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	<title>Autotutela &#187; I Viaggi del Ventaglio</title>
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		<title>IL GRILLO S&#8230;PARLANTE E BRUNO COLOMBO</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Settore di schifo… I nomi illustri del turismo di ieri – dei crack di ieri… – sono TUTTI, ma proprio TUTTI, pronti al ritorno sulle scene: versano acconti, prestano fideiussioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2012/02/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2677" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2012/02/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>“Settore di schifo… I nomi illustri del turismo di ieri – <strong>dei crack di ieri…</strong> – sono TUTTI, <strong>ma proprio TUTTI</strong>, pronti al ritorno sulle scene: versano acconti, prestano fideiussioni, firmano garanzie. Il tutto sotto gli occhi dei loro detrattori di ieri che saranno i loro “partner” di domani.”</span></em>  Questa frase l’ho scritta in un articolo del <strong>2 luglio 2011,</strong> senza aspettarmi alcun riconoscimento sul tipo de “Il Mago dell’anno” ma con la certezza che non sarebbe passato molto tempo prima di leggere che…</p>
<p><span id="more-2676"></span></p>
<p>Vi ricordate la canzone di Gino Paoli che faceva… “<em>Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo</em>…”. Si? Allora ricorderete che uno degli amici se ne andava, seguito dal secondo e poi, inevitabilmente, dal terzo, lasciando il nostro “rivoluzionario” da solo alle prese con un mondo da cambiare. Bella, ma era una canzone di Gino Paoli.</p>
<p>Ieri, invece, i giornali di settore ci raccontano di un “<em>amicone</em>” che, <strong>stufo di giocare a carte al bar</strong>, decide di rimettersi in gioco per fare nuove cose nel turismo. <strong>E’ Bruno Colombo</strong>, il nostro amicone. Quello de <strong>I Viaggi del Ventaglio</strong>, quello di <strong>Columbus</strong> e dei <strong>VentaClub,</strong> quello di <strong>Vacanze nel Mondo</strong> e delle sue migliaia di trombati. Quello del crak da 300 milioni di euro che ha lasciato più di un creditore col fiammifero acceso tra le dita.</p>
<p>Quello che, per conto mio, poteva restare a giocare a carte al bar o, se si stava annoiando, poteva comprarsi la WII e perdere peso davanti alla TV.</p>
<p>Ma per piacere… Mi tocca proprio ripetere che<strong> il nostro è un settore di schifo</strong> dove non è necessario fare la raccolta differenziata perché quello che c’è da buttare si ricicla da solo, e più è da buttare e meglio si ricicla. Ma dai… <strong>Bruno Colombo e suo figlio Stefano</strong>, coppia-famiglia ancora dentro al casino piantato con <strong>I Viaggi del Ventaglio,</strong> con un faldone alto così sulla scrivania di diversi Giudici e già pronti a “rientrare” sul mercato grazie ad una partnership con una <strong>importante società milanese</strong> impegnata nel settore aeronautico, turistico e alberghiero.</p>
<p>Che poi, mi dico, ci sono un sacco di <strong>operatori turistici seri</strong>, magari – anzi… sicuramente – di dimensioni e dai fatturati contenuti <strong>ma onesti e corretti</strong>, che non vogliono imporre a chiunque il loro marchio e il loro credo ma, semplicemente, lavorare per dare soddisfazione a chi viaggia e a chi vende viaggi: beh… secondo voi lo trovano un “<em>importante partner</em>” in grado di assicurare lancio e rilancio? Neanche a morire! <strong>Per trovarlo devi aver fatto un crak della miseria</strong>, e allora sei papabile per un rientro come si deve.</p>
<p>Cosa venderà <strong>Bruno Colombo</strong>? Prima di tutto l’<strong>Egitto</strong>, non perché oggi sia la destinazione trainante ma perché ha i suoi buoni motivi per costruirci sopra una programmazione. Poi il resto del mondo. Ma la domanda più importante non è “<em>cosa</em>” venderà, <strong>ma chi avrà il coraggio di vendere ciò che lui proporrà</strong>! Per carità, qualche appassionato del nome ci sarà ancora, ma non molti, e crediamo che questo nuovo tour operator non abbia le carte in regole per “<em>sfondare</em>” nelle agenzie di viaggio dove il ricordo di quei mesi di angoscia, passati a chiedersi cosa sarebbe accaduto il giorno successivo ai viaggiatori, è ancora vivo.</p>
