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	<title>Autotutela &#187; Eurotravel</title>
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		<title>CRACK PER I VIAGGI DEL VENTAGLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 05:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cratere ampio 200 milioni di euro, e perdite cumulate per oltre 100 milioni. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1302" title="ventaglio" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/07/ventaglio.jpg" alt="" width="122" height="60" /></a>Un cratere ampio <strong>200 milioni</strong> di euro, e perdite cumulate per oltre <strong>100 milioni</strong>. Il tutto senza un solo euro di patrimonio netto. Ecco l’impietosa frase che stila il certificato di fallimento per <strong>I VIAGGI DEL VENTAGLIO</strong>, ex colosso del turismo che per 34 anni ha portato milioni di italiani sulle più belle spiagge del mondo, nei suoi villaggi ritenuti “i migliori”. Un colosso, oggi, <strong>dichiarato fallito</strong>.</p>
<p><span id="more-1303"></span></p>
<p>Scompare, così, un altro pezzo della nostra storia turistica, con il vecchio leone <strong>Bruno Colombo</strong> chiamato a chiarire i retroscena di quello che si annuncia come un crack dalle <strong>proporzioni e conseguenze enormi</strong>. Il Tribunale di Milano dovrà infatti verificare se sussistano gli elementi per chiedere l’imputazione degli amministratori per <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, ipotesi che – allo stato attuale – nessuno si sente di scartare.</p>
<p>Il <strong>fallimento </strong>de <strong>I Viaggi del Ventaglio</strong> porta con se, oltre all’incubo delle revocatorie che metterebbero in discussione tutti i pagamenti effettuati nel corso degli ultimi due anni, anche il dubbio sulla sorte dei tanti marchi importanti già patrimonio del gruppo quali <strong>Columbus</strong>, <strong>Best Tours</strong> e <strong>Ventaclub</strong>, questi già oggetto di procedure separate ma potenzialmente trascinabili all’interno del fallimento dichiarato ieri.</p>
<p>Il PM Luigi Orsi, che ha avanzato la richiesta accolta del Giudice, ha visto così soddisfatte le aspettative di chi vedeva impossibile il realizzarsi di altre ipotesi e soprattutto dell’ultima, del tentativo di salvataggio operato dai liquidatori pilotati da <strong>Franco Tatò</strong>. Un tentativo che non ha fatto altro che ritardare l’inevitabile per un anno circa <strong>peggiorando, addirittura, lo stato dei conti.</strong></p>
<p><strong>Ora sono a rischio tutti i pacchetti viaggio venduti ai clienti</strong>, tanti in procinto di partire, e tramontano definitivamente le speranze dei soci di <strong>Vacanze nel Mondo</strong> di recuperare parte dei quattrini spesi. Questi erano stati tra i primi a mobilitarsi quando i loro voucher avevano iniziato ad essere respinti dalle <strong>agenzie di viaggio</strong>, consapevoli che IVV era un malato terminale al quale qualcuno avrebbe, prima o poi, staccato la spina.</p>
<p>Ora vi sono numerose <strong>Asso Consumo</strong> che si preparano ad avviare <strong>inutili class action</strong> nei confronti della società fallita: inutili in quanto ciò che risultava vendibile, come i tanti villaggi turistici sparsi per il mondo e la compagnia aerea <strong>Livingston</strong>, era già stato ceduto nel corso del tempo, nel tentativo di salvare il gruppo. Inutile quindi sperare che le azioni legali portino a risultati positivi: il curatore dovrà innanzitutto far chiarezza su anni di cattiva gestione, sul mistero dei derivati del quale tutti sanno ma nessuno parla, sulle procedure alquanto dubbie del tentativo di ammissione al concordato respinto all’inizio di luglio dal commissario Giudiziale Giuseppe Verna.</p>
<p>Il settore del turismo viene quindi colpito dall’ennesima legnata che giunge in un momento in cui le vendite (a maggio 2010 circa <strong>– 8%</strong> rispetto allo stesso mese del 2009) denotano uno stato di sofferenza delle tasche dei cittadini ed una tendenza al risparmio da effettuarsi soprattutto su quella che, tra le c.d. necessità, risulta essere la meno pressante.</p>
<p>E si aggiunge un altro chiodo – pesantissimo – alla cassa di legno già contenente i miseri resti di <strong>Teorema</strong>, <strong>Todomondo</strong>, <strong>Rallo (ovviamente parliamo della vecchia gestione&#8230;)</strong>, <strong>Eurotravel</strong>, ecc. ecc.: il <strong>Fondo di Garanzia</strong>.</p>
