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	<title>Autotutela &#187; IL GRILLO SPARLANTE</title>
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		<title>CARO SIGNOR TOD&#8217;S&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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Caro signor Tod’s, devo innanzitutto dirle che, quando ho saputo della sua intenzione di sostenere le spese di restauro del Colosseo mi sono detto: “Ohibò, probabilmente il fatto di fabbricare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2012/01/colosseo.jpg"></a></p>
<p><strong><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2012/01/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2563" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2012/01/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Caro signor Tod’s</strong>, devo innanzitutto dirle che, quando ho saputo della sua intenzione di sostenere le <strong>spese di restauro del Colosseo</strong> mi sono detto: <em>“Ohibò, probabilmente il fatto di fabbricare scarpe tanto comode e belle ha fatto si che il cervello gli precipitasse nei piedi…”</em>.  Poi, però, l’ottimismo ha preso il sopravvento sulla mia consueta diffidenza e ho pensato che forse era <strong>il segnale giusto</strong>, quello che il turismo italiano aspettava per guardare al domani con una briciola di ottimismo in più. <strong>Evviva!</strong></p>
<p><span id="more-2561"></span><strong> </strong></p>
<p>Se nell’importanza del turismo ci crede <strong>Diego Della Valle</strong>, che è un imprenditore attento e abile, <strong>allora ci possono credere tutti</strong>, e la possibilità di tornare a curare, tutelare e valorizzare i tesori monumentali e artistici che rendono importante l’Italia non è più così lontana da sembrare un miraggio.  Infatti, investire <strong>25 milioni di euro</strong> – che, soprattutto oggi, non sono certo briciole – per restaurare il monumento storico più famoso al mondo, un monumento che, va detto, sta letteralmente cadendo a pezzi (è stato inaugurato nell’80 d.C., quindi qualche “crepa” è giustificata…), è un impegno gravoso per chiunque, anche per uno che firma scarpe e capi d’abbigliamento calzate e indossati dai Vip di tutto il mondo e che, tra le altre cose, ha deciso di mettersi <strong>in concorrenza con Trenitalia</strong> mettendo su rotaia quell’<strong>Italo </strong>che, già con le sole fotografie, ha fatto venire un travaso di bile a <strong>Moretti</strong>.</p>
<p><strong>Si può fare.</strong> L’aveva detto Obama, l’ho pensato anch’io. Si può fare. Si può dire al mondo che l’Italia non è solo barzellette e benzina carissima, immondizia e malapolitica; si può dire che, se si salva il Colosseo, allora c’è speranza anche per Pompei e per gli altri 23 siti storici, naturali e architettonici che sono parte di quei 45 siti italiani considerati <strong>Patrimonio Mondiale dall’Unesco</strong> perché altri imprenditori, magari stranieri, potrebbero accettare la sfida, impegnativa ma entusiasmante, della cultura del mondo intero da salvare. <strong>Si può fare.</strong></p>
<p>Si può fare perché, a quanto pare, qualcuno crede ancora che investire su ciò che è <strong>Italia</strong> per portarne a casa un ritorno in termini d’immagine sia vantaggioso, e quindi, in un prossimo futuro, potremmo riuscire ad affidare il salvataggio della <strong>Valle dei Templi</strong> agrigentina ad un colosso dell’informatica, o la messa in sicurezza dei<strong> Sassi di Matera </strong>a qualche importante gruppo bancario di un paese emergente. In cambio si potrà concedere loro di godere della giusta gloria che i salvatori di ciò che è patrimonio – importantissimo – di tutti meritano. Si può fare, e quindi si farà.</p>
<p>Ma per un Obama che dice “Si può fare”, c’è sempre qualcuno capace di ribattere “Ma anche no!”. E così hanno fatto prima il <strong>Codacons</strong>, poi la <strong>UIL</strong>, fino a chiamare in causa l’<strong>Antitrust</strong> e il <strong>TAR del Lazio</strong>. Motivo? Richiesta economica troppo <strong>bassa</strong> e scarsa apertura e disponibilità verso altri potenziali interessati. Quali non si sa, anche perché non ci pare di aver mai visto code di investitori e sponsor meritevoli di transenne e servizio d’ordine…</p>
<p>Ed ecco che ci risvegliamo dal sogno, ci risvegliamo nella nostra solita italietta con la “i” minuscola nella quale convivono sprechi e connivenze dubbie, ruberie e menefreghismo, escort e yacht di amici; dove possono crollare i monumenti ma non certo le posizioni di potere gestite da una manica di coglioni ignoranti e ladri e dove criticare è giusto, perché è democratico, ma dove le critiche non portano mai a nulla.</p>
<p><strong>Caro signor Tod’s</strong>, mi dia retta: ritiri la sua offerta, conservi i suoi <strong>25 milioni di euro</strong> e li investa da altre parti dove l’ignoranza e la prosopopea non siano gli elementi dominanti, lasci che sia lo “stato” a grattarsi le proprie rogne. Nel nostro Paese, possedere denaro è considerato un reato anche quando questo denaro viene messo a disposizione per importanti realizzazioni o, addirittura, <strong>per recuperare ciò che potrebbe aiutare un intero settore a risollevare la testa</strong>. Si, perché oggi – in un momento in cui non c’è italiano che non auspichi l&#8217;arrivo di un segnale positivo – il poter salvare in fretta e bene un monumento pari al Colosseo sarebbe un segnale importante, un segnale capace di dar la sveglia e di far pensare che domani sarà meglio perché saremo meglio noi.</p>
<p>E se è vero che si può fare, ma anche no, aspettiamo che a creare la cordata “giusta” di sponsor siano – magari – l’ex ministro <strong>Scajola</strong>, o il ministro per la funzione pubblica <strong>Patroni Griffi</strong>, che avendo le abitazioni (caso strano pagate poco o niente…) che affacciano sul Colosseo, e che forse preferiscono la vista dell’antico circo ad un parcheggio o ad un centro commerciale, sapranno trovare imprenditori capaci di aprire il portafoglio senza nulla ottenere in cambio. Esattamente come noi italiani, che il portafoglio lo teniamo ormai perennemente aperto pur sapendo che il nostro Paese <strong>non ci restituirà mai nulla</strong>.</p>
<p><strong>Il Grillo S..parlante</strong> by Autotutela</p>
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		<title>EDEN VIAGGI</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL GRILLO SPARLANTE]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì scorso abbiamo pubblicato – ed immediatamente oscurato a causa dei commenti poco edificanti giunti da alcuni ADV &#8211; un articolo dal Grillo S..parlante che, nei quindici minuti scarsi di permanenza sul sito è riuscito a creare una situazione alquanto critica per chi, incolpevole, paga il nostro non essere capaci a tacere di fronte a quanto di ingiusto ci circonda. Ripubblichiamo quindi l’articolo facendolo precedere da un commento del nostro Presidente.</strong></p>
<p><span id="more-2483"></span><strong></strong></p>
<p><em>L’articolo che segue tratteggia una serie di realtà indiscutibili che ogni agente di viaggio conosce e, probabilmente, vive sulla propria pelle. Che alcuni tour operator ritengano di dover considerare partner gli agenti di viaggio solo a parole è un’altra certezza, soprattutto considerando i rapporti conflittuali che scaturiscono spesso da una loro scarsa attenzione verso il cliente e ad un totale disinteresse ai problemi della distribuzione.</em></p>