<p>E un&#8217;altra domanda interessante è: <strong>chi lo aiutera?</strong> Vero che, come diceva l&#8217;imperatore Vespasiano, &#8220;<em>pecunia non olet</em>&#8220;, ma sono curioso di vedere quali saranno le compagnie aeree, i tour operator, i corrispondenti e le agenzie di viaggio che gli daranno nuovo credito, e sono altrettanto curioso di vedere se il detto &#8220;<em>Dio li fa, poi li accoppia</em>&#8221; troverà applicazione anche in questa vicenda. Si, perché vedere chi avrà voglia di accoppiarsi a <strong>Bruno Colombo</strong> sarà un bel divertimento!</p>
<p>Vedremo. Oggi assistiamo al riciclo di <strong>Bruno Colombo</strong>, domani, forse, di altri eroi dei bei tempi andati, anche loro stufi di giocare a carte o a bocce e ancora convinti di poter tornare sulle scene come nulla fosse successo. D’altronde il nostro è il Paese più buffo del mondo, quello dove si ruba senza andare in galera e dove si truffa con la tranquillità di non essere giudicati. Vogliamo dunque stupirci per qualche <strong>cretinata</strong> legata al bel mondo delle vacanza? <strong>Ma dai…</strong></p>
<p><strong>IL GRILLO S..PARLANTE</strong> by Autotutela</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2012/02/il-grillo-sparlante/il-grillo-s-parlante-e-bruno-colombo/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2012/02/il-grillo-sparlante/il-grillo-s-parlante-e-bruno-colombo/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>COLUMBUS: 300 DIPENDENTI PER STRADA</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<category><![CDATA[concordato]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo, e pubblichiamo, una lettera proveniente dai 300 dipendenti &#8211; o, meglio, ex-dipendenti &#8211; di COLUMBUS, operatore legato al Gruppo I VIAGGI DEL VENTAGLIO e coinvolto nel fallimento del gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/columbus.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1350" title="columbus" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/columbus.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Riceviamo, e pubblichiamo, una lettera proveniente dai <strong>300 dipendenti</strong> &#8211; o, meglio, ex-dipendenti &#8211; di <strong>COLUMBUS</strong>, operatore legato al Gruppo <strong>I VIAGGI DEL VENTAGLIO</strong> e coinvolto nel fallimento del gruppo decretato dal tribunale di Milano il 15 luglio u.s..  La lettera rappresenta, oltre che lo sfogo, anche <strong>l&#8217;insieme dei dubbi e delle perplessità</strong> che la decisione di rifiutare il concordato ad un&#8217;azienda quotata in borsa - per la prima volta nella storia del ns. Paese - lasciano dietro di se. </p>
<p><span id="more-1349"></span></p>
<p>A nostro modestissimo avviso, le basi per il rifiuto del concordato sono nate innanzitutto dalle modalità adottate per la sua presentazione e, probabilmente, per la scarsa fiducia che ha saputo fornire di se l&#8217;equipe dei &#8220;<em>salvatori della patria</em>&#8220;, incluso in cavaliere bianco apparso, purtroppo, molto in ritardo rispetto alle necessità.  Ciò non toglie che la realtà è quella raccontata dalla lettera:   <strong>300 professionisti</strong>- di una professionalità alta, ma purtroppo non spendibile in altri settori &#8211; <strong>che rimangono a casa</strong>.  300 famiglie che, più o meno, risentiranno fortemente di questa situazione per il prossimo futuro. Non ce la sentiamo di prendercela con nessuno, ma crediamo che questo caso &#8211; che coinvolge quello che era il secondo gruppo turistico italiano &#8211; <strong>renda obbligatoria una riflessione</strong> soprattutto da parte di chi ha il dovere di non lasciar più che certe situazioni accadano</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><span style="color: #000080;">LETTERA APERTA DEI DIPENDENTI COLUMBUS</span></em></span></p>
