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	<title>Autotutela &#187; Ministro del Turismo</title>
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	<description>Associazione nazionale Agenti di Viaggio</description>
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		<title>PIERO GNUDI, nuovo Ministro del Turismo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 07:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ministro del Turismo]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ nato a Bologna 73 anni fa, si è laureato in economia e commercio nel 1962 nella sua città natale, è titolare di un importante studio commercialista ed ha un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/11/gnudi_ansa_jpg_415368877.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2451" title="gnudi_ansa_jpg_415368877" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/11/gnudi_ansa_jpg_415368877.jpg" alt="" width="197" height="94" /></a>E’ nato a Bologna 73 anni fa, si è laureato in economia e commercio nel 1962 nella sua città natale, è titolare di un importante studio commercialista ed ha un curriculum tutto legato all’economia e alla finanza.  Dal 16 novembre, ovvero dal momento in cui è stato nominato, <strong>PIERO GNUDI è il nuovo Ministro per il Turismo e lo Sport del nostro Paese.</strong></p>
<p><span id="more-2450"></span></p>
<p>Del segno del Toro – è nato il 17 maggio 1938 –, <strong>Piero Gnudi</strong> ha un trascorso di tutto rispetto quale consulente e membro dei consigli di amministrazione di alcune tra le più importanti aziende ed istituzioni italiane tra le quali la Stet, l’ENI, l’Enichem, il Credito Italiano.  Nel CdA dell’IRI dal 1994, si è occupato di sovrintendere agli aspetti legati alle privatizzazioni nel 1997, ne è diventato presidente e A.D. nel 1999 e, successivamente, nel 2002, è stato nominato presidente del comitato dei liquidatori.</p>
<p>E’ stato presidente del consiglio di amministrazione dell’ENEL dal 2002 al 2011 ed è attualmente membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di Assonime (l’Associazione delle Società per Azioni), del comitato esecutivo dell’Aspen Institute (associazione culturale mondiale) nonché consigliere di amministrazione di Unicredito Italiano.</p>
<p><strong>Da ieri è il Ministro del Turismo e dello Sport del Governo</strong> presieduto da Mario Monti. Un ministro senza portafoglio ma, ci auguriamo, almeno ricco di idee capaci di risollevare le sorti del nostro settore tanto ignorato dal suo predecessore, Michela Vittoria Brambilla.</p>
<p><strong>Al Ministro Piero Gnudi vanno i nostri migliori auguri</strong> affinché possa compiere il proprio lavoro con entusiasmo e saggezza, conscio che la sorte di tantissime micro imprese (appunto come le agenzie di viaggio) è affidata anche alle sue mani.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2011/11/infonews/piero-gnudi-nuovo-ministro-del-turismo/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2011/11/infonews/piero-gnudi-nuovo-ministro-del-turismo/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>CODICE DEL TURISMO. BOCCIATO.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 12:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi si aspettava che il Ministero del Turismo ed il Governo realizzassero realmente quella tanto auspicata riforma capace di dare sostegno alle nostre imprese e di rendere attuabile la miriade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Ministro-del-Turismo-logo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2184" title="Ministro del Turismo logo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Ministro-del-Turismo-logo-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" /></a>Chi si aspettava che il <strong>Ministero del Turismo</strong> ed il <strong>Governo</strong> realizzassero realmente quella tanto auspicata riforma capace di <strong>dare sostegno alle nostre imprese</strong> e di rendere attuabile la miriade di norme giurispudenziali che rendono la &#8220;<em>coperta</em>&#8221; dei turisti, degli agenti di viaggio e dei tour operator sempre troppo corta e troppo stretta, <strong>si è sbagliato</strong>.  Il nostro Paese ha perso un&#8217;altra occasione di trasformare in realtà quei pensieri di vicinanza che, troppo spesso, <strong>vengono spesi quando si parla di turismo</strong>, con questo dimenticando che <strong>l&#8217;Italia potrebbe vivere più facilmente grazie ad una buona politica in materia turistica</strong> piuttosto che con l&#8217;applicazione della cassa integrazione alla FIAT.  Il  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/D.L.CODICE-DEL-TURISMO.pdf">D.L.CODICE DEL TURISMO</a> , così nominato dal <strong>Ministro M.V.Brambilla</strong>, è <strong>improponibile, confuso, dannoso</strong>. Non accontenta il viaggiatore e neppure le imprese che, ogni giorno, lavorano ed investono per il loro bene ma, soprattutto, <strong>per il bene di un settore in cui credono</strong>.  Questo è il  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/D.L.CODICE-DEL-TURISMO1.pdf">D.L.CODICE DEL TURISMO</a> e, più sotto, trovate il nostro commento.</p>
<p><span id="more-2158"></span></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Con riferimento al Decreto Legislativo recante «Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo»,  nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, ai contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, ai contratti di rivendita e di scambio» (limitatamente alle parti di competenza) (n. 327).</em></strong></p>
<p><strong>premesso che:</strong></p>
<ul>
<li>il Decreto Legislativo è stato presentato dal Ministro per il Turismo come il giusto strumento <strong>per riordinare ed armonizzare</strong> una situazione normativa complessa e frammentata, ponendo in atto una totale riforma del settore <strong>a miglior tutela del  turista ed allo scopo di  agevolare le imprese</strong> aumentando la competitività dell&#8217;offerta turistica italiana;</li>
<li>secondo l&#8217; <strong>Osservatorio Nazionale del Turismo</strong>, il nostro Paese conta <strong>un&#8217;impresa su dieci legata al turismo</strong> (390.000 in forma primaria e 174.000 in forma secondaria) con un totale di comparto ricco di circa 565.000 imprese e di oltre <strong>3 milioni di lavoratori</strong>, tra diretti e indiretti;</li>
<li><strong>lo schema del decreto non premia l’Italia</strong> &#8211; Paese che vanta una particolare vocazione turistica &#8211; e neppure i milioni di operatori che lavorano e investono, e che hanno saputo creare dal nulla e rendere fondamentale per la nostra economia un settore che produce tra il <strong>10 e 11 per cento del PIL nazionale</strong>;</li>
<li>l&#8217;Italia è il Paese con più siti Unesco del mondo e può vantare 5.000 chilometri di costa balneabile, 68.000 chilometri quadrati di superficie forestale, 146 riserve naturali, 2.100 siti e monumenti archeologici, 20.000 rocche e castelli, 40.000 dimore storiche, 128 parchi tematici, 185 località termali. Luoghi meravigliosi, serviti da 33.411 alberghi, 2.374 campeggi e villaggi turistici, 11.525 aziende agrituristiche, 10.583 agenzie di viaggio, 95.000 posti barca in porti, 77.807 ristoranti, 390 aziende termali (fonte Censis);</li>
</ul>
<p><strong>considerato che:</strong></p>
<ul>
<li>il provvedimento è stato elaborato <strong>senza tenere in alcun conto i suggerimenti e le indicazioni provenienti dalle associazioni di categoria</strong>, dalle organizzazioni dei consumatori e dai sindacati, e senza il necessario confronto con le Regioni che hanno competenze esclusive in materia di turismo, come stabilito dal Titolo V della parte seconda della Costituzione;</li>
<li>è opportuno, infatti, evidenziare il parere negativo espresso dalle Regioni nel corso della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Conferenze-Stato-Regioni-ed-Unificata-18-novembre-2010.pdf">Conferenze Stato Regioni ed Unificata 18 novembre 2010</a>   e considerare la medesima posizione da parte dalle associazioni di rappresentanza del settore turistico;</li>
<li>in particolare, le Regioni hanno rifiutato le imposizioni del Governo richiedendo un coordinamento nazionale per le politiche turistiche stante la necessità di lanciare, mediante una forte intesa tra Stato e Regioni, un grande piano strategico nazionale;</li>
<li>la materia turistica era fino a ieri regolata dalla  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-29-marzo-2001-n-135.pdf">Legge 29 marzo 2001 n-135</a> ,  che il decreto abroga con le sole eccezioni dell’art. 1 comma 3, e dell’art. 6;</li>
<li>per quanto la   <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-29-marzo-2001-n-1351.pdf">Legge 29 marzo 2001 n-135</a>  necessitasse di modifiche, la stessa era stata adottata sulla base dell&#8217;intesa Stato &#8211; Regioni per le politiche nazionali in materia di turismo, e successivamente alla concertazione di tutte le categorie di settore più rappresentative a livello nazionale;</li>
<li>il Consiglio di Stato, sezione consultiva per gli atti normativi, durante l&#8217;adunanza del 13 gennaio 2011, ha suggerito consigliato al Governo di valutare se <strong><span style="color: #000080;">«…<em>a fronte del parere sfavorevole delle Regioni, sia il caso di soprassedere all&#8217;opera di codificazione, che potrebbe essere foriera di un contenzioso costituzionale…</em>»</span></strong> , riconoscendo, per contro, la legittimità di un intervento unitario dello Stato in materia di turismo;</li>