<p><em>Ciò che però è accaduto venerdì scorso supera ogni immaginazione ed ogni limite: dopo nemmeno un’ora dalla pubblicazione del pezzo del Grillo S..parlante, l’operatore Eden Viaggi ha ritenuto opportuno revocare la proposta contrattuale per il 2012 inviata neppure 48 ore prima al network FREENET, come si sa nato da iniziativa della nostra Associazione.</em></p>
<p><em>Una punizione “trasversale”, quindi, esattamente come accade in quelle circostanze in cui, per punire chi parla troppo, gli si colpiscono i parenti vicini o lontani. E che di questo si tratti è certo: la comunicazione della decisione &#8220;voluta dall’alto&#8221; è stata data al network, sotto forma di e-mail recante una giustificazione pietosa, e al sottoscritto, quale Presidente di Autotutela, sottolineando il tenore ritorsivo dell’azione a causa di quanto scritto.</em></p>
<p><em>Ritengo tale comportamento vigliacco e arrogante. Vigliacco in quanto Eden Viaggi avrebbe potuto – qualora ne avesse ravvisato gli estremi – querelare la nostra Associazione anziché colpire commercialmente non tanto il network quanto, piuttosto, le agenzie sue affiliate. Arrogante in quanto è inconcepibile che, piuttosto che contestare e discutere, si punisca.</em></p>
<p><em>Forse a Nardo Filippetti, al suo legale e ai suoi manager il verbo “discutere” è sconosciuto, tutti abituati come sono ad ordinare attendendo batter di tacchi dalla platea, e certamente si trovano più a loro agio nel decidere unilateralmente come gestire i rapporti, come ottimizzare i ricavi, come evitare rischi comunque connessi ad ogni attività e come punire i dissenzienti.</em></p>
<p><em>Caro Nardo Filippetti, lei è un vero e proprio povero cristo. Con la “c” minuscola. Non è amato dalla categoria che comunque le consente di guadagnare e non è stimato dai suoi collaboratori che, però, le riconoscono la capacità di tenere in piedi la sua baracca a dispetto di qualsiasi cosa. Forse, però, non tutti conoscono a fondo la Eden Viaggi e a questa mancata conoscenza – mi creda – d’ora in poi tenterò di ovviare io.</em></p>
<p><em>In quanto al suo risentirsi per le critiche al suo contratto di collaborazione, voglio essere più preciso: è un vero schifo ed è una vera presa in giro. E nei prossimi giorni avrò certamente modo di tornare sull’argomento per spiegare con la massima cura i motivi della mia affermazione.</em></p>
<p><em>A FREENET voglio chiedere personalmente scusa per l’accaduto: il turismo non è certo più il settore di una volta ma, neppure in questo clima di paura e rabbia che quotidianamente si respira, avremmo mai pensato potessero nascere situazioni di questo genere. Ovviamente ci adopereremo per ripagare il danno che le vostre agenzie oggi patiscono.</em></p>
<p><em>Buon proseguimento.</em></p>
<p><em>Fulvio Avataneo</em></p>
<p><span style="color: #000080;">Articolo del 25 novembre 2011</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Quante novità sotto questo cielo… Le prossime settimane porteranno molte news che <strong>gli ADV dovranno considerare attentamente</strong> per non sbagliare colpi: oggi lo sbaglio non si perdona! Alcuni Tour Operator si stanno prodigando nelle proposte contrattuali più “<em>bislacche</em>” considerando gli ADV alla stessa stregua delle rape, perfetti da spremere e, una volta strizzati, <strong>buoni solo per la raccolta differenziata.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Parliamo di contratti.</strong> Se quello di <strong>Costa Crociere</strong> è malfatto – non sempre i legali fanno i compiti come si deve, anche se in compenso sferrano colpi magistrali al commerciale – bisogna dire che quello di <strong>EDEN</strong> è ancora peggio… Certo il merito, in questo caso, sarà del solito avvocato aziendale, un pesarese doc, ormai storico legale dell’operatore che, da molto tempo, <strong>scarica ogni mal di pancia sulla distribuzione</strong> fregandosene altamente delle norme e delle consuetudini. Pazienza.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Se voi ADV <strong>vorrete vendere questi due operatori</strong> dovrete sapere che  <strong>1)</strong> sarete sottoposti a <strong>clausole vessatorie</strong> senza senso che con <strong>Costa Crociere</strong> saranno in qualche modo aggirabili ma che, con <strong>EDEN</strong>, potrebbero diventare <strong>più restrittive e</strong> – attenzione – <strong>maggiormente lesive</strong> degli interessi dei vostri clienti   <strong>2)</strong> per far valere ogni eventuale ragione non basterà più il ricorso ai commerciali (sempre più privati di poteri) ma <strong>sarà necessario passare agli studi degli avvocati</strong>. Fatevi una bella polizza…</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Già, <strong>ma chi vendere, oggi?</strong>  Tra pochi giorni un T.O. italiano – un operatore di medio peso anche se gradito a molti, un T.O. di valore, dunque – probabilmente anch’esso colpito dalla crisi, passerà la mano e si venderà ad una nuova compagine societaria che, ci auguriamo, possa far meglio della precedente.  No, non parliamo di <strong>Alpitour</strong>: ho detto operatore di valore.  Piaccia o non piaccia, la crisi del 2011 non ha ancora finito di fare vittime e ne è esempio la storica Thomas Cook, il cui valore azionario è riuscito a calare di circa il 70% in un solo giorno. Ora pare si sia fatta avanti TUI, gruppo che nonostante la crisi pare reggere e pare addirittura voglia crescere. Ma l’Italia è l’Italia, il paese dove ancora campano i vari Few Limits e i Dovian Tour, soggetti buoni più per le cronache giudiziarie che per il mercato del turismo, eppure…</span></p>
<p><span style="color: #000080;">E le cose non vanno meglio sul fronte aereo… Si parla di una <strong>importante compagnia charteristica italiana</strong> che, forse, non sarà in grado di pagare gli stipendi di novembre dei dipendenti: se così fosse, per questo vettore si ufficializzerebbe quello <strong>stato di crisi che tutti i tour operator già conoscono</strong> e che sarebbe foriero di un effetto “valanga” – verso alcuni T.O. –  qualora la situazione economica non dovesse modificarsi.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Già, <strong>ma chi vendere oggi?</strong>  Mi verrebbe facile fare qualche nome, operatori dei quali si conoscono le situazioni economiche – buone – e lo stile operativo più che onesto, ma resta comunque il fatto che <strong>il moderno ADV</strong> pare più attratto dalle “<em>sole</em>” (espressione romanesca equiparabile a “<em>bufala</em>”…) che dalle aziende serie.  Forse perché queste ultime <strong>non barano sui prezzi</strong> facendo apparire tariffe più economiche della concorrenza (salvo poi applicare adeguamenti da ladri…), <strong>sono troppo lineari</strong> nel rimborsare quand’è giusto rispetto altre che, a rimborsare, non ci pensano proprio e trattano l’agente di viaggio alla pari, senza mai incensarlo prima per fregarlo, dopo.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">E… Attenzione: <strong>oggi vengono premiati gli operatori che pagano poco, pagano male,</strong> fanno firmare contratti capestro e – nota dolente – nemmeno hanno la consistenza finanziaria ed economica per dettar legge!  Leggendo attentamente le pagine dei bilanci di alcuni di questi, si trovano <strong>patrimoni immobiliari impegnati fino all’ultimo mattone</strong>, <strong>redditività pari a zero</strong>, <strong>liquidità inesistenti</strong>. In pratica, un <strong>RISCHIO TOTALE</strong> per agenzie e consumatori!</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Ma si sa, la malìa del prezzo basso attira più delle sirene, quindi… Avanti con i clienti speranzosi di acquistare le vacanze ai Caraibi al prezzo della gita domenicale a Portopalo di Capo Passero, avanti con gli ADV felici di trovare la tariffa bassa bassa salvo, poi, lagnarsi per gli insulti ricevuti dai clienti, avanti con i promoter che sparano cretinate e le banconiste che gli danno retta, avanti con un sistema di fare e vendere turismo che ha prodotto le recenti meraviglie di <strong>Teorema, Eurotravel, I Viaggi del Ventaglio, Sprintours</strong> e altri.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Cari amici, leggete e tenete a mente questa frase di George Santayana, filoso, scrittore e poeta spagnolo: <strong>“Chi non ricorda il passato, è condannato a ripeterlo”</strong>. Ve la regalo, sperando vi serva…</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>IL GRILLO S..PARLANTE</strong> by Autotutela</span></p>
