge Fallimentare pronunciata il 23 marzo 2010, sancisce, di fatto, la fine dell’iter fallimentare dell’azienda dichiarando che <strong>non c’è il becco di un quattrino</strong>.</p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/03/TODOMONDO-Comunicazione-decreto-ex-art.102-l.f.-depositato-il-23_03_20101.pdf">TODOMONDO Comunicazione decreto ex art.102 l.f. depositato il 23_03_2010</a></p>
<p>Un buco di quasi <strong>15.000.000</strong> di euro. Crediti recuperati per <strong>15.000</strong> euro, insufficienti a coprire le attuali spese di procedura. <strong>Nessun bene di proprietà aziendale in grado di produrre credito</strong>. Fine.</p>
<p>Le richieste di ammissione al passivo fallimentare erano più di <strong>1.600</strong> ,  quasi totalmente provenienti da consumatori truffati: chi li risarcirà, quindi?  Possibile che gli Enti preposti alla vigilanza, seppure opportunamente sollecitati, non siano intervenuti tempestivamente per verificare lo stato dell’operatore?  Possibile che le vendite dei loro pacchetti “pacco” siano proseguite per mesi anche dopo che lo stato dell’operatore era diventato più che evidente?  </p>
<p>Ci auguriamo che la vicenda <strong>TODOMONDO</strong> abbandoni le aule del Tribunale Fallimentare (almeno per ora) solo per trasferirsi a quelle del <strong>Tribunale Penale</strong>: in caso contrario vorrebbe dire che il nostro è un Paese dove, a farla franca, sono solo i delinquenti.</p>
<p>Questa storia deve comunque essere di monito <strong>innanzitutto a noi agenti di viaggio</strong>: non facciamoci abbagliare da prezzi e commissioni, non diamo ascolto a chi tenta regolarmente di ingannarci. Vigiliamo. Siccome le Istituzioni pensano a tutt’altro e abbandonano tanto noi quanto i nostri clienti, facciamoci concretamente parte diligente e <strong>diffidiamo</strong> di chi non si pone totalmente all’interno delle regole. Evitiamo, se possibile, che altri avventurieri possano far quattrini sulle nostre spalle o, peggio, con il nostro aiuto.</p>
<p>Ovviamente, ora attendiamo che il <strong>Ministro del Turismo</strong> spieghi ai turisti come verranno risarciti dal <strong>Fondo di Garanzia</strong>&#8230;</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/03/infonews/todomondo-il-tribunale-di-genova-chiude-il-fallimento-non-ci-sono-soldi/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/03/infonews/todomondo-il-tribunale-di-genova-chiude-il-fallimento-non-ci-sono-soldi/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>ACCONTI. Perché non riflettere?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 07:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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Siamo alla vigilia di Natale e sappiamo che oltre diciassette milioni di persone non trascorreranno neppure una seppur minima vacanza a causa di ristrettezze economiche. E poco ci importa se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Nuova-immagine3.JPG"></a></p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-262" title="Immagine del Grillo Sparlante di WD" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Grillo-2.jpg" alt="Immagine del Grillo Sparlante di WD" width="64" height="90" /></a>Siamo alla vigilia di Natale e sappiamo che oltre diciassette milioni di persone non trascorreranno neppure una seppur minima vacanza a causa di ristrettezze economiche. E poco ci importa se altri dieci milioni partiranno per allontanarsi dalle miserie di casa nostra. <strong>Il risultato rimane pur sempre negativo.</strong></p>
<p><span id="more-258"></span></p>
<p>In questo clima di enorme difficoltà, con posti di lavoro che si bruciano ogni giorno insieme ai risparmi di tanta gente e con <strong>le nostre aziende</strong> che patiscono la crisi ben più di quelle di altri settori, la <strong>contrapposizione</strong> tra operatori e agenti si fa sempre più aspra denunciando non tanto una difficoltà strutturale sempre esistita ma mai così evidenziata, ma una fondamentale <strong>stupidità</strong> che “ci” impone di far muro anziché sistema.</p>
<p>Le questioni sollevate dalle <strong>imposizioni contrattuali</strong> imposte dai big dell’operating alla distribuzione sono sfociate nel <strong>rifiuto – diffuso – ad accettarne la sottoscrizione</strong>, con cali di vendite molto importanti a danno dei T.O. che, per primi, hanno tentato di percorrere questa strada. E che i cali di vendite ci siano e siano importanti è cosa certa, come è cosa certa che parecchi <strong>network </strong>e molte <strong>agenzie “che contano”</strong>, ovvero quelle capaci di macinare milioni di fatturato con un solo operatore, questa volta non molleranno facilmente.</p>
<p>Dalla loro si sono messi anche <strong>molti altri operatori – parecchi anche associati Astoi –</strong> che hanno voluto <strong>dissociarsi</strong>, apertamente o discretamente, dall’iniziativa, trasformando la guerra santa di tutti nella guerra dei bottoni di pochi. E, aggiungeremmo, incazzatissimi.</p>
<p>Crediamo sia ora di porre un freno a questa situazione che non può far altro che <strong>indebolirci</strong> ancora di più, magari a favore di operatori stranieri o distributori alternativi.</p>
<p>Perché, quindi, non si discute su premesse diverse? Perché non si considera che la questione dell&#8217;<strong>acconto</strong> può essere facilmente superata <strong>se l’operatore accetta di ricevere il 10%</strong> dell’importo lasciando la differenza nelle casse dell’agente? In questo modo l’operatore disporrebbe di una sufficiente garanzia fino al saldo, nonché di una parte di quella liquidità necessaria a mantenere in positivo i rapporti con i fornitori, e gli agenti avrebbero un margine di sicurezza sia per loro che per i loro clienti.</p>