</ul>
<p><strong>rilevato che:</strong></p>
<ul>
<li>quanto stabilito all&#8217;art. 2, comma 1, <span style="color: #000080;">“</span><em><strong><span style="color: #000080;">L&#8217;intervento legislativo dello Stato nella materia del turismo è consentito quando il suo oggetto principale costituisce esercizio di una autonoma competenza legislativa statale esclusiva o concorrente.”</span>  </strong></em>risulta totalmente superfluo in quanto ripropone un principio proveniente in maniera diretta dalla ripartizione delle competenze stabilite al Titolo V della parte seconda della Costituzione;  </li>
</ul>
<ul>
<li>quanto stabilito all&#8217;art. 2, comma 1 è inoltre <strong>improprio e inutile</strong>, poiché codifica i contenuti della giurisprudenza costituzionale stessa precisando che l&#8217;intervento legislativo dello Stato in materia di turismo è consentito quando il suo «<em>oggetto principale</em>» rappresenta l’esercizio di una autonoma competenza legislativa statale esclusiva o concorrente;</li>
<li>in quanto al riconoscimento da parte della Corte Costituzionale della reale sussistenza di un&#8217;esigenza unitaria legittimante l&#8217;intervento legislativo statale in materia di turismo, uguale appunto si muove anche al comma 2 dello stesso art. 2 dove vengono considerate altre ipotesi suscettibili dell’intervento legislativo dello Stato (vedi  <em>valorizzazione, sviluppo e competitività a livello interno e internazionale, del settore turistico e riordino e unitarietà dell&#8217;offerta turistica</em>);</li>
<li>il Decreto potrebbe, inoltre, presentare profili di illegittimità costituzionale per l’eccesso di delega attuata dal Governo nel settore turistico, spinta oltre i principi e i criteri direttivi espressi dall&#8217;art. 14, commi 14, 15 e 18 della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-28-novembre-2005-n-246.pdf">Legge 28 novembre 2005 n 246</a>  e successive modificazioni, e dall&#8217;art. 20 della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-15-marzo-1997-n-59.pdf">Legge 15 marzo 1997 n-59</a>  , che interviene in una materia che,  per via della riforma del Titolo V della Costituzione,  risulta competenza legislativa residuale delle Regioni e delle Province autonome;</li>
<li>il provvedimento reca, inoltre, la contestuale attuazione di due distinte deleghe legislative, la prima (di carattere generale) volta al riassetto dell’attuale legislazione e stabilita nell&#8217;ambito del procedimento di cui all&#8217;articolo 14, commi 14, 15, 18 della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-28-novembre-2005-n-2461.pdf">Legge 28 novembre 2005 n 246</a>  , (cosiddetta «<em>taglia-leggi</em>»),  la seconda (di natura specifica) per l&#8217;attuazione &#8211; su delega conferita dalla Legge comunitaria 2009 &#8211; della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Direttiva-2008-122-CE-del-Parlamento-Europeo.pdf">Direttiva 2008-122-CE del Parlamento Europeo</a>  e del   Consiglio del 14 gennaio 2009, per la tutela dei consumatori in merito ad alcuni aspetti dei contratti di multiproprietà, dei contratti su prodotti per le vacanze di lungo termine e dei contratti di rivendita e di scambio;</li>
<li><strong>ci pare fuori luogo</strong> la decisione del Governo di attuare, mediante Decreto, due ben distinti testi normativi, soprattutto quando il Consiglio di Stato, dopo l’esame dell&#8217;Allegato 2, ha invitato il legislatore a stralciarlo <strong><span style="color: #000080;">«…<em>per ragioni di ordine sistematico e di materia, oltre che di tecnica legislativa, affinché formino oggetto di un autonomo decreto legislativo, recante, appunto, modificazioni al codice del consumo</em>…»</span></strong> ;</li>
<li>è quindi opportuno che il Governo prenda atto della <strong>confusione</strong> che si crea per colpa della decisione di attuare contemporaneamente, mediante l&#8217;introduzione di due allegati, due deleghe legislative diverse che si distinguono, oltre che per l&#8217;oggetto, per i principi e criteri direttivi, per il diverso termine di delega e per le diverse forme di approvazione dei decreti legislativi di rispettiva attuazione;</li>
<li>non si può condividere la decisione di trasferire una serie di norme dal  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Codice-del-Consumo.pdf">Codice del Consumo</a>  al Decreto in oggetto, trattandosi di un <em>corpus</em> definito e coordinato di norme che <strong>non possono essere frantumate</strong> in altri provvedimenti;</li>
<li>abrogare la   <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-1084-del-27-Dicembre-1972-Conv.-Int.le-Bruxelles-CCV.pdf">Legge 1084 del 27 Dicembre 1972 &#8211; Conv. Int.le Bruxelles CCV</a>  , di ratifica della Convenzione Internazionale sul Contratto di Viaggio (CCV), prevista dal combinato disposto degli articoli 3 e 34 dell&#8217;allegato I del Decreto, <strong>apre una grave lacuna legislativa in tema di disciplina dei contratti di viaggio</strong> e &#8211; in particolare &#8211; in materia di ripartizione delle rispettive responsabilità tra “<em>venditore</em>” e “<em>organizzatore</em>” del viaggio (agenzia di viaggio e <em>tour operator</em><em>)</em>,<strong> con la conseguenza di esporli entrambi ad una responsabilità illimitata</strong>;</li>
<li>al Titolo I, Capo I, l&#8217;articolo 3 dedicato al turismo accessibile è quanto mai vago e generico, come rilevato anche dal Consiglio di Stato, <strong><span style="color: #000080;">«… <em>essendo stata la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità già recepita, e non disponendo la norma in esame di alcun concreto precetto ad eccezione della promozione della fattiva collaborazione</em>…»</span></strong> , in quanto dovrebbero essere garantiti validi e concreti strumenti di tutela dei diritti dei disabili nei casi in cui la Convenzione non sia rispettata, prevedendo altresì che le medesime tutele siano considerate anche a favore di soggetti temporaneamente afflitti da mobilità ridotta.  Il comma 3, inoltre, nel considerare quale “<em>atto discriminatorio</em>” qualsiasi non identificato motivo d’impedimento alla completa e autonoma fruizione dell’offerta turistica, pone le strutture ricettive in una situazione di responsabilità illimitata <strong>seppure non convenientemente precisata</strong>;</li>
<li>al Capo II, l&#8217;art. 4 definisce in maniera totalmente generica le “imprese turistiche” evitando di meglio specificarle e, quindi, impedendo l’avvio di una concreta politica settoriale indispensabile al sostegno, al rilancio e allo sviluppo dei prodotti che lo richiedono e vanificando la possibilità di destinare la già scarsa disponibilità delle risorse pubbliche alle imprese che più ne necessiterebbero;</li>
<li>rimangono quindi esclusi diversi servizi che, al contrario, avrebbero dovuto essere previsti proprio per il loro contributo al completamento del quadro del prodotto turistico nazionale e che vengono di fatto penalizzati per via della destinazione dei contributi alle sole imprese contemplate dal Decreto, solo parzialmente concorrenti alla formazione globale del prodotto turistico;</li>
<li>il Decreto, che pretenziosamente assume il titolo di «Codice del turismo», non chiarisce il principio per cui, pur disciplinando nel dettaglio precisi settori del turismo, non si riferisce con altrettanta chiarezza al «turismo balneare» e a tutte le imprese e le strutture turistico-ricreative che lo costituiscono;</li>
<li>gli stabilimenti balneari ricoprono un ruolo importante nel comparto turistico e, seppure reintrodotti nella definizione del comma 1 dell’art. 4 del Capo II, richiedono una disciplina chiara e precisa purtroppo assente in questo Decreto. Tale disciplina dovrebbe inoltre sostituire alla generica e vuota espressione «<em>turismo del mare</em>», così come definito dall’art. 22, comma 2, lettera b),  disposizioni chiare e puntuali in grado di consentire l’individuazione di regole, soggetti e contenuti, senza lasciare margini a fantasiose interpretazioni capaci solo di ingenerare incertezza e confusione;</li>
<li>è assente un richiamo preciso al settore della ristorazione e a quelli ad esso strettamente collegati, oltre ai settori dell&#8217;intrattenimento. Sarebbe stato opportuno definire un&#8217;esplicita disciplina di classificazione dei pubblici esercizi utile a fornire ai turisti una preventiva valutazione dei singoli segmenti d’offerta, premessa fondamentale per soddisfare le loro esigenze ed aspettative;</li>
<li>l&#8217;articolo 5 del Capo II, definito con la dizione <strong><span style="color: #000080;">«<em>imprese turistiche senza scopo di lucro</em>»</span></strong> , a differenza dell&#8217;attuale disciplina (articolo 7, comma 9 della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-29-marzo-2001-n-1352.pdf">Legge 29 marzo 2001 n-135</a>  e   <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-1084-del-27-Dicembre-1972-Conv.-Int.le-Bruxelles-CCV1.pdf">Legge 1084 del 27 Dicembre 1972 &#8211; Conv. Int.le Bruxelles CCV</a> ) che il Governo abroga, <strong>non prevede alcun obbligo, per le stesse, di uniformarsi a tutti gli oneri ai quali sono invece assoggettate le imprese turistiche – vedi agenzie di viaggio – in relazione agli obblighi assicurativi, ai requisiti professionali, alle garanzie fideiussorie nonché a tutti gli altri obblighi previsti;</strong></li>