<p><span style="color: #000080;"> </span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2011/11/il-grillo-sparlante/eden-viaggi/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2011/11/il-grillo-sparlante/eden-viaggi/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;COTTO E MANGIATO&#8221;&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete presente la trasmissione televisiva di cucina “Cotto e Mangiato” condotta da Benedetta Parodi?  E’ diventata famosa per quei suggerimenti che aiutano la massaia a mettere in tavola – in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/10/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2416" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/10/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Avete presente la trasmissione televisiva di cucina <strong>“Cotto e Mangiato”</strong> condotta da Benedetta Parodi?  E’ diventata famosa per quei suggerimenti che aiutano la massaia a mettere in tavola – in fretta e bene – piatti succulenti e di sicuro successo.  Bene, oggi il <strong>Grillo S..parlante</strong> aiuta tutti gli agenti di viaggio ad ottenere sicuro successo con un <em>“piatto”</em> veloce e di sicuro effetto… Si chiama <em><span style="color: #0000ff;">“Costa Crociere a la mode de BV”</span></em> !  <strong><span style="color: #ff0000;">ULTIME NEWS SU MSC E BLU VACANZE. </span></strong></p>
<p><span id="more-2417"></span></p>
<p> Ingredienti per tante persone: <strong>Cataloghi Costa, materiale da vetrina Costa.</strong></p>
<p>Tempo di preparazione: <strong>pochi minuti.</strong></p>
<p>Grado di difficoltà: <strong>facile facile facile&#8230;</strong></p>
<p>Preparazione:  prendere numerosi cataloghi Costa Crociere ed uguale materiale promozionale (cartelloni, adesivi, navi mignon, ecc.) e <strong>disporre il tutto in vetrina</strong> accostandolo a piacere.  Nello stesso modo, <strong>disporre altri cataloghi in bella vista</strong> su pareti e porta depliant. Aprire un catalogo Costa sulla scrivania e <strong>studiarne ben bene la programmazione</strong>, le navi, le partenze. Attendere che il cliente entri ed effettuare la vendita.</p>
<p>La ricetta funziona <strong>benissimo</strong> quando la vostra agenzia di viaggio sia vicina ad una <strong><span style="color: #0000ff;">Blu Vacanze</span></strong> o ad una <strong><span style="color: #0000ff;">Vivere &amp; Viaggiare</span></strong>. Non si garantisce uguale risultato in altre circostanze. Perché? Semplice.</p>
<p>Diverse agenzie del gruppo<span style="color: #0000ff;"><strong> &#8220;che più Blu non si può&#8221;</strong> </span>ci hanno scritto lamentandosi dei nuovi ordini di scuderia che imporrebbero loro di <strong>non esporre i cataloghi di Costa Crociere</strong> e, soprattutto, <strong>di non venderne i prodotti</strong>, rivolgendosi – per i clienti – ad altri attori del mercato crocieristico.  <strong>Italiani.</strong>  Queste nuove regole penalizzano ovviamente le agenzie del gruppo ma lasciano aperta la porta ad un discreto business da parte delle agenzie vicine.</p>
<p>Per ora la ricetta è finita, ma siamo certi che molti di voi – da una parte o dall’altra – <strong>vorranno dirci che ne pensano…</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Giungono notizie sulla definitiva acquisizione delle agenzie BLU VACANZE e VIVERE &amp; VIAGGIARE da parte della compagnia crocieristica MSC. La commissione Antitrust avrebbe &#8211; oggi &#8211; concesso il benestare all&#8217;acquisizione.  Se l&#8217;operazione verrà confermata si sarà quindi creato il secondo polo produzione//distribuzione del quale avevamo iniziato a fornire anticipazioni alcuni mesi fa.  Alla luce di questo, assume sempre più corpo l&#8217;informazione che vorrebbe il prodotto COSTA CROCIERE escluso dalle vendite della rete BV e V&amp;V. </span></strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2011/10/il-grillo-sparlante/cotto-e-mangiato/" target="_blank"><img src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi in FaceBook" title="Condividi in FaceBook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.a-autotutela.it/sito/2011/10/il-grillo-sparlante/cotto-e-mangiato/" target="_blank" title="Condividi in FaceBook">Condividi in FaceBook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>IL GRILLO S..PARLANTE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 08:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[11 agosto.  Ieri sera ho riletto con maggiore attenzione le notizie di settore trasmesse on-line da TTG nel corso dell’ultima settimana senza provare alcun particolare brivido. Il che, con i tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/08/Grillo-21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2285" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/08/Grillo-21.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a><strong>11 agosto.</strong>  Ieri sera ho riletto con maggiore attenzione le notizie di settore trasmesse on-line da <strong>TTG</strong> nel corso dell’ultima settimana senza provare alcun particolare brivido. Il che, con i tempi che corrono, è già un fattore positivo. Alcune di queste, però, meritano una <strong>valutazione attenta</strong> per evitare che il pericoloso “<em><span style="color: #0000ff;">morbo di Pinocchio</span></em>” ci contagi, facendoci credere – come ha fatto fino all’altro giorno il nostro Governo – <strong>che la crisi non c’è, o che è cosa da poco…</strong></p>
<p><span id="more-2286"></span><strong></strong></p>
<p> <strong>Il mercato delle crociere è in aumento.</strong> Nel 2010 ha addirittura fatto registrare un incremento del numero passeggeri del <strong>10,3%</strong>.  <strong>Costa Crociere</strong> non ha perso tempo: in attesa del varo di <em>Costa Fascinosa</em> previsto per il maggio 2012, <strong>ha già ordinato una nuova nave</strong> a Fincantieri: consegna ottobre 2014, stazza di 132.500 tonnellate e posto per quasi <strong>5.000 passeggeri</strong>.  Circolano le prime indiscrezioni sul nome, che pare sarà “<strong><span style="color: #0000ff;">Costa Semivuota</span></strong>” per celebrare i risultati della stagione estiva 2011 dove la compagnia si è prodotta in offerte di ogni genere per riempire cabine.  Offerte peraltro superate anche dalla sua diretta concorrente <strong>MSC</strong>, che ormai <strong>vende le cabine</strong> <strong>a prezzi talmente irrisori</strong> da mettersi in competizione non con le altre compagnie crocieristiche ma con gli ostelli della gioventù.</p>
