AUTOTUTELA segnala da tempo, la totale inutilità di fatto del Fondo di Garanzia previsto dall’art. 100 del D. Lsg. 206/2005 – Codice del Consumo - e, purtroppo, i fatti le danno ragione. Probabilmente, il problema che il legislatore ha affrontato all’epoca del D.Lgs. che, ricordiamoci, trova origine nella disciplina comunitaria, non possedeva le dimensioni attuali né, con uguale probabilità, il problema era conosciuto nelle sue reali dimensioni e nella sua dinamica. Purtroppo, la crisi economico-finanziaria di questi anni ha evidenziato l’estrema fragilità del sistema di produzione-distribuzione del mercato turistico che, oggi, impone una conoscenza approfondita del medesimo e un forte pragmatismo.
E’ innanzitutto necessario prendere coscienza di una realtà, ovvero dell’impossibilità dello Stato a fare da garante, pena l’ulteriore figuraccia dei governanti che si trovano a rassicurare – senza fondamento e senza alcuno strumento per fronteggiare il problema – l’opinione pubblica.
Inoltre, i problemi di gestione e controllo del mercato sono esacerbati dall’estrema frammentarietà delle norme applicabili, diverse da regione a regione e interpretate, ancora diversamente, da provincia a provincia. Tuttavia, a parere nostro, è bene dotarsi di una buona dose di pragmatismo e spogliarsi delle bandiere che fino ad oggi sono state sventolate a vuoto. La proposta che AUTOTUTELA, di concerto con TurConsumatori, intende avanzare, si sostanzia in poche righe di dettato normativo che prendono le mosse da norme gia esistenti.
Infatti, l’art. 89 della L. della Regione Lombardia n. 15/2007 dispone che:
1. Le agenzie di viaggio e turismo stipulano, prima del rilascio della autorizzazione, polizza assicurativa a garanzia dell’esatto adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto di viaggio e in relazione al costo complessivo dei servizi offerti, nell’osservanza delle disposizioni previste in materia dalla convenzione internazionale relativa ai contratti di viaggio di cui alla legge n. 1084/1977, nonché dal D.Lgs. n. 206/2005 riguardo ai circuiti «tutto compreso».
2. Le polizze assicurative devono specificare i criteri di determinazione del premio, nonché i massimali di risarcimento e le specifiche clausole volte ad assicurare la liquidazione, a breve termine, del risarcimento dovuto all’utente dei servizi turistici, in conseguenza della mancata o difettosa prestazione di servizi da parte dell’agenzia di viaggio e turismo.
3. L’agenzia invia annualmente alla provincia competente per territorio la documentazione comprovante l’avvenuta copertura assicurativa dell’attività autorizzata.
Prendendo le mosse da questo dato normativo si potrà ipotizzare che, per l’esercizio di attività legata al turismo, sia essa agenzia di viaggio, tour operator, vettore o altro, l’assicurazione richiesta potrebbe non essere soltanto quella di cui alla convenzione di Bruxelles ma, in maniera più completa, una polizza atta a garantire il consumatore del preciso adempimento degli obblighi assunti, come richiede la norma sopra citata
Di conseguenza, se le prestazioni al consumatore sono garantite dalla polizza assicurativa, appare del tutto inutile ricorrere al Fondo di Garanzia che tornerebbe ad essere l’importantissimo strumento di tutela ipotizzato dal legislatore.
Tuttavia, l’esperienza processuale suggerisce un altro passaggio che dovrebbe integrare il dato normativo che riguarda la risarcibilità diretta da parte del compagnia assicuratrice a favore del viaggiatore.
Se, dunque, ciascun operatore fosse dotato di una polizza, così come richiesta dalla Regione Lombardia, che non si limiti alla copertura di cui alla CCV, e se venisse consentito al consumatore l’azione diretta nei confronti delle assicurazioni, si verrebbero ad ingenerare effetti benefici a catena, con conseguenze rivoluzionarie:
- innanzitutto, la mancanza di detta polizza impedirebbe ai tour operator o agenti di viaggio non “solidi” di entrare nel mercato
- il consumatore avrebbe la possibilità di rivolgersi all’operatore, o all’agenzia, chiamando in giudizio anche la compagnia assicuratrice
- l’eccessiva “sinistrosità” da parte dell’operatore, o dell’agenzia, legittimerebbe la compagnia assicuratrice a non rinnovare la polizza, ripulendo così il mercato da quei soggetti impossibilitati a garantire la propria professionalità verso i propri clienti;
- il fondo di garanzia non avrebbe più alcuna ragione di esistere nella forma attuale.