<li><strong>ciò determina gravissime conseguenze quali, tra le tante, la violazione delle garanzie di sicurezza e della qualità del servizio poste a tutela del turista nonché la concorrenza sleale. Sotto questo profilo, infatti, la mancata definizione di questa tipologia di impresa e, comunque, il non contemplato obbligo di soggezione alle medesime regole e condizioni cui sono sottoposte le imprese turistiche quali, appunto, le agenzie di viaggio, consente alle associazioni che operano come imprese turistiche senza scopo di lucro di godere di tutti i benefici di cui all&#8217;articolo 4, comma 2 (agevolazioni, sovvenzioni, contributi, eccetera) nonché di operare con costi d’impresa diversi e ridotti ;</strong></li>
<li>il Titolo II, Capo I, riguardante le professioni turistiche, le generalizza senza affrontare alcuna necessaria precisazione soffermandosi esclusivamente sulle guide turistiche, <strong>trascurando tutte le altre professioni</strong>, soprattutto considerando che l&#8217;articolo 3 del decreto sopprime l&#8217;intera  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-29-marzo-2001-n-1353.pdf">Legge 29 marzo 2001 n-135</a>  e  quasi ignora la delega legislativa prevista dall&#8217;articolo 10 della legge comunitaria 2010 (atto Camera n. 4059), in discussione alla Camera dei deputati,  diretta al riordino della professione di guida turistica con particolare riferimento ai titoli e requisiti per il suo esercizio, con l&#8217;inevitabile rischio di generare <strong>un conflitto tra norme e confusione in sede di applicazione</strong>;</li>
<li>la legge comunitaria appare, infatti, la sede più opportuna per dettare una disciplina organica della professione di guida turistica, finalità che necessita di un provvedimento a sé stante nel quale siano affrontati tutti i molteplici aspetti che ineriscono alla professione in esame, considerando altresì che lo stesso Consiglio di Stato ha rilevato la superfluità di tali disposizioni in quanto potrebbero «<em>essere fonte di equivoci</em>»;</li>
<li><strong>il decreto non reca traccia di politiche del lavoro e di misure a tutela delle risorse umane</strong> impegnate nel settore, se si esclude, all&#8217;articolo 7 del capo II, dedicato al mercato del lavoro, la disciplina dei percorsi formativi finalizzati all&#8217;inserimento lavorativo nel settore turistico di giovani diplomati e laureati;</li>
<li>tra i soggetti deputati alla realizzazione di tali percorsi <strong>non figurano le associazioni di categoria e gli operatori del settore</strong> che, invece, potrebbero dare un contributo fondamentale in termini di <em>know how</em> e di conoscenza pratica e diretta del mercato;</li>
<li>la classificazione e le definizioni delle strutture ricettive – Titolo III, Capo I, artt. 8  e 9 &#8211; in tema di mercato del turismo, generano confusione e incertezza interpretativa, nonché problemi anche in termini di <strong>elusione fiscale e di concorrenza sleale</strong>, laddove è prevista una nuova categoria di struttura ricettiva denominata <strong>«<em>paralberghiera</em>»</strong> , mai disciplinata in Italia e non contemplata in nessun altro Paese europeo;</li>
<li>la mancanza di una precisa definizione non consente di individuare tale fattispecie e di fissare criteri di demarcazione tra l&#8217;una e l&#8217;altra categoria, sovrapponendosi inoltre all&#8217;attuale definizione di struttura «extralberghiera»;</li>
<li>nella suddetta classificazione figura anche la specifica tipologia del «<em>B&amp;B organizzato in forma imprenditoriale</em>», che non viene definita in modo preciso, omissione che non consente l&#8217;individuazione precisa di tale ambito,  come accade peraltro per la classificazione inerente le «<em>case per ferie</em>» e le «<em>foresterie per turisti</em>» citate al Capo II, art. 12 lettere c) e l);</li>
<li>al Titolo III, Capo I, quanto alle «<em>Strutture ricettive ed altre forme di ricettività</em>», l&#8217;articolo 3, in attuazione della disciplina recata dagli articoli 6 e 7 del   <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Decreto-Presidenza-Consiglio-Ministri-21-ottobre2008-su-Buoni-Vacanza.pdf">Decreto Presidenza Consiglio Ministri 21 ottobre2008 su Buoni Vacanza</a> , istituisce un sistema di <em>rating</em> su base nazionale, associabile alle stelle, per la misurazione della qualità dei servizi che viene tuttavia lasciato alla buona volontà degli imprenditori senza peraltro prevedere alcun incentivo alle imprese per avviare concretamente il sistema che dovrebbe consentire al turista una maggiore consapevolezza nell&#8217;operare scelte adeguate alle proprie esigenze e alle proprie disponibilità economiche;</li>
<li>proprio allo scopo di realizzare una effettiva semplificazione, per le attività ricettive si poteva cogliere l&#8217;occasione di introdurre la previsione di un&#8217;unica licenza comprendente la somministrazione di alimenti e bevande e la fornitura di altri servizi connessi all&#8217;attività principale;</li>
<li>al Titolo III, Capo III gli articoli 16 e 17 richiamano la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all&#8217;articolo 19 della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-7-agosto-1990-n-241-modificata-2.pdf">Legge 7 agosto 1990 n-241 modificata 2</a>   e lo Sportello unico per le attività produttive, di cui all&#8217;articolo 38 del  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Decreto-Legge-25-giugno-2008-n-112.pdf">Decreto Legge 25 giugno 2008 n-112</a> , che intervenendo senza disciplinare espressamente le fattispecie concernenti aspetti specifici e peculiari della segnalazione di inizio attività in ambito turistico, ingenera ulteriore confusione;</li>
<li>sull&#8217;articolo 16, il Consiglio di Stato ha mosso, peraltro, numerosi rilievi, ritenendo in particolare che tale articolo possa creare un modello ulteriore e specifico di SCIA in materia di strutture turistico ricettive che non appare completamente in linea con la disciplina contenuta nell&#8217;articolo 19 della  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-7-agosto-1990-n-241-modificata-21.pdf">Legge 7 agosto 1990 n-241 modificata 2</a>  e che, sovrapponendosi ad esso, finisca per contrastare le finalità di semplificazione normativa;</li>
<li><strong>al titolo IV, Capo I, l&#8217;articolo 19 prevede per le agenzie di viaggio e turismo un generico <span style="color: #000080;">«<em>obbligo di assicurazione</em>»</span> determinando, ancora una volta, incertezza e confusione per l&#8217;impossibilità di individuare precisi criteri giuridici che definiscano, in concreto, tale obbligo, essendo all&#8217;uopo insufficiente l&#8217;aggettivo <em><span style="color: #000080;">«congrue»</span></em> , unico riferimento normativo reperibile nel corpo della disposizione, peraltro giuridicamente indeterminabile e astratto;</strong></li>
<li>al Titolo V, Capo I, l&#8217;articolo 22 prevede la realizzazione, a sostegno dell&#8217;immagine turistica dell&#8217;Italia, di circuiti nazionali di eccellenza che corrispondono a contesti turistici omogenei, e di itinerari tematici, entrambi da definirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con vari Ministeri e d&#8217;intesa con la Conferenza Stato-Regioni, misura già contemplata anche dall&#8217;articolo 1,   comma 1228, della   legge n. 296 del 2006, modificata dall&#8217;articolo 18 della legge n. 69 del 2009 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile), sovrapponendo altresì tale norma a quella relativa ai sistemi turistici locali previsti dalla  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-29-marzo-2001-n-1354.pdf">Legge 29 marzo 2001 n-135</a>;</li>
<li>al Capo III, l&#8217;articolo 27, che riguarda il turismo sociale e, in particolare, i cosiddetti «buoni-vacanza», da destinare a interventi di solidarietà in favore delle fasce sociali più deboli, anche per la soddisfazione delle esigenze di destagionalizzazione dei flussi turistici nei settori del turismo balneare, montano e termale, perde un&#8217;ottima occasione per migliorare ed estendere l&#8217;attuale farraginosa normativa che agevola soltanto una piccola parte dei potenziali aventi diritto;</li>
<li>al Titolo IV, Capo I, gli articoli 32 e seguenti che riformano la disciplina in materia di <strong>pacchetti turistici</strong> (articoli 82 e seguenti del  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Codice-del-Consumo1.pdf">Codice del Consumo</a> ) appaiono<strong> svuotati di un concreto significato</strong>, considerato che in ambito europeo sta per essere approvata una nuova direttiva in materia, che andrà a sostituire la disciplina di cui alla  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/DIRETTIVA-314_90_CE.pdf">DIRETTIVA 314_90_CE</a> ;</li>
<li>al medesimo Capo, l&#8217;articolo 43, in riferimento alla nozione di <strong>inesatto adempimento</strong>, rispetto al testo vigente dell&#8217;articolo 93 del decreto legislativo n. 206 del 2005, recante il  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Codice-del-Consumo2.pdf">Codice del Consumo</a> , non contiene l&#8217;esplicita esclusione della responsabilità nel caso in cui il mancato o inesatto adempimento sia stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile al venditore;</li>