<p>Attenzione particolare la meritano i risultati delle tante <strong>compagnie aeree</strong>: tutti positivi, come sono positivi i risultati delle società di gestione aeroportuale di buona parte del nostro Paese. <strong>La gente vola</strong>, da e per l’Italia. Vola con compagnie di linea e con le low-cost, vola verso destinazioni vicine, lontane e lontanissime, vola più di quanto volava ieri e, probabilmente, meno di quanto volerà domani. E giunta a destinazione, <strong>tutta questa gente dormirà da qualche parte</strong>, probabilmente in alberghi in grado di assicurare loro un letto. <strong>Alberghi e letti già prenotati prima della partenza</strong>, quindi. Riflettete su questo dato, per cortesia.</p>
<p>E arriviamo quindi a dati puramente italiani.  Una ricerca effettuata da <strong>InfoCamere</strong> per conto del <strong>Sole24Ore </strong>porta alla luce un dato molto interessante: ben <strong>il 66% delle imprese turistiche italiane non arriva a compiere i dieci anni.</strong> Muore prima, insomma. E’ vero che a creare questo dato contribuiscono le imprese create per scopi precisi e temporanei, ma è altrettanto vero che molte agenzie di viaggio e tour operator faticano veramente tanto a “<em>sfondare</em>” il muro del decennio: vendite, trasformazioni, chiusure, tutte pratiche che determinano la <strong>fuga dal turismo</strong> quando le imprese sono ancora ben giovani. Anche questo merita una particolare attenzione…</p>
<p>Infine arriviamo al “<span style="color: #0000ff;"><em>morbo di Pinocchio</em></span>”. Si contrae prendendo per buoni i dati forniti dall’<strong>ASTOI</strong> che, in punta di naso (lungo), dichiarano che <em><span style="color: #0000ff;">“…last minute e vacanze intelligenti segnano una ripresa delle vendite per fine agosto e settembre con chiari segnali di crescita…”.</span></em> Confortato da questo dato ho chiamato diversi tour operator per conoscere la misura della loro crescita grazie soprattutto alle <strong>vacanze intelligenti</strong>, ma ho avuto diverse sorprese. Innanzitutto nessuno conosceva questa tipologia di vacanza avendo sempre avuto a che fare solo con quelle stupide, ma il peggio è arrivato con la <strong>crescita,</strong> in quanto <strong>tutti meno uno, e dico uno,</strong> hanno pacificamente dichiarato che questa estate, a crescere, sono state solo <strong>la paura, i posti invenduti e il rosso in banca</strong>.</p>
<p>Allora ho riletto l’articolo concentrandomi su altri aspetti: <em><span style="color: #0000ff;">“…la durata della vacanza media degli italiani è di 12 giorni (??) e le mete preferite sono il mare Italia, le isole greche, le Baleari e le Canarie. Per il lungo raggio si preferiscono Carabi e Oceano Indiano…”.</span></em>  Tutte destinazioni in cui – è cosa nota – i T.O. italiani si impegnano a realizzare pacchetti appunto per i <strong>12 giorni di vacanza</strong> “<em>medi</em>” dei loro connazionali e dove gli albergatori si strappano i capelli pur di vendere i 12 giorni piuttosto che i sette o i quattordici. Ma no, forse… Certo! I 12 giorni sono la classica media tra i 7 e i 14! E io che credevo che finalmente gli operatori italiani avessero capito che <strong>la flessibilità sulla durata delle vacanze è – e sarà – una sempre più pretesa caratteristica della domanda…</strong></p>
<p>Niente da fare. In questi ultimi due anni sono scomparsi molti tour operator ma i sopravvissuti non sembrano aver colto alcun segnale utile a migliorare. Anche molte agenzie hanno chiuso, e altre chiuderanno: non sono compagnie aeree, loro – sui voli – non producono utili. Non sono nemmeno albergatori, quegli albergatori che in luglio e agosto inondano le agenzie di fax e e-mail con incredibili offerte ma durante tutto l’anno puntano direttamene ai clienti con offerte ancora più basse. Alla faccia dei T.O. che spendono centinaia di migliaia di euro per pubblicarli sui propri cataloghi!</p>
<p>Gli agenti non sono neanche tour operator, <strong>ex partner</strong> dai quali si stanno via via allontanando per dar vita a forme di lavoro forse più complesse ma certamente meno avvilenti. Gli agenti <strong>stanno tentando di creare quei 12 giorni di vacanza</strong> per i loro clienti senza dover ricorrere alla media inglese, stanno tentando di vendere polizze assicurative per le vacanze a <strong>prezzo corretto</strong>, stanno tentando di combattere la <strong>vergogna delle quote di apertura pratica e del fuel surcharge</strong> come meglio possono.  Non rivolgendosi ai tour operator se non in caso di necessità. Ma gli agenti non sono tour operator, e anche su questo è necessario riflettere.</p>
<p>I mali del turismo italiano sono tanti, tutti importanti. Nessun agente o T.O. può più contare sull’immunità garantita dal proprio alberello cintato dal filo spinato: oggi si è tutti appesi a testa in giù ai rami secchi della stessa pianta, e se non si vuol cadere a terra è bene ripensare a modelli e sistemi. <strong>Magari insieme</strong>.</p>
<p><strong>IL GRILLO S..PARLANTE</strong> by Autotutela</p>
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		<title>IL GRILLO S..PARLANTE &#8211; ATTO II°</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la pubblicazione della mia vision riguardante il desolato e desolante mondo del turismo, ho avuto il piacere – finalmente! – di leggere critiche provenienti anche dal comparto agenziale, segno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/07/Grillo-21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2213" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/07/Grillo-21.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a><span style="color: #000080;">Dopo la pubblicazione della mia <em>vision</em> riguardante il desolato e desolante mondo del turismo, ho avuto il piacere <strong>– finalmente! –</strong> di leggere <strong>critiche</strong> provenienti anche dal comparto agenziale, segno evidente che non tutti gli agenti sono rimasti vittima di quella lobotomizzazione globale che, scusatemi tanto, <strong>davo per scontata</strong>. E allora, per caricare la dose, proseguiamo…</span></p>
<p><span id="more-2214"></span></p>
<p>Se qualcuno ritiene ancora sia possibile “<em>aprire tavoli e discutere</em>” quando fuori dalle mura delle agenzie di viaggio si discutono <strong>opzioni pratiche e draconiane</strong>, vorrei richiamare l&#8217;attenzione su alcuni <strong>possibili scenari futuri</strong> che potrebbero – perché no… – realmente realizzarsi.   Per farlo dovrò per forza “<em>usare</em>” i nomi di diverse e importanti società presenti sul mercato che, sono certo, mi scuseranno… In ogni caso, l&#8217;usare i nomi di determinate aziende significa attribuire loro valore, giusto?</p>
<p>Tutti quanti voi siete al corrente dell’acquisizione operata da <strong>Costa Crociere</strong> sul pacchetto di quote delle agenzie <strong>Welcome</strong> detenuto da <strong>Alpitour</strong>, un’acquisizione che vede dunque i due più importanti operatori turistici – con prodotti differenziati – ugualmente legati ad una rete distributiva strutturata ed efficiente.</p>