<p>Ci chiediamo infatti se non sia giunto il momento, per la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> e per il <strong>Ministro del Turismo</strong>, di considerare questo elemento di Legge nato per dare tutele e diventato una vera e propria presa per i fondelli.  Il Fondo di Garanzia, così com’è, non ha ragione di esistere. Necessita di <strong>modifiche strutturali</strong> che devono per forza passare da un principio di base: <strong>la filiera del turismo è lunga e vede numerosi attori che, alla fin fine, partecipano agli utili ma non mettono mano al portafoglio</strong>. Il fondo è infatti alimentato solo da operatori turistici e agenzie di viaggio ma non dai vettori aerei – che neppure dispongono di un fondo proprio in grado di far fronte ai sempre numerosi fallimenti di quel preciso comparto – dai vettori marittimi o su gomma, dagli esercizi alberghieri e ricettivi in generale e dalle mille altre società di servizi che rientrano, a pieno diritto, tra gli <strong>operatori del turismo.</strong></p>
<p>E’ necessario che tutte le categorie si facciano portatrici d’acqua a quel bacino che dovrebbe, nelle aspettative, dar sollievo ai viaggiatori vittime di queste situazioni. In caso contrario, ovvero quando si volesse continuare a considerare solo le prime due categorie, si andrebbe incontro ad un’azione del Governo che non potrebbe far altro che alimentare il fondo con <strong>stanziamenti straordinari</strong> anche se non previsti. Il tutto con buona pace delle tasse dei cittadini, pagate per ottenere una miglior qualità di vita e, forse, destinate in parte a ripagare vacanze non godute. Amen.</p>
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		<title>EUROTRAVEL alla verifica.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 07:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ di oltre 125 milioni di euro l’ammontare delle passività a carico di EUROTRAVEL, somma in un primo tempo quantificata in 110 milioni ma successivamente rettificata.

Questo è quanto emerge dai documenti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/02/Logo-Eurotravel-piccolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-557" title="Logo Eurotravel piccolo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2010/02/Logo-Eurotravel-piccolo.jpg" alt="" width="95" height="53" /></a>E’ di oltre 125 milioni di euro l’ammontare delle passività a carico di <strong>EUROTRAVEL</strong>, somma in un primo tempo quantificata in 110 milioni ma successivamente rettificata.</p>
<p><span id="more-555"></span></p>
<p>Questo è quanto emerge dai documenti a mani dei Giudici del Tribunale di Aosta, che dovranno valutare la richiesta di <strong>concordato preventivo</strong> avanzata dall’azienda valdostana dei fratelli <strong>Angelo BENIN</strong> e <strong>Cleto BENIN</strong>.</p>
<p>I creditori dovranno ora attendere che il Tribunale convochi le parti per una nuova udienza utile a valutare le possibilità di accordo tra questi e la <strong>ET Holding</strong> – <strong>Eurotravel</strong>, che ha appunto proposto il concordato necessario ad assicurare continuità all’attività.  </p>
<p>Nel corso dell’udienza sarà dato ampio spazio alla verifica delle possibilità – ovviamente finanziarie – della cordata di investitori che si sono impegnati a far fronte a quanto loro spettante. Vogliamo ricordare che, della cordata, sono parte fondamentale <strong>le società proprietarie</strong> delle strutture alberghiere <strong>maggiormente creditrici</strong> nei confronti della cessata Eurotravel.</p>
<p>Il Tribunale è giunto piuttosto rapidamente a questa verifica, anche considerando che la vicenda Eurotravel – della quale si intuivano i problemi già dalla fine del 2008 – è clamorosamente venuta alla ribalta nella scorsa estate quando, tra notizie altalenanti, garanzie e smentite, la situazione finanziaria ormai tracollata ha iniziato a <strong>mietere vittime tra clienti e agenti di viaggio </strong>a causa del rifiuto degli albergatori di accettare le prenotazioni di Eurotravel.</p>
<p>In quel frangente i fratelli BENIN avevano immediatamente passato il timone della barca alla <strong>ITACLUB s.r.l.</strong> il cui presidente, <strong>Mario Tasca</strong>, aveva dato avvio a tutte le procedure necessarie per la messa in liquidazione dell’azienda e per la successiva richiesta di concordato preventivo dichiarata ammissibile dal Tribunale di Aosta.</p>
<p>Erano quindi stati nominati curatori i professionisti Leonardo MARTA, Ivano PAGLIERO e Filiberto FERRARI LORANZI.</p>
<p>La società che oggi si propone di proseguire l’attività della <strong>ex Eurotravel</strong> – la <strong>ET Holding</strong> – possiede diverse strutture turistiche tra le quali <strong>Fontane Bianche</strong> a Cassibile (Sicilia), <strong>Park Hotel di Baia Sardinia</strong> (Sardegna), <strong>Cala dei Saraceni</strong> a Roseto Capo Spulico (Calabria), <strong>Albatros Resort</strong> di Marina di Lesina, e <strong>Residence Club Eden di Torre Ovo</strong> (Puglia).</p>