<li>all&#8217;articolo 47 si prevede la risarcibilità del <strong><span style="color: #000080;">«<em>danno da vacanza rovinata</em>»</span></strong> che rischia, anche secondo il Consiglio di Stato, di essere foriera di contenziosi in quanto <span style="color: #000080;"><strong>«<em>il riferimento alla serietà dell&#8217;offesa costituisce un filtro selettivo atto a bilanciare la posizione del danneggiante e quella del danneggiato, posto che l&#8217;offesa minima &#8211; in un giudizio di accertamento in concreto dell&#8217;inviolabilità dell&#8217;interesse &#8211; appare di per sé inidonea a superare il limite della tollerabilità civile</em>»</strong><span style="color: #333333;">;</span></span></li>
<li>l&#8217;articolo 51 ripropone il <strong>Fondo Nazionale di Garanzia</strong> senza apportarvi alcuna modifica, previsto a garanzia del consumatore per rimborsarlo delle somme versate per l&#8217;acquisto di pacchetti turistici non fruiti a causa di <strong>insolvenza o fallimento dell&#8217;operatore o dell&#8217;agenzia di viaggio</strong>, o per assisterlo nel caso di rientro forzato da paesi esteri in occasione di emergenze imputabili o meno al comportamento dell&#8217;organizzatore;  il Fondo ha già evidenziato le proprie criticità in più occasioni ed il mantenimento dei medesimi meccanismi di alimentazione totalmente affidati alle quote percentuali dei premi assicurativi pagati dagli operatori turistici e dagli agenti di viaggio equivale a mantenerlo inefficace. Il Codice avrebbe dovuto perlomeno normare le modalità straordinarie alle quali si è fatto ricorso per garantire il pagamento di una seppure minima parte dei rimborsi resisi necessari.</li>
<li>l’art. 50, comma 1, prevede la stipula di <strong><span style="color: #000080;">«<em>polizze assicurative</em>»</span></strong> <strong>da parte degli operatori turistici e degli agenti di viaggio</strong> sia per la responsabilità civile a favore del turista per il risarcimento dei danni previsti agli artt. 44 (danni alla persona) e 45 (danni diversi da quelli alla persona) con una riconduzione a quanto già previsto dalla   <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-1084-del-27-Dicembre-1972-Conv.-Int.le-Bruxelles-CCV2.pdf">Legge 1084 del 27 Dicembre 1972 &#8211; Conv. Int.le Bruxelles CCV</a>  di esecuzione della Convenzione Internazionale sul contratto di viaggio (CCV) <strong>che,  però, viene totalmente abrogata; </strong></li>
<li>l’art. 50, comma 2, prevede che <strong>gli operatori turistici e gli agenti di viaggio</strong> “<strong><em><span style="color: #000080;">possano</span></em></strong>” essere assistiti da polizze assicurative in grado di garantire il rientro del turista in caso di emergenze imputabili o meno al loro comportamento, e che assicurino anche assistenza di tipo economico. Inoltre tali polizze “<strong><em><span style="color: #000080;">potrebbero</span></em></strong>” ugualmente garantire il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico nei casi di insolvenza o fallimento dell’organizzatore o dell’intermediario: è innanzitutto opportuno precisare che <strong>tali polizze non sono attualmente disponibili sul mercato assicurativo</strong> e difficilmente lo saranno in seguito, non essendo intenzione delle compagnie assicuratrici garantire un simile rischio. Inoltre, la stipula di dette polizze – quando anche risultasse possibile stipularle – <strong>renderebbe inutile il mantenimento del Fondo Nazionale di Garanzia avente le stesse finalità</strong>;</li>
<li>In ogni caso, l’assenza di una precisa norma transitoria sulla questione delle <strong><span style="color: #000080;">«<em>polizze assicurative</em>»</span></strong> ha, come esito immediato, <strong>la mancata tutela</strong> di coloro ai quali dovrebbe essere riconosciuto il diritto al risarcimento;</li>
<li>inoltre, l&#8217;allegato II allo schema di decreto in esame, in tema di «contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio», ha arbitrariamente sottratto la regolamentazione di tali fattispecie alla disciplina del Codice del consumo, sollevando forti perplessità sia sotto il profilo costituzionale che di opportunità;</li>
<li>al Titolo VII, Capo I, l&#8217;articolo 57, che individua nell&#8217;<strong>ENIT</strong> (Ente Nazionale Italiano del Turismo), quale Agenzia nazionale del turismo, l&#8217;organo deputato a promuovere l&#8217;Italia all&#8217;estero, in termini di offerta turistica, non definisce in concreto quali siano le sue funzioni, che avrebbero dovuto trovare una ben approfondita regolamentazione; sarebbe stato, al contrario, opportuno attuare un&#8217;adeguata riforma dell&#8217;Ente con la previsione dell’impegno delle risorse indispensabili a rendere efficace ed efficiente l&#8217;attività di promozione del turismo nazionale all&#8217;estero, soprattutto considerando i tagli operati dal Governo con la legge di stabilità per il 2011 e la conseguente chiusura di un&#8217;importante serie di delegazioni all&#8217;estero;      </li>
<li>l&#8217;articolo 58, che istituisce il Comitato permanente di promozione del turismo in Italia, non specifica quali soggetti pubblici e privati del sistema turistico faranno parte del medesimo;</li>
<li>all&#8217;articolo 68, in relazione all&#8217;istituzione dello sportello del turista, è inopportunamente prevista la gestione centralizzata di istanze, di richieste e di reclami nei confronti di imprese ed operatori turistici, foriera di eccessive lungaggini burocratiche e disagi per gli utenti;</li>
</ul>
<p><strong>preso atto che:</strong></p>
<ul>
<li>il Decreto non rappresenta alcuna strategia nazionale di sviluppo, crescita e sostegno del settore del turismo;</li>
<li>non c&#8217;è traccia di una politica fiscale che riallinei l&#8217;I.V.A. del comparto turistico a quella dei Paesi europei più direttamente nostri concorrenti;</li>
<li>non c&#8217;è traccia dei temi che il Ministero del Turismo dovrebbe affrontare in concerto con  il Governo per far crescere il turismo, soprattutto nel settore delle infrastrutture per rendere l&#8217;Italia più facilmente accessibile, attraverso accordi e convenzioni con linee aeree, aeroporti, trasporti ferroviari e metropolitani ed autostrade, volti alla promozione delle più idonee politiche di accoglienza per i turisti;</li>
<li>il Decreto non propone incentivi e sgravi fiscali per gli operatori del turismo intenzionati ad investire nelle proprie attività, non risolve i problemi strutturali del turismo, non avanza proposte volte al rinnovamento, al sostegno, alla riqualificazione ed al rilancio di un settore che ne ha il massimo bisogno per confrontarsi con le sfide che la globalizzazione dei mercati impongono;</li>
<li>il Governo, con questo Decreto, non traccia alcuna linea politica in materia di turismo limitandosi a riassumere alcune discipline di carattere tecnico recuperate in parte dalla  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Legge-29-marzo-2001-n-1355.pdf">Legge 29 marzo 2001 n-135</a> , in parte dal  <a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/06/Codice-del-Consumo3.pdf">Codice del Consumo</a>, e definendo una normativa confusa e non condivisibile né dalle altre forze politiche né dalle rappresentanze di categoria che lo contestano in molti punti;</li>
<li>il Decreto è privo di quelle disposizioni – in linea con l&#8217;indirizzo europeo teso ad assicurare la componente ambientale in ogni iniziativa cofinanziata – volte allo sviluppo sostenibile del turismo ed al rispetto dell&#8217;ambiente;</li>
<li>il Decreto presenta forti profili d&#8217;incostituzionalità, crea zone di profondo buio legislativo o, al contrario, genera innovazioni legislative non debitamente sostenute da opportuno supporto normativo, né coordinate con altre disposizioni attualmente in vigore.</li>
</ul>
<p>Per tutto quanto sopra valutato, l’Associazione <strong>AUTOTUTELA</strong> si dichiara sostanzialmente contraria al Decreto <strong>“Codice del Turismo”</strong> e contesta l’operato del <strong>Ministero del Turismo</strong> e del <strong>Governo</strong> per aver nuovamente disatteso le aspettative e le necessità del settore del turismo, evitando di apportare quelle necessarie modifiche ed innovazioni <strong>necessarie ad una concreta competizione</strong> e rendendo ancora più <strong>complesso e confuso</strong> un impianto legislativo che, al contrario, necessitava di reale semplificazione per la <strong>tutela delle imprese e dei consumatori</strong>.</p>
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		<title>TABAPITANGA &amp; AIR ITALY</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando siamo stati informati dalla direzione dell’operatore Tabapitanga di quanto stava accadendo in Brasile, ai danni di diversi turisti italiani loro clienti, erano le 17:00 di venerdì scorso. Il resoconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/tabapitanga1.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1409" title="tabapitanga" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/tabapitanga1-150x80.gif" alt="" width="150" height="80" /></a><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Air-Italy-logo-150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1410" title="Air Italy logo 150" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Air-Italy-logo-150.jpg" alt="" width="150" height="50" /></a>Quando siamo stati informati dalla direzione dell’operatore <strong>Tabapitanga </strong>di quanto stava accadendo in Brasile, ai danni di diversi turisti italiani loro clienti, erano le 17:00 di venerdì scorso. Il resoconto dell’operatore, peraltro corredato da copiosa documentazione, evidenziava chiaramente come fosse in corso una sorta di braccio di ferro tra questo e la compagnia aerea <strong>Air Italy</strong>, una prova di forza scaturita da un contenzioso di carattere contrattuale.<span id="more-1408"></span></p>