<p>Viene facile pensare che una rete di oltre mille punti vendita potrebbe garantire ai T.O. in questione uno “<em>zoccolo duro</em>” capace di fornire un indubbio sostegno alle loro vendite, ma è anche facile capire che, per duro che sia, questo zoccolo non consentirebbe azioni eclatanti più forti di tanto, in quanto rappresentante <strong>poco meno del 10% del mercato agenziale</strong>.</p>
<p>Ma se, e dico “se” in quanto <strong>sto solo facendo ipotesi</strong>, <strong>Alpitour</strong> e <strong>Costa Crociere</strong> – o anche uno solo dei due – decidesse di acquisire, totalmente o per la sua maggioranza, un’altra rete distributiva di notevoli dimensioni o, meglio ancora, <strong>più reti in procinto di fondersi tra loro quali, ad esempio, BravoNet e HPVacanze</strong>, voi agenti di viaggio siete in grado di ipotizzare la portata che un’operazione simile avrebbe sul mercato? E, soprattutto, <strong>sul vostro mercato?</strong></p>
<p><strong>Alpitour, Costa Crociere e circa 2.400/2.500 agenzie di viaggio.</strong> Una notevole potenza di fuoco, vero? Ora immaginate il “potere” che un gruppo del genere potrebbe esercitare sul consumatore, sulla finanza e sul credito, sul mercato delle promozioni e dei grandi bacini d’utenza, sul trasporto e sull’accoglienza. <strong>E sulle agenzie di viaggio, sia quelle del gruppo che quelle estranee</strong>: avremmo agenzie in grado di disporre di condizioni pressoché esclusive (con un 25% della distribuzione nelle mani lo farei anch’io…) ed altre poste – di fatto – <strong>nell’impossibilità di vendere</strong> gli stessi prodotti. Agenzie che dovrebbero, <em>obtorto collo</em>, abbandonare per sempre il proprio <em>modus operandi</em> per soddisfare le aspettative della proprietà, ed altre agenzie che, al contrario, pur possedendo la massima libertà di vendere questo o quello, non potrebbero esercitarla.</p>
<p>Pensiamo anche  ai T.O.. Quanti di loro dovrebbero deporre le armi di fronte ad una concorrenza che, se già oggi è feroce, domani sarebbe impossibile da sostenere? E quanta pluralità d’offerta si ritroverebbe ad avere il viaggiatore? E quali sarebbero gli istituti di credito desiderosi di affrontare il rischio che comporterebbe l’affidare un piccolo/medio T.O. quando sul mercato vi fosse un leviatano di questa portata?</p>
<p>Ok, direte voi, <strong>queste sono solo ipotesi, giochi di fantasia, fanta-economia applicata al turismo.</strong> Vero, dico io, avete ragione. Ma riflettete… Cento anni fa era fantascienza pensare che gli aeroplani avrebbero portato l’uomo in giro per il mondo, e quarant’anni fa nessuno avrebbe mai scommesso sul fatto che i voli charter avrebbero padroneggiato il mercato della vacanza. Quindi, la fantascienza di ieri non è altro che il passato di oggi.</p>
<p>Vogliamo aprire tavoli e discutere? Vogliamo arrabbiarci se un <em>Grillo S..parlante</em> dipinge scenari più grigi che rossi? Vogliamo dire che tanto è solo fantascienza e che non succederà mai nulla? Va bene, facciamo così anche se così non è, ma &#8211; per favore &#8211; <strong>evitate nel prossimo futuro di lamentarvi</strong> per non esservi soffermati con più attenzione sul mondo così com&#8217;è e su ciò che avreste forse dovuto fare per scrivere una storia diversa.  E per chiudere, uso le parole di una celebre canzone di <strong>De André</strong> che dice: <strong>“Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”</strong>.</p>
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		<title>IL GRILLO S&#8230;PARLANTE</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 08:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo arrivati a luglio ma, a quanto pare, questo non è ancora sufficiente a far decollare una stagione che pare ormai definitivamente compromessa: i tour operator sfornano quotidianamente offerte al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/07/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2209" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/07/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Siamo arrivati a luglio ma, a quanto pare, questo non è ancora sufficiente a far decollare una stagione che pare <strong>ormai definitivamente compromessa</strong>: i tour operator sfornano quotidianamente <strong>offerte al ribasso che pochi acquistano</strong> e le agenzie di viaggio soffrono una  <strong>penuria di clientela</strong> che, mai come oggi, si era fatta sentire. Colpa della crisi economica, certo, e di un Governo che non aiuta, giusto anche questo, <strong>ma non auto-assolviamoci</strong>, perché la colpa più grande è nostra…</p>
<p><span id="more-2210"></span></p>
<p>Inutile guardare da altre parti quando se ne parla: <strong>il nostro tessuto imprenditorial-turistico è povero</strong>. Economicamente. Intellettualmente. Eticamente. Moralmente. Possiamo partire dai vettori e dirigerci indifferentemente verso i tour operator o gli agenti di viaggio transitando per il comparto alberghiero e ricettivo in genere: ciò che troveremo è <strong>povertà diffusa in fase crescente.</strong></p>
<p>Se guardiamo ad altri Paesi vediamo pochi operatori che, ordinatamente, fanno chiare scelte di campo decidendo cosa vendere, a chi e attraverso quali punti vendita.  Nello stesso modo vediamo agenzie ben liete di collaborare con un solo operatore, al massimo due o tre, accettando di buon grado i vantaggi e i limiti che questa scelta inevitabilmente comporta. E anche le compagnie aeree e marittime forniscono i propri servizi in un quadro di ben diversa dimensione e struttura.</p>
<p>I servizi vengono acquistati anzitempo e pagati nello stesso modo. <strong>Da noi è tutta speranza:</strong> di incassare, di pagare, di vendere, di sopravvivere. Nel resto del mondo si lavora, da noi si spera. In altri Paesi – vedi la Gran Bretagna, ad esempio – <strong>il viaggiatore è tutelato</strong> concretamente, e gode di certezze in ogni situazione: da noi, in Italia, il viaggiatore ha quale unica certezza quella di essere al cospetto di <strong>una manica di improvvisati pronti a tendergli trappole</strong> celate da equivoci articoli di Legge, da furbetti dell’uno più uno uguale tre, da agenti di viaggio improvvisati e da tour operator che pur di mettere l’euro nel cassetto sono pronti a qualunque vergogna.</p>
<p>Certo, in mezzo a questo desolato e squallido panorama ci sono anche realtà virtuose in un campo e nell’altro, ma sono poche. E non certo premiate. Ci sono operatori che lavorano seriamente e onestamente, e che meriterebbero ben altre posizioni in classifica. E ci sono agenti di viaggio serissimi e preparati che avrebbero titolo per dominare non i propri cento metri di marciapiede ma, piuttosto, caseggiati, quartieri, paesi interi. <strong>Ma neppure loro sono premiati.</strong> E, stranamente, non sempre le realtà virtuose si incontrano, fatto che &#8211; se si verificasse mai &#8211; darebbe luogo ad interessanti alchimie.</p>
<p>A portare a casa la medaglia d’oro (pardon… di latta verniciata in oro) sono i tanti <strong>buffoni </strong>che ogni giorno ci raccontano dei loro successi <strong>evitando di dire quanti debiti hanno</strong> verso le banche e i fornitori, e quanti imbrogli hanno fatto e fanno per essere ancora qui, oggi, a pavoneggiarsi.</p>