Se questo tipo di garanzia, che in realtà in molti campi è già a regime, dovesse essere estesa a vettori, albergatori e a tutto il mercato turistico, si otterrebbe il risultato di metterlo in sicurezza senza costi pubblici, affidando al privato (leggasi Compagnie Assicuratrici) il giudizio di affidabilità nei confronti dell’operatore.
Queste considerazioni, che a prima vista possono sembrare rivoluzionarie (nel bene o nel male) in realtà sono in gran parte previste dalle varie norme che regolano i singoli settori di cui i mercato del turismo si compone e l’intervento legislativo servirebbe a coordinare le varie discipline e ad integrarle dove occorre.
Tuttavia, l’anello debole di questo sistema, come spesso Autotutela ha potuto constatare, rimane l’azione di vigilanza e controllo che, per sua natura e vicinanza al territorio, non può che essere esercitata dalle Province.
Avv.to FABRIZIO STEFANELLI – Ufficio Legale di Autotutela





Oggi mi ha chiamato l’Adiconsum perchè è arrivata una lettera dal ministero del Turismo. Ho la copia in mano.
mi chiedono Contratto in originale o stampa, fotocopia di documenti di tutti i partecipanti al pacchetto, codice Iban per il rimborso e delega per rimborso da tutti i partecipanti al pacchetto.
premetto che la mia richiesta al fondo è datata 24.07.2009
Sembra che dopo il fallimento del ventaglio qualcosa si muova.
A qualcuno è arrivata la Stessa lettera?
Ennio
XGino
Infatti, secondo me potrebbe essere una cosa utile, una “polizza di Autotutela”, rigorosamente individuale, che copre ad un costo ragionevolmente contenuto, il viaggiatore che decide di acquistare in agenzia un pacchetto turistico e che risponde in caso di problemi economici del TO o dell’agenzia, permettendoti di continuare la vacanza se sei già partito o di avere il rimborso se non lo sei. Fino ad ora le polizze coprono solo l’annullamento per altre cause, la malattia, … Sarebbe un plus non indifferente, di questi tempi, e soprattutto aiuterebbe il viaggiatore a scegliere, perchè nessuna assicurazione coprirebbe un TO barcollante o anche solo dai conti oscuri e men che meno un ADV abusivo. Un sistema del genere premierebbe i migliori TO e gli ADV più seri, perchè sarebbero quelli con i premi più bassi.
Dovrebbe appunto avere un costo ragionevolmente contenuto, a fronte della copertura solamente in pochi eventi precisi (fallimento, chiusura dell’ADV, mancato pagamento della struttura, mancato acquisto del passaggio aereo, …) e soprattutto dovrebbe essere l’assicurazione stessa a confermare al viaggiatore la copertura (basta una mail), in modo tale che il viaggiatore sa se è coperto o meno e non ha sorprese (tipo un ADV che intasca i soldi e non paga il premio). Una polizza collettiva non sarebbe altrettanto sicura. E in caso di contestazioni, Autotutela insieme con una associazione di tutela dei consumatori, potrebbero fare da mediatori, evitando costose cause legali dall’esito incerto.
mi chiedo: quanti colleghi hanno una polizza? come fanno le istituzioni a controllare, visto che non riescono a sanare la piaga dell’abusivismo? purtroppo la liberalizzazione delle licenze, e di conseguenza la crescita esponenziale delle adv, non ha visto lo sviluppo di pari passo degli strumenti degli organi di controllo. mi è capitata l’ispezione di un vigile urbano(?), delegato dalla regione, che non sapeva quali fossero i documenti da visionare!!!!
X LUCA
In effetti è così, la stipulazione della polizza contro gli annullamenti sarebbe individuale, dico sarebbe perché è diventata prassi, una cattiva prassi quella della stipula di polizze collettive al prezzo di quelle individuali, ma in Italia, non si riesce a modificare il malcostume, se non ti assicuri con noi dicono i TO, non ti confermo il viaggio, “punto”.
Però c’è anche da dire che non esiste almeno per il momento, una polizza che ti copra in caso di fallimento di uno o più aziende che sono coinvolte nel viaggio prenotato.
Però una proposta in tal senso, iniziata come discussione da una Associazione quale è “Autotutela”, è un inizio e potrebbe essere presa in considerazione.
Gino by Rodisphera
Esatto Gino, il fondo solo per le emergenze.