<p>Abbiamo evitato – volutamente – di fornire un nostro parere all’operatore, lasciando che fossero i suoi legali a sbrogliare la matassa di una contesa dove individuare il torto e la ragione sarebbe stato, per noi, sia difficile che inutile.  Abbiamo successivamente deciso di scrivere quello che è stato l’articolo pubblicato ieri per ribadire un solo concetto che, aldilà delle ragioni di chiunque, dovrebbe guidare le decisioni di ogni operatore del settore: <strong>il passeggero non si tocca.</strong></p>
<p>Non mettiamo in dubbio le ragioni di <strong>Tabapitanga</strong>, che giustifica la propria posizione adducendo ipotetiche violazioni contrattuali da parte della compagnia. Nemmeno dubitiamo di quanto asserisce <strong>Air Italy</strong> in merito al credito maturato nei confronti dell’operatore. Avranno certamente ragioni e torti che sarà compito di Tribunali e Giudici stabilire.</p>
<p>Dal canto nostro, invece, ci poniamo nei panni degli <strong>agenti di viaggio</strong> che hanno venduto i servizi offerti da <strong>Tabapitanga</strong> e <strong>Air Italy</strong>, e – soprattutto – <strong>ci mettiamo in quelli dei loro clienti che, dopo aver pagato, sono rimasti a piedi.</strong></p>
<p>Vogliamo raccontare loro che è giusto sia accaduto tutto questo perché qualcuno ha disatteso un contratto o perché tra due imprese è nato un dissidio a causa di soldi?  Diciamoglielo pure, ma è bene tutti sappiano che stiamo – tutti – dicendo un mucchio di fesserie. E, inoltre, <strong>stiamo agendo da disonesti.</strong></p>
<p>Ricordiamoci bene che un viaggiatore che abbia tra le mani un biglietto aereo, da lui pagato al vettore o ad un soggetto che all’atto dell’emissione era autorizzato ad emetterlo, <strong>ha il pieno diritto di usufruirne senza che gli vengano poste in capo limitazioni o privazioni dovute a situazioni a lui estranee</strong>. E questo lo insegna la IATA, lo insegna il Diritto e lo insegna il buon senso.</p>
<p><strong>Da condannare la condotta dell’operatore</strong>, che non ha pagato nei modi e nei tempi stabiliti quanto dovuto al vettore. E non ci interessa sapere perché ha ritenuto di non dover pagare. <strong>Da condannare la condotta del vettore</strong> che, pur avendo in mano i soldi necessari a far rientrare i passeggeri, ha preferito restituirli all’operatore lasciando i passeggeri a terra. E non ci interessa sapere per quale motivo ha adottato tale decisione.</p>
<p>Ciò che ci interessa è che, per l’ennesima volta, <strong>il consumatore è diventato il capro espiatorio di cose a lui estranee</strong>, diventando vittima di situazioni sempre più di ordinaria amministrazione ma, non per questo, meno condannabili.  Ed è proprio perché siamo stufi di vedere che il conto viene sempre pagato dall’unico soggetto che – con i suoi quattrini – fa mangiare tutti noi che nel turismo lavoriamo, che <strong>abbiamo deciso di porre la questione all’attenzione dell’ENAC, del Ministro del Turismo on.le Michela Vittoria Brambilla, del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti on.le Altero Matteoli, e della Commissione Europea.</strong></p>
<p>Per capire se un contratto violato può ragionevolmente creare un così forte disagio a chi, della questione, è certamente incolpevole. <strong>E se è giusto che tutto ciò diventi motivo di vergogna per un’intera categoria professionale.</strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/infonews/tabapitanga-air-italy/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/infonews/tabapitanga-air-italy/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SCEMO E PIU&#8217; SCEMO!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL GRILLO SPARLANTE]]></category>
		<category><![CDATA[Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Scalo]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Vittoria Brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro del Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Premier]]></category>

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		<description><![CDATA[Agosto è iniziato da soli due giorni e già ci troviamo deliziati da un incredibile quantità e varietà di piccole – e non – follie d’estate, quelle scemate che solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1355" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Agosto è iniziato da soli due giorni e già ci troviamo deliziati da un incredibile quantità e varietà di piccole – e non – follie d’estate, quelle <strong>scemate</strong> che solo una dose eccessiva di caldo e di sole o un ancor maggiore <strong>menefreghismo</strong> ci regalano ogni qual volta la stagione estiva si presenta.  Raccontatecele e sarà per noi un piacevole sostitutivo delle vacanze il renderle pubbliche.</p>
<p><span id="more-1354"></span></p>
<p>Non passa giorno che la televisione non ci incanti con le immagini del nostro Bel Paese <strong>accompagnate dalla voce suadente del nostro Premier</strong> che, nel tentativo di abbassare l’esportazione di valuta accrescendo il “peso” delle vacanze nostrane, <strong>ci invita appunto a restare in Italia</strong> per meglio apprezzarne le innumerevoli qualità.  Ovviamente, se il gallo canta la gallina fa l’uovo, e lo stesso invito, ritenuto da lei encomiabile, <strong>è stato ripreso dal nostro “rosso” Ministro del Turismo – la Michela Vittoria Brambilla nazionale –</strong> subito prima della sua partenza per le meritate ferie.  Dove? In <strong>Costa Azzurra</strong>, dove si è trasferita con armi, bagagli, famiglia e cani nel suo lussuoso appartamento prospiciente il lungomare, <strong>dimostrando una coerenza ed una vicinanza all’Italia</strong> e agli italiani veramente da premiare. Ma andiamo avanti.</p>
<p>E qui, se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere… <strong>Importante T.O. milanese</strong> specializzato nel lungo raggio operato con voli di linea. Prenotazione di un’agenzia di viaggio del mese di marzo con destinazione <strong>USA + Polinesia</strong>. Arriva l’estratto conto e <strong>l’ADV paga il regolare 25% richiesto dall’operatore</strong>.  Pagato anche il saldo – un ragguardevole 9.000 euro – e <strong>in attesa di documenti</strong>, l’agente si vede invece richiedere un <strong>aumento dovuto alla mancata emissione della biglietteria aerea al previsto time limit</strong>. Perché? Perché <strong>l’acconto non era sufficiente</strong>. Bisognava mandare di più, ben oltre il 25% d’acconto – che è <strong>il massimo</strong> di quanto si può richiedere al cliente a titolo di acconto – fregandosene delle regole. E quando uno dei ns. legali tenta di spiegare all’accanita operatrice che <strong>il viaggiatore non può essere spremuto oltre il giusto</strong>, si sente candidamente rispondere… <strong>“Mai noi lo scriviamo anche sul nostro sito!”.</strong>  Invito agli operatori: <strong>mandate a scuola</strong> i vostri addetti poiché imparare le regole non fa male neppure a loro e <strong>mandate al diavolo</strong> i vostri avvocati, se sono questi a consigliarvi!  Comunque sarà materiale in più per l’AGCM.</p>
<p>Rechiamoci, infine,  a Milano Linate. <strong>Mercoledì 28 luglio</strong>. Interprete della scenetta, che potremo intitolare <strong>“L’aereo è mio e me lo gestisco io!”</strong> il Capo Scalo di Servizio <strong>Alitalia</strong>. In procinto di partire per le classiche “vacanze studio” a Londra vi sono molti ragazzi – minorenni -, parecchi dei quali risultano <strong>privi della dichiarazione d’affido, </strong> ma sulla cui situazione il nostro Capo Scalo applica <strong>- in maniera autonoma -</strong> una personale “deregolamentazione”, facendoli ugualmente imbarcare.  Una decisione presa certamente per evitare che agli imbarchi si verifichino le solite scene piuttosto accese tra operatori spesso insofferenti e clienti spesso poco informati. Comunque, per farla breve, <strong>ad un ragazzo</strong> <strong>l’imbarco viene comunque negato</strong>, nonostante sul medesimo volo ne siano stati imbarcati altri nella stessa condizione. Motivo del rifiuto? <strong>Al Capo Scalo non piaceva il tono di</strong> <strong>voce dei genitori…</strong> E questo radioso esempio di gallonata permalosità lo scrive anche nella sua relazione di servizio! <em><strong>“Nonostante avessi già imbarcato diversi ragazzi in</strong> <strong>deregolamentazione all’obbligo di dichiarazione d’affido, quello non l’ho fatto salire a bordo perché il tono dei genitori era aggressivo”</strong>.</em>  Mi piacerebbe sapere se questo “capo scalo” batteva anche i piedini per terra, tutto arrabbiato perché qualcuno gli si era rivolto in modo poco consono. Forse non aveva mai sentito il tono dei suoi colleghi in altre circostanze…</p>
<p>E siamo solo al giorno 2 di un agosto che si prospetta ricco di sit-com di questo genere! Tutte da non perdere…</p>