<p>Settore di schifo… I nomi illustri del turismo di ieri – <strong>dei crack di ieri…</strong> – sono TUTTI, <strong>ma proprio TUTTI</strong>, pronti al ritorno sulle scene: versano acconti, prestano fideiussioni, firmano garanzie. Il tutto sotto gli occhi dei loro detrattori di ieri che saranno i loro “partner” di domani.  <strong>Grandi network</strong> dai nomi importanti vengono venduti e comprati non per il loro valore (buchi contornati dal niente) ma per conseguire vantaggi di puro carattere finanziario o per ricambiare &#8220;favori&#8221; a quelle banche che, magari, in precedenza si erano prestate ad altri simili giochi.  <strong>E piccoli network</strong> guardano ai più grandi tentando di imitarli. Begli imbecilli&#8230;  E i viaggiatori dovrebbero fidarsi di questo circo equestre in giacca e cravatta dal nodo grosso?</p>
<p><strong>Meglio gli abusivi</strong>, almeno sono furfanti dichiarati. <strong>Meglio il web</strong>, che forse ti frega lo stesso ma forse costa meno. <strong>Meglio il “fai da te”</strong> dove se sbaglio almeno mi sono divertito a fare. Tutto è meglio di ciò che il viaggiatore ha di fronte.</p>
<p><strong>Tutto è soprattutto meglio di questi oltre diecimila sorcetti di agenti di viaggio</strong> incolonnati dietro improbabili pifferai: viaggiano verso il precipizio senza neppure rendersene conto, e se se ne accorgono non danno comunque segno di voler cambiare rotta.  <strong>Ben venga la fine di questo sistema</strong>: il 2011 è già finito e il 2012 non sarà migliore. Le grandi pulizie sono quanto mai prossime. Dopo, forse, ci sarà meno polvere e meno sporco.   </p>
<p><strong>IL GRILLO S&#8230;PARLANTE</strong> by Autotutela</p>
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		<title>IL GRILLO S..PARLANTE</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 11:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La percentuale di agenzie di viaggio aderenti a reti organizzate – network, franchising, gruppi d’acquisto – è stimata nel 63% circa, ovvero più di 6 agenzie su 10 rispondono alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/05/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2100" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/05/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>La percentuale di agenzie di viaggio aderenti a reti organizzate – network, franchising, gruppi d’acquisto – è stimata nel <strong>63% circa, ovvero più di 6 agenzie su 10</strong> rispondono alle direttive emanate da organizzazioni commerciali.  Per contro, <strong>le agenzie aderenti alle 4 associazioni di categoria raggiungono a malapena le 2.500</strong> unità, quindi poco più di 2 su 10.  E sul fatto di recepire le indicazioni delle Associazioni non ci sentono proprio…</p>
<p><span id="more-2099"></span></p>
<p>Il lungo e faticoso travaglio che ha portato il Ministro <strong>Michela Vittoria BRAMBILLA</strong> al parto del nuovo <strong>Codice del Turismo</strong> ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato  bisogno, che <strong>le Associazioni di Categoria hanno avuto un peso pari a zero</strong> nell’ottenere quella chiarezza e quelle garanzie del quale il mercato necessitava:  le decisioni sono state prese per <strong>soddisfare le lobby più potenti e i gruppi di potere politico ed economico</strong>. Per gli agenti di viaggio ed i loro clienti, nulla.</p>
<p>Ed è ridicolo – oggi – parlare di successo quando quelle garanzie supplementari che il mercato voleva per considerarsi “<em>al sicuro</em>” sono state rese facoltative, e quando si è mantenuto in vita <strong>quell’imbroglio incredibile che è il fondo di garanzia</strong>. Infatti, le critiche più dure giungono proprio dai consumatori che &#8211; riflettiamo&#8230; &#8211; sono i nostri clienti.</p>
<p>Comunque è giunto il momento di chiedersi se <strong>gli agenti di viaggio del terzo millennio preferiscono</strong> una “supervisione” commerciale o sindacale, e cioè se l’agente preferisce operare secondo gli orientamenti del proprio network, o se il senso di aggregazione frutto della vicinanza ad obiettivi politico-sindacali può ancora essere recuperabile. E in che modo.</p>
<p>In un editoriale abbastanza recente, <strong>Angelo De Negri</strong> – editore de Il Giornale del Turismo e Presidente della BTM – dice a chiare lettere “… <em><span style="color: #000080;">Se la mia carriera nel turismo iniziasse ora, non mi iscriverei a nessuna delle associazioni esistenti…</span></em>”: una provocazione che si rifà all’elenco infinito di <strong>insuccessi collezionati dalle Associazioni</strong> che hanno partecipato ai tavoli dell’abbassamento delle commissioni, delle fidejussioni IATA, della defiscalizzazione, ecc. ecc. senza portare a casa nulla.</p>
<p>Giusto, dico io, forse farei così anch’io.  <strong>O, forse, sceglierei di fare</strong>, e mi spiego.  Il concetto di affidarsi ad un network per ottenere vantaggi è logico e giusto:  <span style="color: #000080;"><em>lavoro-guadagno-pago-pretendo</em></span>.  Ma in politica, e si parla di questo, vale il medesimo principio? No di sicuro.</p>
<p>Le iniziative di contrasto alle inefficienze del sistema industriale e politico sono sempre stata <strong>esclusiva dei sindacati</strong>, realtà capaci di coinvolgere le maestranze in un mix di ragione e passione, di calcolo e coscienza.  Oggi è questo che dobbiamo recuperare: la capacità di <strong>salire sulle barricate</strong> (in senso figurato) un po’ per ricostruire un paniere di convenienza che renda ancora possibile svolgere questo lavoro e, un po’, <strong>per tornare ad essere orgogliosi</strong> del proprio mestiere.</p>
<p><strong>L’agente di viaggio deve tornare a credere</strong>. <strong>E a guadagnare</strong>.  Non resta molto tempo per provarci in quanto ogni giorno che passa ci si avvicina al punto di non ritorno, ma non è ancora impossibile tentare. <strong>Occorre una coscienza comune ed un comune sentire</strong>, perché è chiaro che – a prevalere – non può essere la convenienza (momentanea) del singolo ma l’opportunità del collettivo.</p>
<p><strong>Cosa ne pensano gli agenti di viaggio?</strong> Perché sono loro che devono ben capire che si sta disegnando il loro futuro: i disegnatori sono tanti ma proprio loro – troppo impegnati alle scrivanie a decidere se vendere questo o quell’operatore – non tirano neppure una riga, non imprimono nessun colore.  <strong>Network o sindacato? Politica professionale attiva o passività sorniona?  </strong></p>
<p>Non basta far parte di un network per esserne parte attiva: è necessario accettare le sue logiche economiche e condividerle, considerare i partner scelti dalla rete come i &#8220;propri&#8221; partner e credere incrollabilmente nella capacità del gruppo.  <strong>Nello stesso modo non basta pagare la quota associativa</strong> per sentirsi sicuri che qualcosa di meglio accadrà: il meglio può essere a portata di mano ma non di una sola. E&#8217; necessario unirle, le mani, per cogliere risultati, e questo vale anche per quei momenti in cui nel raccolto si crede poco.    </p>
<p><strong>IL GRILLO S..PARLANTE</strong> <em>by Autotutela</em></p>
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		<title>IL GRILLO S..PARLANTE</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 08:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buffo mondo, il nostro… Non c’è appartenente alla categoria degli operatori turistici che abbia il coraggio – pubblicamente – di dichiarare quanto siano calate le vendite nel primo quadrimestre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/04/Grillo-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2038" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/04/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Buffo mondo, il nostro… Non c’è appartenente alla categoria degli operatori turistici che abbia il coraggio – pubblicamente – di dichiarare <strong>quanto siano calate le vendite</strong> nel primo quadrimestre di quest’anno rispetto al già funesto 2011 anche se, privatamente, nessuno di loro riesce a non tirar fuori il fazzoletto per <strong>asciugarsi la lacrima</strong> che rotola dall’occhio al naso e da li sulla cravatta, a raccontare una realtà che non ha bisogno di parole per essere compresa.</p>