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		<title>Sul FONDO di GARANZIA&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo de Il Messaggero di oggi, a firma della sempre attenta Luana De Vita, ci riporta all’annoso problema del Fondo di Garanzia o, per meglio dire, dei tanti misteri che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/mvb.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-237" title="Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/mvb-150x150.jpg" alt="Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo" width="150" height="150" /></a>Un articolo de <strong>Il Messaggero</strong> di oggi, a firma della sempre attenta <strong>Luana De Vita</strong>, ci riporta all’annoso problema del <strong>Fondo di Garanzia</strong> o, per meglio dire, dei tanti misteri che lo circondano rendendolo decisamente poco garantista.</p>
<p><span id="more-236"></span></p>
<p>Dopo le vicende dei tanti caduti del 2009 – <strong>Eurotravel</strong>, <strong>Teorema</strong>, <strong>Todomondo</strong>, ecc. ecc. – e dei tantissimi turisti rimasti a piedi grazie a loro, la questione del <strong>Fondo di Garanzia</strong>, della sua gestione e della disponibilità liquida è diventata scottante, soprattutto dopo che il <strong>Ministro del Turismo</strong> <strong>Michela Vittoria Brambilla</strong> ha dato precise garanzie a tutti i danneggiati: il fondo pagherà!</p>
<p>Oggi <strong>Il Messaggero</strong> riporta tutti con i piedi per terra. Per il triennio 2009/2011 non vi sono – e neppure si prevedono – stanziamenti di bilancio utili a creare la liquidità necessaria a pagare le pendenze verso i turisti vittime delle diverse insolvenze.</p>
<p>Va detto che il prelievo del 2% a carico delle polizze assicurative pagate da <strong>agenti di viaggio</strong> e <strong>tour operator</strong> è l’unica risorsa certa del Fondo, così come va detto che – da sola – non è certo sufficiente a coprire le sue necessità.</p>
<p>Durante la scorsa e “caldissima” estate abbiamo duramente criticato il <strong>Fondo di Garanzia</strong> sia nella forma che nella sostanza. Innanzitutto la forma: il considerarlo “toppa” utile a chiudere ogni buco lasciato dagli operatori turistici è impossibile e pericoloso, sia per la quantità di denaro necessaria che per il fatto che il suo uso potrebbe rappresentarsi come l’equivalente di una polizza assicurativa posta in mano ai truffatori.</p>
<p>Ci verrebbe da dire che, siccome a dare ossigeno al Fondo sono proprio gli <strong>agenti di viaggio</strong> e i T.O., questi stessi soggetti dovrebbero aver la possibilità di costituirsi parte civile nei confronti dei <strong>truffatori</strong>. Quando di truffa si tratta.</p>
<p><strong>Infatti, da notizie che riteniamo certe, pare che almeno uno degli operatori coinvolti nei crac estivi non fosse più in regola con il pagamento della propria polizza già dal 2008, e pare anche che le Autorità – debitamente informate e sollecitate a verificare – non abbiano mosso muscolo.</strong></p>
<p>In questo caso – ce lo chiediamo noi ma se lo chiederanno certo anche i creditori… &#8211; si potrà agire in giudizio nei confronti degli Enti Pubblici preposti alla vigilanza? E sarà una questione puramente “civilistica” o si sconfinerà nel penale ipotizzando un’omissione in atti d’ufficio?</p>
<p>Oggi più che mai dobbiamo sapere come affrontare un 2010 che si prospetta difficile almeno quanto il 2009, un anno in cui saranno necessarie <strong>trasparenza e correttezza</strong> verso un mercato sempre più timoroso e povero.  Al Ministro Brambilla vorremmo chiedere di riconsiderare il <strong>Fondo di Garanzia</strong> ridisegnandone scopi e modalità di gestione e rendendo questa garanzia veramente concreta e reale: il turismo non ha bisogno di mille promesse e discorsi ma solo di poche ma irrinunciabili verità.</p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/12/Il-Messaggero-15-dec-09-Fondo-di-Garanzia.pdf">Articolo de Il Messaggero &#8211; 15 dec 09 &#8211; Fondo di Garanzia</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2009/12/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2009/12/tour-operator/sul-fondo-di-garanzia/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>ALPITOUR E GLI ACCONTI&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Siamo certi che i network e le agenzie di viaggio, come noi seri ed affidabili, comprenderanno che questo è il modo di tutelare e rassicurare i nostri comuni clienti, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/11/Fulvio-1.jpg"><em><img class="alignleft size-full wp-image-154" title="Fotografia del Presidente di Autotutela Fulvio Avataneo" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2009/11/Fulvio-1.jpg" alt="Fotografia del Presidente di Autotutela Fulvio Avataneo" width="108" height="133" /></em></a><em><span style="color: #000000;"><strong>“Siamo certi che i network e le agenzie di viaggio, come noi seri ed affidabili, comprenderanno che questo è il modo di tutelare e rassicurare i nostri comuni clienti, come d’altronde già da tempo in essere in tutti i principali mercati europei”</strong></span></em></p>