<p><strong><em>Il Grillo S..parlante</em></strong> by Autotutela</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/il-grillo-sparlante/scemo-e-piu-scemo/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/08/il-grillo-sparlante/scemo-e-piu-scemo/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>CRACK PER I VIAGGI DEL VENTAGLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 05:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cratere ampio 200 milioni di euro, e perdite cumulate per oltre 100 milioni. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1302" title="ventaglio" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg" alt="" width="122" height="60" /></a>Un cratere ampio <strong>200 milioni</strong> di euro, e perdite cumulate per oltre <strong>100 milioni</strong>. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato di fallimento per <strong>I VIAGGI DEL VENTAGLIO</strong>, ex colosso del turismo che per 34 anni ha portato milioni di italiani sulle più belle spiagge del mondo, nei suoi villaggi ritenuti “i migliori”. Un colosso, oggi, <strong>dichiarato fallito</strong>.</p>
<p><span id="more-1303"></span></p>
<p>Scompare, così, un altro pezzo della nostra storia turistica, con il vecchio leone <strong>Bruno Colombo</strong> chiamato a chiarire i retroscena di quello che si annuncia come un crack dalle <strong>proporzioni e conseguenze enormi</strong>. Il Tribunale di Milano dovrà infatti verificare se sussistano gli elementi per chiedere l’imputazione degli amministratori per <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, ipotesi che – allo stato attuale – nessuno si sente di scartare.</p>
<p>Il <strong>fallimento </strong>de <strong>I Viaggi del Ventaglio</strong> porta con se, oltre all’incubo delle revocatorie che metterebbero in discussione tutti i pagamenti effettuati nel corso degli ultimi due anni, anche il dubbio sulla sorte dei tanti marchi importanti già patrimonio del gruppo quali <strong>Columbus</strong>, <strong>Best Tours</strong> e <strong>Ventaclub</strong>, questi già oggetto di procedure separate ma potenzialmente trascinabili all’interno del fallimento dichiarato ieri.</p>
<p>Il PM Luigi Orsi, che ha avanzato la richiesta accolta del Giudice, ha visto così soddisfatte le aspettative di chi vedeva impossibile il realizzarsi di altre ipotesi e soprattutto dell’ultima, del tentativo di salvataggio operato dai liquidatori pilotati da <strong>Franco Tatò</strong>. Un tentativo che non ha fatto altro che ritardare l’inevitabile per un anno circa <strong>peggiorando, addirittura, lo stato dei conti.</strong></p>
<p><strong>Ora sono a rischio tutti i pacchetti viaggio venduti ai clienti</strong>, tanti in procinto di partire, e tramontano definitivamente le speranze dei soci di <strong>Vacanze nel Mondo</strong> di recuperare parte dei quattrini spesi. Questi erano stati tra i primi a mobilitarsi quando i loro voucher avevano iniziato ad essere respinti dalle <strong>agenzie di viaggio</strong>, consapevoli che IVV era un malato terminale al quale qualcuno avrebbe, prima o poi, staccato la spina.</p>
<p>Ora vi sono numerose <strong>Asso Consumo</strong> che si preparano ad avviare <strong>inutili class action</strong> nei confronti della società fallita: inutili in quanto ciò che risultava vendibile, come i tanti villaggi turistici sparsi per il mondo e la compagnia aerea <strong>Livingston</strong>, era già stato ceduto nel corso del tempo, nel tentativo di salvare il gruppo. Inutile quindi sperare che le azioni legali portino a risultati positivi: il curatore dovrà innanzitutto far chiarezza su anni di cattiva gestione, sul mistero dei derivati del quale tutti sanno ma nessuno parla, sulle procedure alquanto dubbie del tentativo di ammissione al concordato respinto all’inizio di luglio dal commissario Giudiziale Giuseppe Verna.</p>
<p>Il settore del turismo viene quindi colpito dall’ennesima legnata che giunge in un momento in cui le vendite (a maggio 2010 circa <strong>– 8%</strong> rispetto allo stesso mese del 2009) denotano uno stato di sofferenza delle tasche dei cittadini ed una tendenza al risparmio da effettuarsi soprattutto su quella che, tra le c.d. necessità, risulta essere la meno pressante.</p>
<p>E si aggiunge un altro chiodo – pesantissimo – alla cassa di legno già contenente i miseri resti di <strong>Teorema</strong>, <strong>Todomondo</strong>, <strong>Rallo (ovviamente parliamo della vecchia gestione&#8230;)</strong>, <strong>Eurotravel</strong>, ecc. ecc.: il <strong>Fondo di Garanzia</strong>.</p>
<p>Ci chiediamo infatti se non sia giunto il momento, per la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> e per il <strong>Ministro del Turismo</strong>, di considerare questo elemento di Legge nato per dare tutele e diventato una vera e propria presa per i fondelli.  Il Fondo di Garanzia, così com’è, non ha ragione di esistere. Necessita di <strong>modifiche strutturali</strong> che devono per forza passare da un principio di base: <strong>la filiera del turismo è lunga e vede numerosi attori che, alla fin fine, partecipano agli utili ma non mettono mano al portafoglio</strong>. Il fondo è infatti alimentato solo da operatori turistici e agenzie di viaggio ma non dai vettori aerei – che neppure dispongono di un fondo proprio in grado di far fronte ai sempre numerosi fallimenti di quel preciso comparto – dai vettori marittimi o su gomma, dagli esercizi alberghieri e ricettivi in generale e dalle mille altre società di servizi che rientrano, a pieno diritto, tra gli <strong>operatori del turismo.</strong></p>
<p>E’ necessario che tutte le categorie si facciano portatrici d’acqua a quel bacino che dovrebbe, nelle aspettative, dar sollievo ai viaggiatori vittime di queste situazioni. In caso contrario, ovvero quando si volesse continuare a considerare solo le prime due categorie, si andrebbe incontro ad un’azione del Governo che non potrebbe far altro che alimentare il fondo con <strong>stanziamenti straordinari</strong> anche se non previsti. Il tutto con buona pace delle tasse dei cittadini, pagate per ottenere una miglior qualità di vita e, forse, destinate in parte a ripagare vacanze non godute. Amen.</p>
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		<title>PROTEZIONISMO O BUON SENSO?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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Roberto Corbella, presidente ASTOI, scrive al Ministro del Turismo Michela Brambilla lamentandosi del premier Silvio Berlusconi, reo di aver dato voce allo spot televisivo “Magic Italy” invitando gli italiani a consumare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/italia.png"></a></p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/bandiera-italiana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1293" title="bandiera italiana" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/bandiera-italiana.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a><strong>Roberto Corbella</strong>, presidente <strong>ASTOI</strong>, scrive al <strong>Ministro del Turismo Michela Brambilla</strong> lamentandosi del premier <strong>Silvio Berlusconi</strong>, reo di aver dato voce allo spot televisivo “<strong>Magic Italy</strong>” invitando gli italiani a consumare le vacanze in Italia.  Una settantina di anni fa si chiamava autarchia, <strong>oggi si chiama buon senso</strong>. Abbiamo un paese che soffre gli effetti di una crisi che ha visto salire solo il livello di disoccupazione, il ricorso agli ammortizzatori sociali e gli aiuti di stato: non ci pare dunque così fuori posto <strong>un appello a spendere i quattrini all’interno dei patri confini</strong>.  </p>
<p><span id="more-1290"></span>Soprattutto tenendo conto del fatto che molti dei tanti turisti che ogni anno affollano le spiagge di Varadero o Sharm El Sheikh non hanno neppure la cognizione di vivere in un Paese che rappresenta il massimo mondiale in quanto ad arte e cultura. E scusate se è poco…</p>
<p>Inoltre possiamo aggiungere che con un anno di vacanze italiane ridurremmo – probabilmente e seppure per una sola stagione – lo stillicidio rappresentato dallo <strong>scontento</strong> (prima) e dal <strong>contenzioso</strong> (poi) che i viaggi all’estero venduti da <strong>diversi tour operator</strong> recano con loro, colpevoli gli <strong>adeguamenti privi di trasparenza, la pubblicità ingannevole, i servizi</strong> <strong>spesso ben diversi</strong> da quelli prospettati.</p>
<p>Per gli agenti di viaggio sarebbe una boccata d’ossigeno, per le casse dello stato pure. Per gli italiani sarebbe forse la scoperta – o riscoperta – del nostro territorio, dalle <strong>qualità uniche</strong> <strong>e imparagonabili</strong> con quelle di qualsiasi altra destinazione. Infatti, aldilà dello scontento degli operatori che puntano sull’estero – che comunque non rimarranno senza clienti per via dello spot presidenziale – è bene ricordare che <strong>ogni nostra regione rappresenta un turismo capace di soddisfare i palati più esigenti</strong> sia per quanto riguarda la vacanza mare, in Italia sempre di buona se non ottima qualità, che per quella di chi ricerca cultura, tradizione, cucina o natura.</p>
<p>In quanto all’ipotesi di un effetto “boomerang”, che potrebbe colpirci a causa di un ridotto turismo straniero provocato da una ripicca commerciale, è forse bene ricordare che <strong>non esiste paese al mondo </strong>che non esalti le proprie virtù stimolando un turismo “di casa”.</p>