<p><em><span style="color: #000080;">A proposito del fallimento dei Viaggi del Ventaglio, hanno parlato tutti, la stampa nazionale e di settore ha dato ampio spazio alla notizia, ma nessuno ha pensato di dedicare un rigo alle 300 persone che, seppur per la maggior parte in cassa integrazione, sono ancora dipendenti del gruppo a tutti gli effetti.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">Certo, 300 dipendenti a fronte delle migliaia di grosse aziende, sono un numero irrisorio, ma per il settore turismo si tratta comunque di un numero notevole di persone non facilmente riciclabili in altre realtà, e che nel loro campo non troveranno spazi essendo il turismo uno dei settori che maggiormente risente dell’attuale crisi.  Ricollocarsi per 300 persone che, per la maggior parte hanno sempre e solo lavorato nel turismo, non sarà facile così come trovare spazio in realtà lavorative diverse.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">Meravigliano le notizie a caratteri cubitali della stampa, sul presunto incremento del 15% degli italiani che quest’anno andranno in vacanza. In realtà chiunque viva in questo settore sa bene che si tratta di pure invenzioni. Il turismo è in crisi…quindi per molti di noi trovare un’altra occupazione è pura utopia, tanto più considerando che siamo in maggioranza donne e quindi ancor meno collocabili. La decisione del tribunale di Milano ci ha lasciato davvero perplessi per più motivi:</span></em></p>
<ul>
<li><em><span style="color: #000080;">a chi darà vantaggio il fallimento del gruppo? Non di certo alla proprietà, non di certo ai dipendenti che perderanno il loro posto di lavoro, non di certo ai creditori che rischiano di non ricavare nemmeno un euro, non di certo ai clienti Vacanze nel mondo che vedranno sfumare il loro investimento, non di certo ai clienti che avevano prenotato la loro vacanza e che non riusciranno a partire o dovranno modificare il loro viaggio.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #000080;">con che logica è stato deciso di far coincidere il fallimento con il periodo di alta stagione, quello di maggior lavoro, in cui si aveva la possibilità di far partire regolarmente i clienti (come già avvenuto nelle scorse settimane) e di fare un po’ di cassa che poteva servire se non altro per pagare un po’ di arretrati ai dipendenti?</span></em></li>
<li><em><span style="color: #000080;">come mai il tribunale di Milano ha deciso che il concordato non è ammissibile, mentre invece per il tribunale di Genova l’operazione era fattibile? Come mai due tribunali adottano decisioni diverse quando le regole sono comunque le stesse? Il tribunale di Milano ha deciso (per la prima volta in Italia) di non accettare un concordato per un’azienda quotata in borsa, affondando di conseguenza il secondo gruppo in Italia del settore; ciò risulta davvero incomprensibile.</span></em></li>
<li><em><span style="color: #000080;">si è pensato che il fallimento del gruppo trascinerà con sé oltre la consociata Columbus,   anche tanti piccoli fornitori, che seppur pagati in azioni (dal valore non quantificabile, ma sicuramente meglio che NULLA) avrebbero ricevuto in parte quanto loro dovuto?</span></em></li>
<li><em><span style="color: #000080;">si è tenuto conto del fatto che il fallimento comporterà la messa in mobilità di 300 persone a spese dello stato, in un momento in cui lo stato ha necessità di stringere i cordoni della borsa?</span></em></li>
<li><em><span style="color: #000080;">come mai a fronte di un fallimento ci sarà comunque chi guadagnerà cifre a 6 zeri, mentre i dipendenti ed i  fornitori saranno quelli che subiranno le peggiori conseguenze ?</span></em></li>
<li><em><span style="color: #000080;">come mai nessuno, soprattutto la stampa di settore, ha mai rilevato che il risultato di questa operazione sarà di avere in Italia un ennesimo monopolio, questa volta in campo turistico, che non gioverà di certo alla libera concorrenza ?</span></em></li>
</ul>
<p><em><span style="color: #000080;">A noi dipendenti pare che in fondo a nessuno importi nulla delle persone che nel gruppo Ventaglio lavorano con passione ed impegno, ma che l’interesse di tutti sia stato spremere il più possibile prima di mandare a fondo tutto quanto.  Nemmeno l’apporto di Unicredit che aveva accettato di garantire l’operatività del gruppo (le banche non mettono soldi se non pensano di averne un guadagno) ha avuto peso nella decisione del tribunale.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">Noi dipendenti ci domandiamo solo a chi gioverà questa situazione. E, soprattutto, perché nessuno ha speso due parole per ricordare che 300 persone stanno perdendo il loro posto di lavoro.  Speriamo che questo nostro appello serva, oltre a far sentire la nostra voce, a ricordare alle istituzioni e al mondo imprenditoriale e finanziario,  che siamo un gruppo di professionisti in attesa di qualcuno disposto ad investire su di noi e sulle nostre professionalità.