<p><span id="more-2037"></span></p>
<p>Non è certo un segreto che <strong>le agenzie vendono poco, e i tour operator pure</strong>. Non è un segreto che la preoccupazione per quanto accade nel mondo, sia a livello sociale che finanziario, suggerisce agli italiani (popolo di risparmiatori…) di conservare i sempre più sudati “<em>euri</em>” sul conticino <strong>piuttosto che spenderli in viaggi</strong> e vacanze. Non è un segreto che le tante <strong>trasmissioni televisive</strong> che raccontano di quanto sia “<em>poco corretto</em>” il nostro settore <strong>ci hanno ancor più tagliato le gambe</strong>.</p>
<p>Eppure, come già ebbi occasione di dire anni fa, “<em>tutto va ben, madama la marchesa</em>…”.  Stiamo assistendo al <strong>crollo di un sistema</strong> che, seppure caoticamente e magari con formule di base poco appropriate, aveva retto dal dopoguerra alla fine degli anni ’90; un sistema che è letteralmente impazzito nel corso dell’ultimo decennio e che – certamente – <strong>tra una decina d’anni non vedrà neppure uno degli attori d’oggi</strong> al taglio del nastro d’arrivo.</p>
<p>Negli ultimi 24 mesi abbiamo assistito alla scomparsa di tanti nomi eccellenti, eventi spiacevoli <strong>resi disdicevoli</strong> dalle conseguenze per gli agenti di viaggio e per i consumatori: nessun tour operator è trapassato in maniera indolore per le tasche di queste due categorie sempre più sfigate, sempre più incapaci di trovare la via giusta, <strong>sempre più incapaci di difendersi </strong>da ciò che accade loro intorno.</p>
<p>E, anche in quelle circostanze, <strong>chi sapeva taceva</strong>. Chi avrebbe potuto evitare perdite alla distribuzione e al consumo ha preferito girarsi dall’altra parte chiudendosi in un <strong>silenzio omertoso degno delle più celebrate tradizioni mafiose</strong>.  E oggi non è cambiato nulla: <strong>chi sa</strong>, chi ben conosce le situazioni dei prossimi a trapassare <strong>tace</strong>, preferendo lasciare ad ognuno il compito di grattarsi la rogna piuttosto che parlare di ciò che accade.  Forse è giusto così, ma quando vedo o sento qualcuno che parla di serietà e correttezza dopo che – da sempre – l’ho visto fare spallucce di fronte ai tanti disastri del nostro settore… Beh, la voglia dire loro che hanno <strong>la faccia come il sedere</strong> è veramente grande.</p>
<p>Ora mi viene in mente che <strong>c’è un operatore che non paga</strong> i fornitori, <strong>non rimborsa</strong> le agenzie, non porta a termine le prenotazioni per le quali ha incassato i quattrini dai clienti. I suoi dipendenti <strong>non vengono pagati</strong>, e neppure gli animatori delle sue strutture. E’ alla frutta, dunque, e questo non viene nascosto neppure dai suoi colleghi T.O. che, <strong>in maniera caina</strong>, ti dicono che “<em>è già morto</em>” col sorriso sulle labbra, quasi a dire: “<em>Lui è morto ma io no, perché io sono più bravo!</em>”</p>
<p>Coglionazzi. Non c’è niente da ridere, visto che ogni operatore che muore impoverisce il nostro settore <strong>rendendolo più fragile e debole</strong> in termini di serietà e correttezza. Già, perché se mai questo T.O. chiuderà i battenti lo farà – anche questa volta – <strong>portandosi dietro soldi di agenti e clienti</strong>, e lo farà tra le silenziose ali dell’associazione di categoria alla quale è iscritto, degli altri tour operator e della stampa di settore. </p>
<p>Bello sarebbe che proprio questo operatore prossimo alla fine – e sappiamo che ci legge con attenzione… – raccogliesse tra le mani quel po’ di coraggio e onore che resta e <strong>dicesse chiaramente le cose come stanno</strong>, aiutando tutti ad affrontare la situazione nel modo più opportuno. Un modo intelligente ed elegante per far si che, anche nel caso peggiore, il settore lo ricordi come un operatore serio. Non sarebbe poco…</p>
<p><strong>Il Grillo S..parlante</strong> by Autotutela</p>
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		<title>LE PEZZE AL C&#8230; SI VEDONO!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 09:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Puoi nasconderle finché vuoi, ma quando hai le pezze al culo si vedono…”.  Questa frase me la diceva spesso mio padre quando si trovava di fronte a quei personaggi che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/03/Grillo-2.jpg"><strong><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft size-full wp-image-1912" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/03/Grillo-2.jpg" alt="" width="64" height="90" /></span></strong></a><span style="color: #0000ff;"><strong>“Puoi nasconderle finché vuoi, ma quando hai le pezze al culo si vedono…”.</strong>  </span>Questa frase me la diceva spesso mio padre quando si trovava di fronte a quei personaggi che, pur essendo nel guano fino al collo non facevano altro che <strong>vantarsi di risultati</strong>, successi, possibilità.  Ecco, guardate <strong>l’elenco dei tour operator</strong> che partecipano al progetto <strong>PrezzoFelice</strong> e ditemi se le frasi dei vecchi non sono altro che grande saggezza!</p>
<p><span id="more-1911"></span></p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/03/PREZZO-FELICE-1.pdf"><strong>PREZZO FELICE 1</strong></a><strong>                    </strong><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/03/PREZZO-FELICE-T.O..pdf"><strong>PREZZO FELICE T.O.</strong></a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g1-i11062-k1981355-Circuito_Vacanze_e_buono_2x1_esperienze-Package_Holidays.html"><strong>http://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g1-i11062-k1981355-Circuito_Vacanze_e_buono_2×1_esperienze-Package_Holidays.html</strong></a></p>
<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/03/TICKET-TRAVEL-2X1.pdf"><strong>TICKET TRAVEL 2X1</strong></a><strong>                   </strong><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/03/TICKET-TRAVEL-2X1-GOLD.pdf"><strong>TICKET TRAVEL 2X1 GOLD</strong></a></p>
<p>Ci risiamo col famigerato <strong>2&#215;1</strong>, questa volta neppure supportato da una carta d’acquisto per un rullino fotografico o un paio di calze; sufficiente <strong>comperare lo sconto</strong> al prezzo di 90 euro e partire, lieti e felici, verso località di sogno.  <strong>Ovviamente prenotando pochi giorni prima della partenza e accontentandoti di ciò che si trova…</strong></p>
<p>Ma aldilà della formula più o meno scontata e della<strong> dubbia soddisfazione del cliente</strong>, ciò che colpisce sono <strong>i marchi dei T.O.</strong> che si prestano a questa operazione commerciale che passa nuovamente sulla testa degli agenti di viaggio assicurando al consumatore – seppure utilizzando formule pubblicitarie che il Garante della Concorrenza farebbe bene a verificare – vantaggi improponibili dal circuito agenziale.</p>