<p>Quindi, almeno per una volta, lasciamo stare <strong>Berlusconi</strong> e la <strong>Brambilla</strong>… Piuttosto chiediamo loro di preoccuparsi di varare <strong>norme più severe nei confronti degli abusivi del turismo</strong>, per nulla differenti dai “<em>vu cumprà</em>” che vendono borse o magliette taroccate recando <strong>danni gravissimi</strong> – in questo caso si – alle nostre imprese e al made in Italy; <strong>chiediamo di adeguare gli studi di settore</strong> alla reale condizione di un comparto ridotto alla canna del gas, com’è il nostro; <strong>chiediamo di emanare norme più rigorose nei confronti dei truffatori</strong>, altro cancro del nostro ma anche di altri settori, che assicuri loro non l’impunità ma la galera.</p>
<p>Ecco, queste sarebbero cose da chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro del Turismo.</p>
<p>Infine chiediamo al presidente Roberto Corbella se non si sia accorto che un conto è “proteggere” gli interessi del Paese, altro è quello di “proteggere” gli interessi di una parte, e solo di una, di un settore produttivo.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/tour-operator/protezionismo-o-buon-senso/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/tour-operator/protezionismo-o-buon-senso/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SI TORNA A &#8220;SPIA &amp; SPIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 12:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro delle Finanze, on. Giulio Tremonti, ha anticipato qualche punto fondamentale della prossima manovra finanziaria del valore di ben 25 miliardi di euro: nel mirino del Governo ci saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/05/tremonti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1147" title="Giulio Tremonti" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/05/tremonti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong>Ministro delle Finanze</strong>, on. <strong>Giulio Tremonti</strong>, ha anticipato qualche punto fondamentale della prossima manovra finanziaria del valore di ben 25 miliardi di euro: nel mirino del <strong>Governo</strong> ci saranno soprattutto i falsi invalidi e gli evasori fiscali, categoria contro cui si anticipano misure alquanto pesanti e drastiche. Purtroppo, mentre la lotta alle false invalidità sarà un lavoro puramente investigativo, per colpire gli evasori – totali o parziali – si torna a parlare del <strong>redditometro</strong>, strumento che – strano… – torna a bastonare con i suoi effetti anche la nostra categoria.</p>
<p><span id="more-1146"></span></p>
<p>L’ <strong>Agenzia delle Entrate</strong> si prepara quindi ad aggiornare i parametri del redditometro inserendo, tra questi, i viaggi all’estero e le <strong>SpA</strong> (non le società per azioni&#8230;), considerati – unitamente alle vetture ci cilindrata oltre i 2.000 cc, all’iscrizione dei figli a scuole private, all’iscrizione a circoli nautici o ippici, alle barche, ecc. ecc. – evidenti segni di benessere.</p>
<p>Nessuna è ancora a conoscenza delle modalità attuative del decreto né per quanto alla tipologia di viaggio – chi andrà in Kenya con un last minute da 800,00 euro, sarà considerato un potenziale <strong>evasore</strong>? E chi, invece, si reca con la sua vettura a Positano, rientrerà nei parametri dell’italiano medio? – né per quanto al prezzo.</p>
<p>Non sarà considerato “benestante” chi acquisterà una barca al di sotto degli X metri, anche se, per tenerla ormeggiata alla banchina del porticciolo di Santo Stefano di Imperia, spenderà in un anno l’equivalente delle vacanze di tre anni (comode) ai tropici per due persone. Non sarà ricco chi acquisterà un camper da 60/70.000,00 euro ma potrebbe risultare tale chi deciderà di andare una settimana al “Ti Rifacciamo Nuovo &amp; SPA” di Ischia.</p>
<p>Tempi duri, dunque. Anzi… Tempi ancor più duri per chi, come tutti gli <strong>agenti di viaggio</strong>, sta ancora tentando di smaltire gli effetti di tutta la ricchezza che gli gira intorno! Già, ora potreste essere costretti (già lo eravamo, ma nessuno prendeva la cosa sul serio…) a trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei vostri clienti “danarosissimi”, quelli che spendono e spandono per quelle vacanze che, chiaramente, <strong>hanno reso ricchi anche noi.</strong></p>
<p>E se state per chiedervi <strong>“Ma la Brambilla, davanti a questa emerita caz…., cosa farà?”</strong> Beh, evitate di farlo: il <strong>Ministro al Turismo</strong> si è detta felice di questa nuova caccia all’evasore e ha deciso di contribuire mettendo a disposizione una sorta di “<em>guardia scelta</em>” dei Promotori della Libertà, dei quali – come sapete – è a capo.</p>
<p>Chiaramente oggi verrà scritta una nuova lettera di protesta che, siamo certi, verrà letta da qualche solerte segretaria che ci ringrazierà per la collaborazione. Punto.</p>
<p>Voi, intanto, preparatevi a redigere le liste di proscrizione, quelle stesse liste intrise di delazione e di privazione della libertà che erano tanto care a quei personaggi che, nel secolo scorso, hanno deliziato il mondo con le loro idee.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/05/istituzioni/si-torna-a-spia-spione/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/05/istituzioni/si-torna-a-spia-spione/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SUL FONDO DI GARANZIA&#8230;</title>
		<link>http://www.a-autotutela.it/sito/2010/04/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come palesemente evidenziato dalla trasmissione televisiva “Mi Manda Rai3” andata in onda venerdì scorso, il ruolo della televisione si riafferma quando è necessario denunciare fatti e situazioni che, senza questo mezzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/04/fondo-di-garanzia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-987" title="fondo di garanzia" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/04/fondo-di-garanzia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Come palesemente evidenziato dalla trasmissione televisiva “<strong>Mi Manda Rai3</strong>” andata in onda venerdì scorso, il ruolo della televisione si riafferma quando è necessario denunciare fatti e situazioni che, senza questo mezzo, correrebbero il rischio di non essere neppure conosciuti dai più. E, dopo la denuncia, è la perfetta sede per l’approfondimento, per una migliore e più chiara comprensione. Ma, questo è chiaro, non è in televisione che si devono cercare le soluzioni.</p>
<p>Venerdì 9 aprile gli studi Rai di via Teulada sono affollatissimi. Molti i partecipanti, legati a casi strazianti, curiosi, rabbiosi. La confusione è enorme, i redattori si inseguono e inseguono per mantenere il palinsesto della trasmissione legato allo scandirsi dei secondi. Alla fine, alle 23:00, tocca ai <strong>truffati</strong> di <strong>Todomondo</strong> tornare a narrare della loro sfortuna nell’essere incappati nella <strong>Scotti &amp; Scotti &amp; Co</strong>.</p>
<p><span id="more-986"></span></p>
<p>Poche parole, poche battute. L’intervento – trenta secondi – della rappresentanza degli ADV, un tempo di pochi secondi più lungo ad una validissima giornalista ed ecco conclusa la trasmissione. Fine, si torna a casa.</p>
<p>Inutile? No, quelle poche parole hanno ricordato ad un <strong>Ministro del Turismo</strong> forse troppo impegnato che ci sono qualche migliaio di persone che non hanno intenzione di chiudere la questione con un nulla di fatto. E, soprattutto, che il tanto sbandierato <strong>Fondo di Garanzia</strong> non può più rimanere argomento “privato” ma dev’essere, come giusto, reso trasparente e visibile a chiunque, in quanto parte della cosa pubblica.</p>
<p>Proprio sul <strong>Fondo di Garanzia</strong>. Quello del Turismo è l’unico settore in grado di vantare una tutela per le vittime di eventi particolari e, addirittura, per le vittime delle insolvenze degli operatori professionali del turismo. Uno strumento importantissimo nonché <strong>obbligatorio</strong>, in quanto discende da ben precise normative Europee che non si possono ignorare (vedi le norme su <a href="http://www.autotutela.it">www.autotutela.it</a> ).</p>
<p>Il Fondo è stato definito, appunto in sede Europea, nel 1990, e recepito quale obbligo per l’Italia nel 1995. Oggi, a quindici anni di distanza, se ne prendono le distanze dicendo che “<em>una situazione simile era imprevedibile</em>”. Non è vero, diciamo noi, si poteva prevedere benissimo. Sarebbe bastato che chi doveva vigilare l’avesse fatto per evitare un danno così grande, sia economico che d’immagine.</p>
<p>Oggi dobbiamo correre ai ripari. Le somme che il Fondo di Garanzia introita annualmente (circa 200.000 – 250.000 euro) grazie alla percentuale “dragata” dalle polizze di RC pagate da agenti di viaggio e tour operator, <strong>non sono sufficienti</strong>. E neppure si può pensare di elevare la percentuale in quanto si penalizzerebbero i soliti due soggetti sui quali, da sempre e per qualsiasi caso, ricade l’onere di “<em>far fronte</em>”.</p>
<p>Il “Turismo” dei pacchetti <strong>non è solo agenzia di viaggio, non è solo tour operator</strong>. Il pacchetto sono tanti servizi, primari e non, e tanti soggetti. Tutti ugualmente responsabili del buon andamento delle vacanze dei consumatori e del benessere dell’intero settore. E questo potrebbe anche voler dire che, a responsabilità, si dovrebbe sommare altra responsabilità, magari individuabili nel chiedere anche ad altri di partecipare ad uno sforzo necessario per garantire un miglior risultato ed un corretto adempimento dei nostri obblighi.</p>