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">I dipendenti Columbus Organizzazione Viaggi srl – Genova</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">Genova, 26 luglio 2010</span></em></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/tour-operator/columbus-300-dipendenti-per-strada/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/tour-operator/columbus-300-dipendenti-per-strada/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>CRACK PER I VIAGGI DEL VENTAGLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 05:57:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un cratere ampio 200 milioni di euro, e perdite cumulate per oltre 100 milioni. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1302" title="ventaglio" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg" alt="" width="122" height="60" /></a>Un cratere ampio <strong>200 milioni</strong> di euro, e perdite cumulate per oltre <strong>100 milioni</strong>. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato di fallimento per <strong>I VIAGGI DEL VENTAGLIO</strong>, ex colosso del turismo che per 34 anni ha portato milioni di italiani sulle più belle spiagge del mondo, nei suoi villaggi ritenuti “i migliori”. Un colosso, oggi, <strong>dichiarato fallito</strong>.</p>
<p><span id="more-1303"></span></p>
<p>Scompare, così, un altro pezzo della nostra storia turistica, con il vecchio leone <strong>Bruno Colombo</strong> chiamato a chiarire i retroscena di quello che si annuncia come un crack dalle <strong>proporzioni e conseguenze enormi</strong>. Il Tribunale di Milano dovrà infatti verificare se sussistano gli elementi per chiedere l’imputazione degli amministratori per <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, ipotesi che – allo stato attuale – nessuno si sente di scartare.</p>
<p>Il <strong>fallimento </strong>de <strong>I Viaggi del Ventaglio</strong> porta con se, oltre all’incubo delle revocatorie che metterebbero in discussione tutti i pagamenti effettuati nel corso degli ultimi due anni, anche il dubbio sulla sorte dei tanti marchi importanti già patrimonio del gruppo quali <strong>Columbus</strong>, <strong>Best Tours</strong> e <strong>Ventaclub</strong>, questi già oggetto di procedure separate ma potenzialmente trascinabili all’interno del fallimento dichiarato ieri.</p>
<p>Il PM Luigi Orsi, che ha avanzato la richiesta accolta del Giudice, ha visto così soddisfatte le aspettative di chi vedeva impossibile il realizzarsi di altre ipotesi e soprattutto dell’ultima, del tentativo di salvataggio operato dai liquidatori pilotati da <strong>Franco Tatò</strong>. Un tentativo che non ha fatto altro che ritardare l’inevitabile per un anno circa <strong>peggiorando, addirittura, lo stato dei conti.</strong></p>
<p><strong>Ora sono a rischio tutti i pacchetti viaggio venduti ai clienti</strong>, tanti in procinto di partire, e tramontano definitivamente le speranze dei soci di <strong>Vacanze nel Mondo</strong> di recuperare parte dei quattrini spesi. Questi erano stati tra i primi a mobilitarsi quando i loro voucher avevano iniziato ad essere respinti dalle <strong>agenzie di viaggio</strong>, consapevoli che IVV era un malato terminale al quale qualcuno avrebbe, prima o poi, staccato la spina.</p>
<p>Ora vi sono numerose <strong>Asso Consumo</strong> che si preparano ad avviare <strong>inutili class action</strong> nei confronti della società fallita: inutili in quanto ciò che risultava vendibile, come i tanti villaggi turistici sparsi per il mondo e la compagnia aerea <strong>Livingston</strong>, era già stato ceduto nel corso del tempo, nel tentativo di salvare il gruppo. Inutile quindi sperare che le azioni legali portino a risultati positivi: il curatore dovrà innanzitutto far chiarezza su anni di cattiva gestione, sul mistero dei derivati del quale tutti sanno ma nessuno parla, sulle procedure alquanto dubbie del tentativo di ammissione al concordato respinto all’inizio di luglio dal commissario Giudiziale Giuseppe Verna.</p>
<p>Il settore del turismo viene quindi colpito dall’ennesima legnata che giunge in un momento in cui le vendite (a maggio 2010 circa <strong>– 8%</strong> rispetto allo stesso mese del 2009) denotano uno stato di sofferenza delle tasche dei cittadini ed una tendenza al risparmio da effettuarsi soprattutto su quella che, tra le c.d. necessità, risulta essere la meno pressante.</p>