<p>Chiude in questo modo la nota con la quale Alpitour&#8230;</p>
<p><span id="more-153"></span></p>
<p>&#8230; sancisce la determinazione a richiedere l’acconto del 25% su ogni pratica prenotata dalle agenzie italiane, senza distinzione alcuna di tipologia o stagionalità. Chiude tentando di tracciare un solco fatto di serietà e affidabilità quale muro atto a dividere i buoni dai cattivi, quelli che la pensano come Alpitour da quelli che la pensano diversamente.</p>
<p>E in quest’ultima categoria non si è certo in pochi:  agenzie e network, la cui serietà ed affidabilità sono al di sopra di ogni sospetto, si sono già espressi – anche duramente – su questa iniziativa volta non certo a tutelare il consumatore ma, piuttosto, a far cassa nell’unica maniera rimasta.  Il tutto, tra l’altro, senza attribuire la benché minima importanza all’intera distribuzione, organizzata e non, con la quale non si è aperto alcun confronto preventivo.</p>
<p>Oltre ad essere un comportamento palesemente offensivo per quelli che continua a definire i suoi migliori partner – ma gli agenti di viaggio se lo sentono dire da tutti e da anni – è anche l’esatto contrario di quella che è la realtà dei fatti visibile a chiunque: nessun consumatore che versi i suoi soldi al tour operator prima della partenza può dirsi realmente tutelato.</p>
<p><strong>Eurotravel, Teorema, Todomondo, Rallo, I Viaggi del Ventaglio, Columbus</strong>… Non è l’annuario turistico ma una parte di quelli che – chi più, chi meno &#8211; nel corso dell’estate 2009 hanno disatteso i loro impegni con i consumatori, intascando i loro soldi senza fornire quanto stabilito.  Di qui la domanda: di quale tutela parla Alpitour? Quale rassicurazione vuole ammannire al viaggiatore chiedendogli di “amministrare” i suoi soldi più di quanto già non faccia?</p>
<p>E’ mia convinzione che nessuno obietterebbe se Alpitour, a latere della pretesa che oggi avanza, ponesse una reale e concreta garanzia sia a favore del consumatore che dell’agente, magari una <strong>fidejussione bancaria</strong> – come quella tante volte chiesta da operatori e vettori agli agenti – capace di rassicurare veramente chi, con i suoi soldi, ci mantiene tutti, e al quale dobbiamo prestare la massima attenzione.</p>
<p>Agli agenti di viaggio dico di non accettare questa imposizione. Sapete tutti perfettamente che a pretesa segue pretesa, ad imposizione altra imposizione in quell’escalation capace solo di mettere in ginocchio una categoria di professionisti già provata dai fatti del 2009 e con nessuna voglia di fare il bis nel 2010.  Con questo non voglio certo dire che Alpitour sia buona per il <strong>fallimento</strong> in un prossimo futuro, ma è un’azienda esattamente come le altre e come le altre potrebbe aver problemi che si rifletterebbero, ovviamente, sui consumatori.</p>
<p>E vorrei chiudere dicendo a <strong>Sergio Testi</strong> che il rifiuto di network e agenti di viaggio a sottostare a questo diktat bulgaro non è, come da lui definito, un’azione di sabotaggio attuata per evitare di <em>“…poterci essere, un domani, con loro…”</em>  ma, più semplicemente, un’azione di tutela per avere un domani, e aggiungerei che se la vera intenzione di Alpitour fosse quella di avere come compagni di strada gli agenti di viaggio, ben altre sarebbero le situazioni che prospetterebbe loro.</p>
<p>Detto ciò, ribadisco che questa proposta deve tassativamente essere ostacolata preferendo magari altri operatori e convincendo i clienti – i clienti degli agenti di viaggio – a seguire i suggerimenti del professionista al quale si affidano. In pratica, invito gli agenti di viaggio a fare la scelta di scegliere.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2009/11/tour-operator/alpitour-e-gli-acconti/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2009/11/tour-operator/alpitour-e-gli-acconti/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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