<p><strong>Non ci pare difficile</strong>, e non crediamo che una soluzione di questo tipo <strong>– che sarebbe immediatamente accettata in quanto ragionevole –</strong> richieda l’istituzione di tavoli di confronto particolarmente impegnativi.</p>
<p>Altro discorso quello delle richieste di <strong>“garanzie”</strong> avanzate da altri operatori… <strong>Questa non è cosa seria ma cosa buffa.</strong> Gli operatori hanno creato danni al sistema per decine di milioni di euro e ne hanno determinato una caduta di immagine percepita che dovrebbero essere citati per danni da <strong>agenti di viaggio</strong>, dalle loro associazioni e persino dal <strong>Ministro del Turismo</strong>. Invece chiedono garanzie…</p>
<p>Comunque una cosa per volta: chi ha lanciato la campagna degli acconti ci ripensi, e scelga strade più facili e meno suscettibili di contrasti. Trovata la soluzione, si passerà alle garanzie, augurandoci che la determinazione degli agenti &#8211; fin qui dimostratasi forte e convinta – saprà farsi valere anche in altre situazioni.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2009/12/tour-operator/acconti-perche-non-riflettere/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2009/12/tour-operator/acconti-perche-non-riflettere/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sul FONDO di GARANZIA&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo de Il Messaggero di oggi, a firma della sempre attenta Luana De Vita, ci riporta all’annoso problema del Fondo di Garanzia o, per meglio dire, dei tanti misteri che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/mvb.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-237" title="Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/mvb-150x150.jpg" alt="Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo" width="150" height="150" /></a>Un articolo de <strong>Il Messaggero</strong> di oggi, a firma della sempre attenta <strong>Luana De Vita</strong>, ci riporta all’annoso problema del <strong>Fondo di Garanzia</strong> o, per meglio dire, dei tanti misteri che lo circondano rendendolo decisamente poco garantista.</p>
<p><span id="more-236"></span></p>
<p>Dopo le vicende dei tanti caduti del 2009 – <strong>Eurotravel</strong>, <strong>Teorema</strong>, <strong>Todomondo</strong>, ecc. ecc. – e dei tantissimi turisti rimasti a piedi grazie a loro, la questione del <strong>Fondo di Garanzia</strong>, della sua gestione e della disponibilità liquida è diventata scottante, soprattutto dopo che il <strong>Ministro del Turismo</strong> <strong>Michela Vittoria Brambilla</strong> ha dato precise garanzie a tutti i danneggiati: il fondo pagherà!</p>
<p>Oggi <strong>Il Messaggero</strong> riporta tutti con i piedi per terra. Per il triennio 2009/2011 non vi sono – e neppure si prevedono – stanziamenti di bilancio utili a creare la liquidità necessaria a pagare le pendenze verso i turisti vittime delle diverse insolvenze.</p>
<p>Va detto che il prelievo del 2% a carico delle polizze assicurative pagate da <strong>agenti di viaggio</strong> e <strong>tour operator</strong> è l’unica risorsa certa del Fondo, così come va detto che – da sola – non è certo sufficiente a coprire le sue necessità.</p>
<p>Durante la scorsa e “caldissima” estate abbiamo duramente criticato il <strong>Fondo di Garanzia</strong> sia nella forma che nella sostanza. Innanzitutto la forma: il considerarlo “toppa” utile a chiudere ogni buco lasciato dagli operatori turistici è impossibile e pericoloso, sia per la quantità di denaro necessaria che per il fatto che il suo uso potrebbe rappresentarsi come l’equivalente di una polizza assicurativa posta in mano ai truffatori.</p>
<p>Ci verrebbe da dire che, siccome a dare ossigeno al Fondo sono proprio gli <strong>agenti di viaggio</strong> e i T.O., questi stessi soggetti dovrebbero aver la possibilità di costituirsi parte civile nei confronti dei <strong>truffatori</strong>. Quando di truffa si tratta.</p>
<p><strong>Infatti, da notizie che riteniamo certe, pare che almeno uno degli operatori coinvolti nei crac estivi non fosse più in regola con il pagamento della propria polizza già dal 2008, e pare anche che le Autorità – debitamente informate e sollecitate a verificare – non abbiano mosso muscolo.</strong></p>
<p>In questo caso – ce lo chiediamo noi ma se lo chiederanno certo anche i creditori… &#8211; si potrà agire in giudizio nei confronti degli Enti Pubblici preposti alla vigilanza? E sarà una questione puramente “civilistica” o si sconfinerà nel penale ipotizzando un’omissione in atti d’ufficio?</p>
<p>Oggi più che mai dobbiamo sapere come affrontare un 2010 che si prospetta difficile almeno quanto il 2009, un anno in cui saranno necessarie <strong>trasparenza e correttezza</strong> verso un mercato sempre più timoroso e povero.  Al Ministro Brambilla vorremmo chiedere di riconsiderare il <strong>Fondo di Garanzia</strong> ridisegnandone scopi e modalità di gestione e rendendo questa garanzia veramente concreta e reale: il turismo non ha bisogno di mille promesse e discorsi ma solo di poche ma irrinunciabili verità.</p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Il-Messaggero-15-dec-09-Fondo-di-Garanzia.pdf">Articolo de Il Messaggero &#8211; 15 dec 09 &#8211; Fondo di Garanzia</a></p>
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