<p>E si aggiunge un altro chiodo – pesantissimo – alla cassa di legno già contenente i miseri resti di <strong>Teorema</strong>, <strong>Todomondo</strong>, <strong>Rallo (ovviamente parliamo della vecchia gestione&#8230;)</strong>, <strong>Eurotravel</strong>, ecc. ecc.: il <strong>Fondo di Garanzia</strong>.</p>
<p>Ci chiediamo infatti se non sia giunto il momento, per la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> e per il <strong>Ministro del Turismo</strong>, di considerare questo elemento di Legge nato per dare tutele e diventato una vera e propria presa per i fondelli.  Il Fondo di Garanzia, così com’è, non ha ragione di esistere. Necessita di <strong>modifiche strutturali</strong> che devono per forza passare da un principio di base: <strong>la filiera del turismo è lunga e vede numerosi attori che, alla fin fine, partecipano agli utili ma non mettono mano al portafoglio</strong>. Il fondo è infatti alimentato solo da operatori turistici e agenzie di viaggio ma non dai vettori aerei – che neppure dispongono di un fondo proprio in grado di far fronte ai sempre numerosi fallimenti di quel preciso comparto – dai vettori marittimi o su gomma, dagli esercizi alberghieri e ricettivi in generale e dalle mille altre società di servizi che rientrano, a pieno diritto, tra gli <strong>operatori del turismo.</strong></p>
<p>E’ necessario che tutte le categorie si facciano portatrici d’acqua a quel bacino che dovrebbe, nelle aspettative, dar sollievo ai viaggiatori vittime di queste situazioni. In caso contrario, ovvero quando si volesse continuare a considerare solo le prime due categorie, si andrebbe incontro ad un’azione del Governo che non potrebbe far altro che alimentare il fondo con <strong>stanziamenti straordinari</strong> anche se non previsti. Il tutto con buona pace delle tasse dei cittadini, pagate per ottenere una miglior qualità di vita e, forse, destinate in parte a ripagare vacanze non godute. Amen.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/infonews/1303/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2010/07/infonews/1303/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>ALPITOUR E GLI ACCONTI&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Siamo certi che i network e le agenzie di viaggio, come noi seri ed affidabili, comprenderanno che questo è il modo di tutelare e rassicurare i nostri comuni clienti, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/11/Fulvio-1.jpg"><em><img class="alignleft size-full wp-image-154" title="Fotografia del Presidente di Autotutela Fulvio Avataneo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/11/Fulvio-1.jpg" alt="Fotografia del Presidente di Autotutela Fulvio Avataneo" width="108" height="133" /></em></a><em><span style="color: #000000;"><strong>“Siamo certi che i network e le agenzie di viaggio, come noi seri ed affidabili, comprenderanno che questo è il modo di tutelare e rassicurare i nostri comuni clienti, come d’altronde già da tempo in essere in tutti i principali mercati europei”</strong></span></em></p>
<p>Chiude in questo modo la nota con la quale Alpitour&#8230;</p>
<p><span id="more-153"></span></p>
<p>&#8230; sancisce la determinazione a richiedere l’acconto del 25% su ogni pratica prenotata dalle agenzie italiane, senza distinzione alcuna di tipologia o stagionalità. Chiude tentando di tracciare un solco fatto di serietà e affidabilità quale muro atto a dividere i buoni dai cattivi, quelli che la pensano come Alpitour da quelli che la pensano diversamente.</p>
<p>E in quest’ultima categoria non si è certo in pochi:  agenzie e network, la cui serietà ed affidabilità sono al di sopra di ogni sospetto, si sono già espressi – anche duramente – su questa iniziativa volta non certo a tutelare il consumatore ma, piuttosto, a far cassa nell’unica maniera rimasta.  Il tutto, tra l’altro, senza attribuire la benché minima importanza all’intera distribuzione, organizzata e non, con la quale non si è aperto alcun confronto preventivo.</p>
<p>Oltre ad essere un comportamento palesemente offensivo per quelli che continua a definire i suoi migliori partner – ma gli agenti di viaggio se lo sentono dire da tutti e da anni – è anche l’esatto contrario di quella che è la realtà dei fatti visibile a chiunque: nessun consumatore che versi i suoi soldi al tour operator prima della partenza può dirsi realmente tutelato.</p>