<p>Ci auguriamo che il <strong>Ministro del Turismo</strong> abbia la compiacenza di leggere con attenzione la nostra proposta per la completa rivisitazione del Fondo di Garanzia, sia nella parte dedicata ai soggetti in grado di alimentarlo, sia – maggiormente – a quella dedicata ai potenziali utilizzatori.</p>
<p>E ci auguriamo, nel frattempo, che gli Enti preposti alla vigilanza facciano il loro lavoro: <strong>Todomondo</strong>, si poteva evitare, <strong>Teorema</strong> si poteva evitare. Tanti altri casi si sarebbero potuti evitare, inclusi quelli che hanno visto quali protagonisti <strong>tanti abusivi, ancora più letali per il consumatore</strong> in quanto privi di ogni attenzione verso i loro diritti.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/04/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia-2/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/04/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia-2/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>TODOMONDO: il Tribunale di Genova chiude il fallimento. Non ci sono soldi&#8230;</title>
		<link>http://www.a-autotutela.it/sito/2010/03/infonews/todomondo-il-tribunale-di-genova-chiude-il-fallimento-non-ci-sono-soldi/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 09:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale di Genova seppellisce ogni speranza dei creditori del fallimento di TODOMONDO con un decreto di sole tre paginette ma, nonostante ciò, pesante come un macigno: il buco causato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/03/todomondo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-911" title="Logo Todomondo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/03/todomondo.gif" alt="" width="142" height="110" /></a>Il Tribunale di Genova <strong>seppellisce ogni speranza</strong> dei creditori del fallimento di <strong>TODOMONDO</strong> con un decreto di sole tre paginette ma, nonostante ciò, pesante come un macigno: il buco causato da <strong>Alessandro SCOTTI</strong> &amp; Co. è troppo grande, e non si vedono crediti all’orizzonte. Inutile insistere, quindi. <strong>Ma, allora, chi pagherà?</strong></p>
<p><span id="more-910"></span><strong></strong></p>
<p>Ce  l’aspettavamo, e non l’avevamo mai nascosto: il caso <strong>TODOMONDO </strong>non era solo cattiva gestione ma una <strong>truffa </strong>congegnata da tempo e con incredibile efficienza (vedi precedenti articoli sul nostro sito <a href="http://www.autotutela.it/">www.autotutela.it</a> ).  Il <strong>Tribunale di Genova</strong>, con l’emanazione del decreto ex art. 102 della Legge Fallimentare pronunciata il 23 marzo 2010, sancisce, di fatto, la fine dell’iter fallimentare dell’azienda dichiarando che <strong>non c’è il becco di un quattrino</strong>.</p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/03/TODOMONDO-Comunicazione-decreto-ex-art.102-l.f.-depositato-il-23_03_20101.pdf">TODOMONDO Comunicazione decreto ex art.102 l.f. depositato il 23_03_2010</a></p>
<p>Un buco di quasi <strong>15.000.000</strong> di euro. Crediti recuperati per <strong>15.000</strong> euro, insufficienti a coprire le attuali spese di procedura. <strong>Nessun bene di proprietà aziendale in grado di produrre credito</strong>. Fine.</p>
<p>Le richieste di ammissione al passivo fallimentare erano più di <strong>1.600</strong> ,  quasi totalmente provenienti da consumatori truffati: chi li risarcirà, quindi?  Possibile che gli Enti preposti alla vigilanza, seppure opportunamente sollecitati, non siano intervenuti tempestivamente per verificare lo stato dell’operatore?  Possibile che le vendite dei loro pacchetti “pacco” siano proseguite per mesi anche dopo che lo stato dell’operatore era diventato più che evidente?  </p>
<p>Ci auguriamo che la vicenda <strong>TODOMONDO</strong> abbandoni le aule del Tribunale Fallimentare (almeno per ora) solo per trasferirsi a quelle del <strong>Tribunale Penale</strong>: in caso contrario vorrebbe dire che il nostro è un Paese dove, a farla franca, sono solo i delinquenti.</p>
<p>Questa storia deve comunque essere di monito <strong>innanzitutto a noi agenti di viaggio</strong>: non facciamoci abbagliare da prezzi e commissioni, non diamo ascolto a chi tenta regolarmente di ingannarci. Vigiliamo. Siccome le Istituzioni pensano a tutt’altro e abbandonano tanto noi quanto i nostri clienti, facciamoci concretamente parte diligente e <strong>diffidiamo</strong> di chi non si pone totalmente all’interno delle regole. Evitiamo, se possibile, che altri avventurieri possano far quattrini sulle nostre spalle o, peggio, con il nostro aiuto.</p>
<p>Ovviamente, ora attendiamo che il <strong>Ministro del Turismo</strong> spieghi ai turisti come verranno risarciti dal <strong>Fondo di Garanzia</strong>&#8230;</p>
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		<title>ACCONTI. Perché non riflettere?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 07:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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Siamo alla vigilia di Natale e sappiamo che oltre diciassette milioni di persone non trascorreranno neppure una seppur minima vacanza a causa di ristrettezze economiche. E poco ci importa se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Nuova-immagine3.JPG"></a></p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-262" title="Immagine del Grillo Sparlante di WD" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Grillo-2.jpg" alt="Immagine del Grillo Sparlante di WD" width="64" height="90" /></a>Siamo alla vigilia di Natale e sappiamo che oltre diciassette milioni di persone non trascorreranno neppure una seppur minima vacanza a causa di ristrettezze economiche. E poco ci importa se altri dieci milioni partiranno per allontanarsi dalle miserie di casa nostra. <strong>Il risultato rimane pur sempre negativo.</strong></p>
<p><span id="more-258"></span></p>
<p>In questo clima di enorme difficoltà, con posti di lavoro che si bruciano ogni giorno insieme ai risparmi di tanta gente e con <strong>le nostre aziende</strong> che patiscono la crisi ben più di quelle di altri settori, la <strong>contrapposizione</strong> tra operatori e agenti si fa sempre più aspra denunciando non tanto una difficoltà strutturale sempre esistita ma mai così evidenziata, ma una fondamentale <strong>stupidità</strong> che “ci” impone di far muro anziché sistema.</p>
<p>Le questioni sollevate dalle <strong>imposizioni contrattuali</strong> imposte dai big dell’operating alla distribuzione sono sfociate nel <strong>rifiuto – diffuso – ad accettarne la sottoscrizione</strong>, con cali di vendite molto importanti a danno dei T.O. che, per primi, hanno tentato di percorrere questa strada. E che i cali di vendite ci siano e siano importanti è cosa certa, come è cosa certa che parecchi <strong>network </strong>e molte <strong>agenzie “che contano”</strong>, ovvero quelle capaci di macinare milioni di fatturato con un solo operatore, questa volta non molleranno facilmente.</p>
<p>Dalla loro si sono messi anche <strong>molti altri operatori – parecchi anche associati Astoi –</strong> che hanno voluto <strong>dissociarsi</strong>, apertamente o discretamente, dall’iniziativa, trasformando la guerra santa di tutti nella guerra dei bottoni di pochi. E, aggiungeremmo, incazzatissimi.</p>
<p>Crediamo sia ora di porre un freno a questa situazione che non può far altro che <strong>indebolirci</strong> ancora di più, magari a favore di operatori stranieri o distributori alternativi.</p>
<p>Perché, quindi, non si discute su premesse diverse? Perché non si considera che la questione dell&#8217;<strong>acconto</strong> può essere facilmente superata <strong>se l’operatore accetta di ricevere il 10%</strong> dell’importo lasciando la differenza nelle casse dell’agente? In questo modo l’operatore disporrebbe di una sufficiente garanzia fino al saldo, nonché di una parte di quella liquidità necessaria a mantenere in positivo i rapporti con i fornitori, e gli agenti avrebbero un margine di sicurezza sia per loro che per i loro clienti.</p>
<p><strong>Non ci pare difficile</strong>, e non crediamo che una soluzione di questo tipo <strong>– che sarebbe immediatamente accettata in quanto ragionevole –</strong> richieda l’istituzione di tavoli di confronto particolarmente impegnativi.</p>
<p>Altro discorso quello delle richieste di <strong>“garanzie”</strong> avanzate da altri operatori… <strong>Questa non è cosa seria ma cosa buffa.</strong> Gli operatori hanno creato danni al sistema per decine di milioni di euro e ne hanno determinato una caduta di immagine percepita che dovrebbero essere citati per danni da <strong>agenti di viaggio</strong>, dalle loro associazioni e persino dal <strong>Ministro del Turismo</strong>. Invece chiedono garanzie…</p>
<p>Comunque una cosa per volta: chi ha lanciato la campagna degli acconti ci ripensi, e scelga strade più facili e meno suscettibili di contrasti. Trovata la soluzione, si passerà alle garanzie, augurandoci che la determinazione degli agenti &#8211; fin qui dimostratasi forte e convinta – saprà farsi valere anche in altre situazioni.</p>
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