Per il rimborso invece io sono per l’assicurazione individuale, chi mi garantisce che un TO o un ADV che sta per fallire paghi il premio dell’assicurazione? E che le autorità controllino che ciò accada? Hai mai visto un TO o un ADV fallire senza lasciarsi i debiti alle spalle, compresi quelli sulle eventuali assicurazioni? Alla fine l’assicurazione se ne laverebbe le mani perchè non è stata pagata.
Con una assicurazione individuale, stipulata dal singolo viaggiatore per il singolo pacchetto, ed il cui premio dipende dal TO (alcuni sono più affidabili di altri) io so che in caso di problemi sarò rimborsato perchè il premio lo pago direttamente io consumatore. E l’assicurazione nello stabilire i premi deve valutare i TO, facendolo di sicuro molto meglio di come potrei fare io.
Ciao
X LUCA
hai deto bene, con il ritmo di fallimenti che stanno modificando di brutto l’assetto della filiera turistica, e le assicurazioni interessate a questo segmento di mercato lo faranno solo con polizze estremamente costose.
Io sono dell’idea però che il fondo di garanzia, debba servire solo per rimpatri di connazionali abbandonati all’estero da eventi naturali ed economici “E BASTA”, aggiungerei solo se prenotati tramite strutture autorizzate, altrimenti con la scusa del fondo di garanzia, di fatto autorizziamo tutti a prenotare di tutto e di più anche tramite canali non autorizzati e solitamente al ribasso, dove la lampadina della truffa è spenta ma se la tocchi ti prendi la scossa.
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Come faccio io ADV ad essere certo che dalla data di prenotazione alla data di partenza del passeggero, alle volte passano mesi, il TO che ho consigliato, ed al momento del mio consiglio, era un dei TO più affidabili, non faccia patatrac.
Mi dispiace, non ho la palla di vetro, e fra un po neanche quelle naturali, per predire e prevenire che ciò avvenga.
Ciao Gino by Rodisphera
Io ho sempre pensato che il compito di un fondo di garanzia dovrebbe essere quello di gestire le emergenze, il che vuol dire essenzialmente consentire a chi si trova all’estero di rientrare. Per tutti gli altri, a questo ritmo di fallimenti, creare un fondo di garanzia a spese dell’intero settore significherebbe un aggravio di costi non indifferente e soprattutto questi costi andrebbero a caricarsi in ultima analisi su quei consumatori che si sono rivolti a TO ed ADV affidabili, spesso accettando di pagare un prezzo più alto per un TO affidabile e un ADV che sa fare il suo lavoro.
Quindi io sono favorevole a che la polizza sia individuale, come proposto, ma ad una condizione, e cioè che al consumatore sia consentito di verificare, dal momento che le autorità sembrano avere altro da fare. A me non basta che il TO o l’ADV mi dicono di essere assicurati e magari mi mettono pure la voce in fattura, perchè se vanno in malora e salta fuori che non hanno pagato il premio, l’assicurazione se ne lava le mani e io consumatore non vedo il becco di un quattrino. Come faccio a sapere che il TO o l’ADV è in regola con l’assicurazione e che quindi avrò un rimborso nel caso in cui fallisca.
Non sarebbe meglio da questo punto di vista introdurre (ed Autotutela potrebbe farsi avanti) una “polizza individuale”, chiamiamola “Polizza Autotutela”, che il consumatore sceglie di stipulare individualmente. Intendo una polizza che io consumatore posso scegliere di stipulare (al pari delle assicurazioni per l’annullamento o delle assicurazioni sanitarie) e che mi tutela in caso di fallimento dell’ADV o del TO. Ovviamente il prezzo di questa polizza sarebbe commisurato all’entità del rischio, che a sua volta dipende dall’affidabilità dei soggetti. Se per tutelarmi con un TO devo pagare il 5% del pacchetto e con un altro l’1% io consumatore so trarre le mie conclusioni. Ovviamente se per risparmiare decido di correre il rischio e non assicurarmi, poi non mi resta che piangere.
Dal punto di vista mio di consumatore mi sentirei più tutelato così che non con una assicurazione stipulata da qualcun altro e soprattutto autorità che non controllano se questo qualcun altro paga regolarmente i premi.
Opinione personale
E’ vero che il fondo di garanzia va in economia?? Cioè se ho capito bene che alla fine di ogni anno si azzera e gli eventuali redidui vanno nelle casse dello Stato e dal 1° gennaio si ricomincia??
Se così misembrauna vera presa in giro nei ns. confronti di ADV e TO.
Grazie