<p><strong>Eurotravel, Teorema, Todomondo, Rallo, I Viaggi del Ventaglio, Columbus</strong>… Non è l’annuario turistico ma una parte di quelli che – chi più, chi meno &#8211; nel corso dell’estate 2009 hanno disatteso i loro impegni con i consumatori, intascando i loro soldi senza fornire quanto stabilito.  Di qui la domanda: di quale tutela parla Alpitour? Quale rassicurazione vuole ammannire al viaggiatore chiedendogli di “amministrare” i suoi soldi più di quanto già non faccia?</p>
<p>E’ mia convinzione che nessuno obietterebbe se Alpitour, a latere della pretesa che oggi avanza, ponesse una reale e concreta garanzia sia a favore del consumatore che dell’agente, magari una <strong>fidejussione bancaria</strong> – come quella tante volte chiesta da operatori e vettori agli agenti – capace di rassicurare veramente chi, con i suoi soldi, ci mantiene tutti, e al quale dobbiamo prestare la massima attenzione.</p>
<p>Agli agenti di viaggio dico di non accettare questa imposizione. Sapete tutti perfettamente che a pretesa segue pretesa, ad imposizione altra imposizione in quell’escalation capace solo di mettere in ginocchio una categoria di professionisti già provata dai fatti del 2009 e con nessuna voglia di fare il bis nel 2010.  Con questo non voglio certo dire che Alpitour sia buona per il <strong>fallimento</strong> in un prossimo futuro, ma è un’azienda esattamente come le altre e come le altre potrebbe aver problemi che si rifletterebbero, ovviamente, sui consumatori.</p>
<p>E vorrei chiudere dicendo a <strong>Sergio Testi</strong> che il rifiuto di network e agenti di viaggio a sottostare a questo diktat bulgaro non è, come da lui definito, un’azione di sabotaggio attuata per evitare di <em>“…poterci essere, un domani, con loro…”</em>  ma, più semplicemente, un’azione di tutela per avere un domani, e aggiungerei che se la vera intenzione di Alpitour fosse quella di avere come compagni di strada gli agenti di viaggio, ben altre sarebbero le situazioni che prospetterebbe loro.</p>
<p>Detto ciò, ribadisco che questa proposta deve tassativamente essere ostacolata preferendo magari altri operatori e convincendo i clienti – i clienti degli agenti di viaggio – a seguire i suggerimenti del professionista al quale si affidano. In pratica, invito gli agenti di viaggio a fare la scelta di scegliere.</p>
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		<title>I VIAGGI DEL VENTAGLIO verso la procedura concorsuale.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
				<category><![CDATA[TOUR OPERATOR]]></category>
		<category><![CDATA[Columbus]]></category>
		<category><![CDATA[I Viaggi del Ventaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Poligest]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-57" title="ventaglio" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/11/ventaglio.jpg" alt="ventaglio" width="122" height="60" />Fallita ogni possibilità d&#8217;intesa con Poligest &#8211; la newco che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, rilevare il pacchetto di maggioranza del gruppo &#8211; I Viaggi del ventaglio si avviano verso la strada del concordato che dovrà essere sostenuta da una proposta d&#8217;affitto d&#8217;azienda.</p>
<p><span id="more-39"></span></p>
<p>I potenziali partner interessati all&#8217;operazione sono diversi e, tra questi, spiccano in pole position la stessa Poligest &#8211; che sarebbe uscita dalla porta principale per entrare da quella di servizio&#8230; &#8211; e, al secondo posto, uno dei più importanti T.O. italiani.</p>
<p>I Viaggi del Ventaglio ha passato indenne anche questo week end, seppure non garantisca di poter affrontare ancora ulteriori tempi morti a causa del pressing subìto dai più importanti creditori, peraltro contemporaneamente fornitori in quanto vettori aerei e albergatori. Nel caso si giunga a definire l&#8217;ipotesi dell&#8217;affitto d&#8217;azienda, è probabile che l&#8217;operatore decida di sospendere le attività per un lasso di tempo utile a riorganizzarsi.</p>
<p>Intanto sono state confermate le dimissioni di Remo Bodrato &#8211; Columbus &#8211; che ha lasciato l&#8217;azienda già dalla scorsa settimana.</p>
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