<p>Certo tutti gli agenti dispongono di ottime tariffe con le quali far partire i propri clienti, e sicuramente la riduzione proposta da Prezzo Felice è cosa già vista e dalla quale abbiamo capito che ci si difende senza molti problemi.  Ed è altrettanto vero che alcuni dei principali sostenitori di questo sistema di vendita del passato <strong>sono ora in mano ai curatori fallimentari</strong>, come è altrettanto vero che qualche marchio presente nel panel dei fornitori <strong>scricchioli talmente tanto da far sentire il rumore a lunga distanza</strong> (a proposito, chi sa qualcosa di passeggeri lasciati “<em>a piedi</em>” alle Maldive la scorsa settimana…??), ma colpisce ugualmente considerare il “<strong>peso</strong>” dei nomi:  <strong>Alpitour &amp; Co., Best Tours, I Grandi Viaggi, Hotelplan, MSC Crociere, Oltremare, Phone &amp; Go, Sprintours, Turisanda, Valtur, Veratour, Viloratour</strong> e <strong>Viola</strong> (??).</p>
<p>Qualcuno dirà: <em><span style="color: #0000ff;">“D’accordo, ma alcuni di questi sono talmente disperati che dovrebbero essere loro a pagare per portare i clienti in vacanza!”<span style="color: #000000;">.</span></span></em><span style="color: #000000;"> </span>Vero, ma ciò non toglie che se alcuni sono alla canna del gas altri non siano proprio defunti.  Comunque questo è il “<em>buona settimana</em>” dai migliori amici degli agenti di viaggio! Già, perché se fate bene attenzione scoprirete che la maggior parte dei T.O. che compongono questa allegra brigata sono proprio quelli che non perdono occasione per dichiarare ai quattro venti <strong>la grande considerazione in cui tengono le agenzie di viaggio, ovvero i loro “migliori partner”!</strong></p>
<p>Purtroppo, signori miei, c’è ancora chi ci crede e ha piacere di “<em>spingere</em>” le vendite dell’uno o dell’altro dimenticandosi che qualità e serietà abitano da altre parti.  Guardatevi intorno: ci sono mille marchi – certo meno famosi – che rappresentano davvero la qualità e la voglia di lavorare bene col cliente e col suo agente di viaggio.  E questi marchi non sono certo quelli che alla <strong>BIT</strong> hanno <strong>gli stand più grandi dove si serve cibo dal mattino alla sera</strong> o quelli che si pubblicizzano in ogni momento e in ogni dove: sono quelli dove si lavora per <strong>creare buon prodotto da vendere a prezzi onesti</strong>, dove si tenta di collaborare al meglio con gli ADV senza obbligatoriamente prenderli per il sedere.</p>
<p>Sono quelli dove il termine “<strong>cliente</strong>” non equivale a “<em>pollo</em>” e “<strong>agente di viaggio</strong>” non è lo stesso di “<em>rapa</em>”.</p>
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		<title>EGITTO: LA TEMPESTA DOPO LA QUIETE&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 07:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autotutela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunga chiacchierata quella del Grillo, ieri, con un caro amico egiziano, uomo importante che si divide tra banche, grandi catene alberghiere e politica, un amico capace di rassicurare su alcune cose e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/02/Grillo-22.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1887" title="Grillo 2" src="http://www.a-autotutela.it/sito/wp-content/uploads/2011/02/Grillo-22.jpg" alt="" width="64" height="90" /></a>Lunga chiacchierata quella del Grillo, ieri, con un caro amico egiziano, uomo importante che si divide tra <strong>banche</strong>, <strong>grandi catene alberghiere</strong> e <strong>politica</strong>, un amico capace di rassicurare su alcune cose e rendere inquieti su altre… Le prime domande sull’attuale situazione egiziana: quando tornerà veramente la quiete?</p>
<p><span id="more-1888"></span></p>
<p>A sentir lui, il processo di rinnovamento appena iniziato richiederà <strong>diversi mesi</strong> durante i quali gli egiziani dovranno darsi un nuovo ordine. L’augurio di tutti, in Egitto, è che il governo del paese passi alla <strong>Fratellanza Musulmana</strong>, rappresentante di una elite politico-religiosa conscia di quanto il turismo rappresenti la fonte primaria di reddito per l’intera nazione. Una Fratellanza capeggiata non dal premio Nobel per la pace <strong>El Baradei</strong>, ritenuto – a causa della sua lunga assenza dall’Egitto – troppo lontano dall’attuale realtà, ma di un uomo più forte e capace di mettere insieme i pezzi di questo malato.</p>
<p>Sempre a suo dire, i morti non sarebbero stati alcune <strong>centinaia</strong> come dichiarato dalla stampa ma ben di più (parla di un paio di migliaia&#8230;), se a quelli dei disordini si sommano quelli uccisi dall’esercito e dalla polizia locale durante le interminabili azioni di contenimento dei tanti episodi di <strong>sciacallaggio</strong> a danno di uffici, negozi e persino abitazioni. </p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>turismo</strong>, tutto pare cristallizzato così com’era nei giorni immediatamente successivi allo scoppio dei disordini: strutture alberghiere vuote (un esempio tra tutti: un hotel di una prestigiosa catena, posto alle Piramidi, con <strong>una capienza di circa 400 camere di cui solo 10</strong> <strong>occupate da turisti</strong>). Nessun europeo.  Il Cairo non è ancora città sicura mentre sul Mar Rosso pare non vi siano problemi <strong>tranne il fatto che manca il personale…</strong></p>
<p>Infatti le banche riprenderanno a pagare gli stipendi da fine febbraio, elemento che dovrebbe gradatamente riportare i lavoratori alle loro mansioni disertate nel rispetto del famoso detto arabo: “<em>Pagare moneta, vedere cammello</em>”. Vedremo.</p>
<p>E i tour operator italiani, in tutto ciò, come stanno?  Il nostro amico ci racconta di un T.O. preda di continui coccoloni in quanto – socio con una percentuale di circa il <strong>35%</strong> con un immobiliarista egiziano di nome <strong>Rafaat</strong> nella proprietà di tre strutture alberghiere – ha visto svanire i clienti che riempivano circa 480 delle 600 camere disponibili. </p>
<p>E di un altro che, già fortemente indebitato con un hotel tunisino, presenta oggi <strong>uno scoperto di circa</strong> <strong>750.000 euro</strong> nei confronti del suo corrispondente locale che, di conseguenza, non ha la possibilità di pagare gli alberghi. Si chiama reazione a catena e, nella regola, vede prima o poi i clienti del T.O. sbattuti fuori dagli alberghi senza tanti complimenti.  Lo stesso operatore aveva evitato – per il classico pelo – <strong>un’istanza fallimentare</strong> proveniente dalle Maldive, nel 2010: in quel caso aveva fatto ricorso a “<em>riserve private</em>” depositate presso una <em>private bank</em> svizzera (evitiamo di scrivere sia il nome, sia la banca italiana alla quale è collegata) per pagare, ma pare che ormai – come dicono in Egitto – <strong>sia iniziato il suo conto alla rovescia</strong>.</p>
<p>Non mancano commenti su altri tour operator, da quelli che – necessitanti di ulteriori aperture di credito per circa 5 milioni di euro – si sono visti proporre, dato il valore dell’intera azienda, <strong>meno di un decimo del necessario</strong>, o di altri  (ma qui si parla di pezzi ben più grandi…)  che laverebbero… Ma no, lasciamo stare. <strong>Stiamo parlando di operatori turistici, non di lavanderie industriali, giusto?</strong></p>
<p><strong>Il grillo S…parlante </strong>by AUTOTUTELA</p>
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